TRE e Skypephone, polemiche in rete

La blogosfera si inalbera sulla questione trasparenza, ma è una faccenda nota: da sempre le tariffe dei carrier sono articolate e pubblicate in modo da evidenziare solo le condizioni più invitanti per l'utente - UPDATE
La blogosfera si inalbera sulla questione trasparenza, ma è una faccenda nota: da sempre le tariffe dei carrier sono articolate e pubblicate in modo da evidenziare solo le condizioni più invitanti per l'utente - UPDATE

(update in calce) – Roma – L’offerta del 3 Skypephone fa discutere: il telefonino di TRE che permette di parlare con Skype sembra rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso della sopportazione degli utenti verso un mondo – quello della telefonia mobile – fatto di offerte commerciali articolate e pubblicizzate in modo eterogeneo e spesso non completamente comprensibile.

Tra i molti che hanno descritto l’offerta c’è Federico Cella su Vita Digitale . Fra i commenti , Mister OZ avverte: “Occhi aperti con le note a calce in corpo piccolo grigio chiaro”.

Da qui è partita una lunga serie di post dedicata alle clausole contrattuali che gli operatori di telefonia mobile espongono in modalità graficamente meno evidenti rispetto alle condizioni economiche ritenute più interessanti, dove spesso spiccano parole come “gratis”, “per sempre” e “senza limiti”. Una prassi ormai consueta per gli operatori di telefonia, così come per molte altre organizzazioni.

Francesco Minciotti nel blog I miei silenzi.com racconta le risposte ottenute in una telefonata intercorsa con “il responsabile di gestione dei punti vendita 3” per avere chiarimenti sull’offerta legata allo Skypephone, ritenuta tutt’altro che chiara. Il post, e la conversazione riportata, contengono alcune imprecisioni (sulla gratuità del comodato d’uso con cui viene offerto l’apparecchio e su alcune questioni tecniche relative alla modalità di fruizione di Skype via UMTS), espresse da entrambi gli interlocutori, ma rispecchia la diffidenza che gli utenti-consumatori provano di fronte alle offerte degli operatori di telefonia mobile. Una diffidenza motivata, ad esempio, dalle numerose sanzioni che l’ Antitrust ha comminato nei loro confronti, e a cui i blog danno voce, evidenziando la “denuncia” de I miei silenzi.com . Che però ritiene l’offerta truffaldina.

La vicenda ha un notevole impatto in rete, come sottolinea Luca Conti su Pandemia : “cercando su Google Skypephone , ora, al secondo posto appare l’articolo di Francesco Minciotti ed è probabile che presto le prime pagine dei risultati si riempiano dei contributi degli altri blog che hanno rilanciato la notizia. Per minimizzare il danno, pensando seriamente di migliorare il call center, TRE dovrebbe contattare Francesco Minciotti e gli altri blogger che lo hanno ripreso, rispondendo formalmente e con trasparenza ai dubbi e alle inesattezze, il più presto possibile, disinnescando la bomba”.

Sulla questione prova a gettare acqua sul fuoco Roberto Dadda , che evidenzia come sul sito dell’offerta di TRE siano indicati costi e modalità dell’offerta e ricorda che “per valutare se un contratto è truffaldino non ci si può certo basare su di una telefonata, ma ci si deve basare sulla offerta e sulle clausole contrattuali”. Fermi restando alcuni aspetti fuorvianti: i claim pubblicitari (“Da oggi Skype sul tuo videofonino 3. Chiama gratis dove vuoi e quanto vuoi”) e il fatto che – al lancio dell’offerta – sul sito web comparivano solamente le condizioni dell’offerta in comodato d’uso e non in acquisto.

La discussione è, in definitiva, legata ad una generale mancanza di chiarezza delle condizioni commerciali esposte nella pubblicità e nelle presentazioni, in cui esistono spesso – come noto – clausole indicate in modalità molto meno evidenti che descrivono soglie massime di utilizzo, vincoli e costi effettivi di determinati servizi. Sullo sfondo c’è l’esigenza, da parte dei consumatori, di essere messi in grado di conoscere – senza equivoci – tutte le condizioni che un’azienda stabilisce per la vendita di un bene o la fruizione di un servizio.

Enfatizzare le condizioni più allettanti e mettere in secondo piano quelle più vincolanti (con scritte a scorrimento veloce negli spot pubblicitari o con caratteri di dimensioni minuscole sulla stampa e su Internet) di certo non contribuisce alla massima trasparenza. È vero, questo atteggiamento non è un’esclusiva degli operatori mobili, ma è una prassi commerciale comune a molti settori, come quello finanziario e dei prestiti al consumo. Ed è verosimile che il clamore suscitato in rete sia foriero di nuove iniziative volte alla tutela dei consumatori. Del resto esistono precedenti recenti, come l’abolizione dei costi di ricarica, che hanno portato ad una rivoluzione nel mercato della telefonia mobile.

UPDATE
L’imponente reazione del popolo della rete e l’interessamento di PI Telefonia hanno motivato Francesco Minciotti (autore del blog I miei silenzi.com ) a tornare sull’argomento 3 – Skypephone con un nuovo post, in cui puntualizza la propria posizione di utente intenzionato non ad esprimersi ad una mera denigrazione dell’offerta di TRE, bensì a sottolineare quello che viene definito “un problema di comunicazione, non di contenuti” e che riguarda le modalità scelte dall’operatore per descrivere all’utenza le condizioni dell’offerta (che sono state pubblicate in questa pagina ).

L’aggiornamento scritto da Minciotti, che contiene inoltre alcune risposte ai dubbi inizialmente posti su alcune clausole dell’offerta, è reperibile a questo indirizzo .

Dario Bonacina

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11 11 2007
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