Trump: Google e Verily contro il Coronavirus

Donald Trump ha annunciato 50 miliardi di dollari di investimenti contro il Coronavirus con il diretto coinvolgimento di Google e Verily nel progetto.
Donald Trump ha annunciato 50 miliardi di dollari di investimenti contro il Coronavirus con il diretto coinvolgimento di Google e Verily nel progetto.

Trump ha forse trovato la propria “exit way” dal problema del Coronavirus. Il Presidente degli Stati Uniti, infatti, era rimasto con le spalle al muro dal momento che un giorno prima negava l’importanza dell’epidemia e il giorno dopo se la trovava in casa con l’etichetta di “pandemia”. La via d’uscita si chiama Alphabet: gli Stati Uniti, partiti in estremo ritardo nella lotta al Coronavirus, potrebbero ora iniziare un percorso di contenimento del contagio basato su una strategia che tira in ballo direttamente le strutture di Mountain View.

Alphabet: Google e Verily, armi anti-contagio

Quel che rimane da capire è il “come”, visto che al momento il tutto appare più come un insieme di proclami che come una strategia realmente strutturata.

Il ruolo di Google potrebbe essere duplice: da una parte c’è il fronte “Web”, dove il gruppo sarebbe al lavoro per creare un sito informativo che possa fungere da punto di riferimento per tutti i cittadini interessati o preoccupati dal virus; dall’altra c’è il fronte Verily, il ramo di Alphabet impegnato nel mondo della salute, dove potrebbero esserci aspetti più direttamente legati al coordinamento delle analisi, ai tamponi e alle risultanze legate ai flussi del contagio.

Trump nella propria presentazione ha proclamato l’impegno di 1700 ingegneri Google su questo progetto, anche se al momento non è chiaro cosa stiano facendo e perché. Sulla base di quanto spiegato (senza alcun dettaglio tecnico), il sito fungerebbe da screening iniziale, una sorta di triage online che parte dai sintomi avvertiti dagli utenti: nel caso in cui le risposte lasciassero supporre una qualche effettiva possibilità di avvenuto contagio, il sito guiderebbe l’utente verso le strutture di screening ed ai laboratori di test. La conferma sul coinvolgimento profondo di Alphabet in tal senso giunge direttamente dal CEO Sundar Pichai, il quale spiega che tanto Verily quanto Google saranno pesantemente tirati in ballo in questa corsa contro il tempo.

Gli Stati Uniti potevano fare prima? Sicuramente. Gli Stati Uniti potevano fare meglio? Sicuramente. Al tempo stesso, Trump sembra voler sfoggiare il proprio decisionismo anche in questo caso, preannunciando investimenti pari a 50 miliardi di dollari in test e partnership di vario tipo con il mondo dell’impresa.

Sto ufficialmente dichiarando una emergenza nazionale, due parole molto importanti“, ha annunciato Trump con la bandiera a stelle e strisce alle proprie spalle. Il Presidente ha voluto rassicurare i suoi cittadini dopo che molti Stati avevano già dichiarato l’emergenza da giorni e molte grandi aziende avevano già chiuso i battenti per precauzione. Trump confida ancora una volta nella propria sicurezza e cerca di trasmetterla in diretta televisiva, ma i timori sono ora sulle tempistiche: secondo quanto indicato, mezzo milione di test sono pronti ad arrivare nei centri di monitoraggio e un alto numero di fondi saranno messi a disposizione della sanità per poter agire in modo coordinato nel contenimento.

Lo “zio Sam”, insomma, è pronto a tirar fuori l’artiglieria pesante non appena si è reso conto di aver sottovalutato il nemico. Il problema è che il nemico è già in casa, è ben nascosto ed è molto rapido.

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13 03 2020
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