Trasparenti le manovre del Pentagono

Dal Dipartimento della Difesa USA nuovi dettagli che preoccupano ma non dicono niente di nuovo: dopo l'11 settembre negli USA tutto è lecito, anche spiare senza mandato. La piovra si chiama Total Awareness, un nome che sembra un film
Dal Dipartimento della Difesa USA nuovi dettagli che preoccupano ma non dicono niente di nuovo: dopo l'11 settembre negli USA tutto è lecito, anche spiare senza mandato. La piovra si chiama Total Awareness, un nome che sembra un film


Roma – Preoccupano i dettagli di alcuni documenti della Difesa americana e i risultati di alcune audizioni condotte negli USA in materia di sicurezza nazionale o, meglio, dei mezzi utilizzati per garantirla. Pur non portando alcun elemento di vera novità, viste le normative varate dopo l’11 settembre, le informazioni rivelate dal New York Times confermano ulteriormente il pessimo stato di alcuni dei diritti fondamentali del cittadino americano, e non solo di quello americano.

La sostanza delle informazioni che provengono dai vertici (da John Poindexter, pezzo grosso della marina USA e consigliere per la sicurezza nazionale dell’allora presidente Ronald Reagan), sono la conferma che il Pentagono sta raffinando i propri tentacoli-spia trasformando il tutto in un sistemone capace di catturare dati in transito su pressoché qualsiasi mezzo digitale. Il tutto viene chiamato “Total Information Awareness” e funzionerebbe senza alcun controllo diretto da parte della magistratura e con il coinvolgimento diretto, invece, non solo dei servizi di intelligence ma anche della polizia federale.

Carte di credito, biglietti d’aereo, telefoninate, fax, comunicazioni internet, spese personali: tutto secondo la Difesa USA deve poter essere intercettabile. Per farlo, il sistemone-piovra dovrà sapersi interfacciare non solo con i network militari e di polizia ma, naturalmente, anche con quelli industriali, commerciali e privati.

Il progettone di cui parla Poindexter, direttore dell’ Ufficio per la conoscenza dell’informazione della DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), destinato a portare sui computer della National Security Agency una messe di dati senza precedenti, a quanto pare è già sul tavolo di Donald Rumsfeld, segretario della Difesa.

Per consentire a “Total Information Awareness” di mettere finalmente sotto controllo il minimo stormir di foglia negli Stati Uniti ci vorranno però nuove leggi, almeno a sentire alcuni commenti, e questo nonostante l’ampia libertà di manovra che già consentono il Patriot Act e l’Homeland Security Act, una legge e una proposta di legge che insieme realizzano un quadro normativo secondo molti inquietante.

Inevitabili a questo punto, ma già sentite, le polemiche di rito. Da un lato gli operai demodé della difesa della privacy, come EPIC , che gridano allo scandalo e parlano di “sistema capillare di sorveglianza nazionale del popolo americano”. Dall’altro i sostenitori della sicurezza nazionale che vedono nell’abolizione del diritto alla riservatezza l’unica via alla salvezza. In mezzo, tutti coloro che credono che un sistema del genere possa in qualche modo essere messo sotto controllo.

La speranza degli europei può essere quella di tenere al di fuori dei confini UE una piovra di questo tipo. Ma è una speranza che, di questi tempi, ha il sapore di una simpatica utopia.

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10 11 2002
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