TV e media, giusta l'IVA al 20 per cento

Gli editori audiovisivi pur volendo una IVA ridotta gradiscono l'armonizzazione che costringerà la PayTV a pagare quanto pagano tutti
Gli editori audiovisivi pur volendo una IVA ridotta gradiscono l'armonizzazione che costringerà la PayTV a pagare quanto pagano tutti

Gli editori audiovisivi aderenti a Univideo hanno le idee chiare su una delle questioni bollenti del momento per i media, ossia l’aumento dell’IVA in carico alle Pay TV decisa dal Governo.

“Gli Editori Audiovisivi, cioè le imprese che pubblicano Dvd e Blu-ray Disc per la vendita e il noleggio, così come le videoteche – si legge in una nota – hanno sempre diligentemente pagato l’Iva al 20 per 100 nonostante sia indubitabile la nostra funzione di operatori editoriali e di diffusori di cultura. Da anni chiediamo inutilmente una parità di condizioni fiscali con i servizi televisivi e della cosiddetta società della informazione. Fino ad oggi, infatti l’Iva agevolata per le Pay Tv e le Telecom ha rappresentato una distorsione del mercato audiovisivo a nostro sfavore”.

“Ovviamente – continua la nota – auspichiamo che il decreto venga modificato portando l’Iva al 10 per 100 anche per noi, ma troveremmo inaccettabile una revisione migliorativa solo per quelle imprese che fino ad oggi hanno goduto di un privilegio che abbiamo sempre ritenuto ingiusto e tale da falsare la concorrenza”.

Univideo osserva anche che il proprio settore impiega oltre 12mila persone, con un fatturato attorno al miliardo di euro.

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01 12 2008
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