Twitch, portatore attivo di malware per utenti Steam

Un nuovo pericolo si aggira per la chat di Twitch e prende di mira gli utenti di Steam, i quali corrono il rischio di vedersi sottrarre l'oggettistica virtuale in loro possesso a prezzi irrisori. Steam non può farci niente, Twitch censura

Roma – Twitch è sotto attacco, e questa volta non si tratta di un tentativo di DDoS bensì di un’operazione di cyber-crimine volta ad abusare dell’account e dei fondi degli utenti di Steam. La denuncia arriva da F-Secure , che consiglia a Valve – la corporation che gestisce il succitato Steam – di aggiungere ulteriori misure di sicurezza in grado di mitigare il nuovo rischio.

L’attacco parte dalla funzionalità di chat testuale integrata su Twitch, spiega F-Secure, dove gli ignoti cyber-criminali hanno diffuso un link a quella che sembra una lotteria settimanale. Per partecipare alla lotteria occorre naturalmente registrarsi, ma l’immissione dei propri dati non porta in realtà a nulla di concreto.

Sullo sfondo, dice la security enterprise finlandese, il codice Java della finta pagina della lotteria installa e manda in esecuzione un software malevolo per sistemi operativi Windows, che tra le sue capacità ha quella di accedere all’account collegato al client di Steam, aggiungere nemici sulla piattaforma o accettare richieste di amicizia, scambiare oggettistica virtuale o metterla in vendita sul marketplace del servizio digital-videoludico.

I potenziali risultati di queste capacità includono un portafoglio-fondi di Steam prosciugato, oppure l’oggettistica virtuale svenduta a prezzi molto economici, spiega F-Secure, così da permettere agli autori (o all’autore) del malware di acquisire la suddetta oggettistica verso cui magari nutre un interesse molto maggiore del suo precedente proprietario.

Twitch dice di aver bloccato la visualizzazione del link incriminato nella chat in seguito alla denuncia di F-Secure, mentre dal canto suo la società di Helsinki consiglia a Valve di impostare nuove misure di sicurezza per impedire la compravendita malevola di oggetti virtuali a basso prezzo o ad amici aggiunti solo di recente.

Alfonso Maruccia

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  • il.gemmolog o scrive:
    MA che...
    Persona dotata di buon senso... sta su FB?E voi ascoltate pure gli utenti che si lamentano?Ho durato TRE MESI!(Con il nome: Il - Gemmologo)E quando accedevo mi diceva: "Ciao Il!" :DSi vede che mi sono cancellato prima che se ne accorgessero?FB? E' Uno spaccato DESOLANTE dell'umanità...Chissa perchè ogni volta che osservavo questo "calderone" di gente..pensavo: "L'umanità nel suo insieme non ha senso, ne scopo..."Nichilismo? SI!Dopo "l'esperienza" facebook... a uno il dubbio che Hitler stesse facendo BENE... viene.. :Dthe.gem
  • marcotelematico scrive:
    la protesta
    La protesta in punta di diritto è legittima, ma di base, se il servizio ehm..."offerto" da facebook non mi soddisfa, non lo sottoscrivo, non è nei diritti fondamentali dlel'uomo l'account facebook.
  • panda rossa scrive:
    Giusto usare identita' reali
    E' giusto usare l'identita' reale.Ogni pecora che intende entrare nell'ovile deve esporre i propri documenti di identita', nome, cognome, indirizzo, codice fiscale, tessera sanitaria, e foto scattata la mattina appena sveglio.Chi intende rinunciare alla propria privacy, deve farlo per bene.
    • Izio01 scrive:
      Re: Giusto usare identita' reali
      - Scritto da: panda rossa
      E' giusto usare l'identita' reale.
      Ogni pecora che intende entrare nell'ovile deve
      esporre i propri documenti di identita', nome,
      cognome, indirizzo, codice fiscale, tessera
      sanitaria, e foto scattata la mattina appena
      sveglio.

      Chi intende rinunciare alla propria privacy, deve
      farlo per bene.Non sono molto d'accordo con il disprezzo che manifesti, in compenso mi viene da ridere al vedere che cominciano ad emergere le contraddizioni implicite nel politically correct a tutti i costi. Le varie Boldrini della rete sostengono che sia necessario eliminare l'anonimato per difendere le donne dalla violenza. Siccome le donne sono specie protetta, ecco che la macchina del buonismo si mette in moto. Solo che adesso salta fuori che altri soggetti di categoria tutelata, nella fattispecie le drag queen, non sono d'accordo e sostengono che l'anonimato sia un loro diritto.I nodi vengono al pettine. Chissà se i buonisti nostrani avranno tanto pelo sullo stomaco da arrivare alla conclusione che l'anonimato debba essere riservato a determinate categorie, quelle che si presume siano discriminate. Secondo me sarebbero capacissimi - però dopo i rappresentanti di quelle stesse categorie si potrebbero lamentare di essere discriminati e catalogati a parte. La situazione è talmente ridicola che, per fortuna, fa anche un po' ridere, oltre che piangere.
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