Pochi giorni fa, OpenAI ha dato l’ennesimo scossone al settore con la presentazione di GPT-6 Astra. Le capacità del modello sono ritenute tali da poter iniziare a parlare concretamente di un’AGI (intelligenza artificiale generale). E la richiesta per accedervi è talmente elevata da aver spinto l’organizzazione a decidere di sospendere le sottoscrizioni a uno degli abbonamenti che lo includono.
GPT-6 Astra: OpenAI ferma ChatGPT Pro
Stop al piano Pro da 200 dollari, almeno per un po’. Si tratta di una misura che Thibault Sottiaux (numero uno dei progetti Codex e ChatGPT) ritiene necessaria per evitare che gli utenti possano mettere eccessivamente sotto stress l’infrastruttura. Forse, non è un caso che proprio in queste ore si stia registrando un nuovo down parziale del servizio.
Per garantire che i nostri utenti attuali abbiano un’esperienza incredibile e un accesso continuato ad Astra, stiamo sospendendo le sottoscrizioni al nostro piano Pro da 200 dollari.
To make sure our current users have an incredible experience and continued access to Astra, we are going to pause subscriptions to our $200 Pro plan. These put the most strain on our systems and we wanted to take the smallest step that allows us to continue giving the broadest… https://t.co/WhLEm3HBL7
— Tibo (@thsottiaux) September 10, 2026
In un altro post su X, lo stesso Sottiaux ammette che OpenAI ha sottovalutato l’impatto di Astra. Non è il più incoraggiante degli scenari, considerando che si sta discutendo della possibilità che l’intelligenza artificiale possa portare all’estinzione del genere umano entro pochi anni, mentre l’uomo più potente al mondo minimizza i rischi, chiedendo anzi di accelerarne lo sviluppo per non rimanere indietro rispetto alle altre potenze mondiali.
Tornando alla decisione di sospendere le nuove iscrizioni all’abbonamento Pro, chi ha già un piano attivo non è colpito dallo stop. Nel frattempo, immaginiamo che Sam Altman e i suoi vogliano fare di tutto per accelerare i lavori di ampliamento della propria infrastruttura, così da poter supportare una richiesta destinata a diventare sempre più elevata. Con buona pace di chi spera che la crisi della RAM possa risolversi in tempi brevi.