Twitter, potenza di 140 caratteri

Un 17enne statunitense crea un account su Twitter che ben presto diventa seguitissimo e attira l'attenzione del mercato. Una battaglia legale per tracciare il confine della proprietà intellettuale

Roma – Aveva aperto un account su Twitter quasi per caso. In meno di un anno è riuscito ad attrarre poco meno di 300mila follower, arrivando ora quasi a 2 milioni. Ora, Adorian Deck, 17 anni, ha trascinato dinanzi ai giudici il suo business partner con l’accusa di frode.

A differenza dei comuni account personali, OMGFacts (questo il nome dello spazio cinguettante di Deck) raccoglie curiosità e notizie ghiotte relative alle celebrità, personaggi storici e cultura popolare. Cinguettii che sono diventati un brand, attirando i click di molti personaggi famosi. E non solo.

OMGFacts ha catalizzato l’attenzione di Emerson Spartz, 24 anni e fondatore di mugglenet.com , uno dei più famosi siti fan di Harry Potter. La partnership siglata tra i due prevedeva una crescita di notorietà del brand mediante la creazione di un sito web e di un canale su YouTube a opera di Spartz. Gli accordi vertevano sulla spartizione dei guadagni generati dallo sfruttamento del marchio che restava sotto il controllo di Deck .

La joint venture prevedeva, in particolare, il compenso pari al 30 per cento dei guadagni generati dal Tubo per Deck. Ma, dopo quasi un anno dalla stipula del contratto, il querelante ha riferito di aver incassato poco meno di 100 dollari.

Secondo il testo della denuncia, dopo aver ottenuto il permesso di inaugurare il sito Internet e il canale di YouTube, Spartz si sarebbe messo all’opera per conto della propria azienda , Spartz Inc., invece che per conto di Deck. Dunque, sostiene quest’ultimo, ciò che Spartz aveva spacciato come joint venture si è rivelato niente di più che un artificio per far avanzare il proprio business.

Le implicazioni giuridiche del caso sono tutt’altro che chiare. In primis , ci si chiede se tweet come quelli digitati da Deck possano essere contenuti definibili proprietà intellettuale. Tra l’altro, molti dei cinguettii presenti su OMGFacts sono ripubblicazioni di contenuti preesistenti. E il copyright protegge la creatività personale e non i fatti o le idee sottintesi a ciò che si esprime.

Ma l’aspetto più interessante del caso riguarda senz’altro lo stesso account Twitter OMG Facts , divenuto in poco tempo un prodotto commerciale talmente appetibile da generare una battaglia legale.

Cristina Sciannamblo

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  • Alvaro Vitali scrive:
    Titolo fuorviante
    Google non sa perdere?In realtà, come era emerso all'epoca, la città di San Francisco ha indetto un gara che imponeva esplicitamente la fornitura di servizi attraverso tecnologie di proprietà della Microsoft (come Office cloud)!Non solo Google, ma anche tutti gli altri potenziali concorrenti (tra i quali IBM con LotusNotes) sono stati automaticamente esclusi.Guarda caso, la stessa gara è stata indetta a Los Angeles senza alcun vincolo e li ha vinto Google.E' mai possibile che Microsoft non riesca mai a fare qualcosa di pulito?
    • enzo scrive:
      Re: Titolo fuorviante
      - Scritto da: Alvaro Vitali
      Google non sa perdere?

      In realtà, come era emerso all'epoca, la città di
      San Francisco ha indetto un gara che imponeva
      esplicitamente la fornitura di servizi attraverso
      tecnologie di proprietà della Microsoft (come
      Office
      cloud)!
      Non solo Google, ma anche tutti gli altri
      potenziali concorrenti (tra i quali IBM con
      LotusNotes) sono stati automaticamente
      esclusi.

      Guarda caso, la stessa gara è stata indetta a Los
      Angeles senza alcun vincolo e li ha vinto
      Google.

      E' mai possibile che Microsoft non riesca mai a
      fare qualcosa di
      pulito?Cosa c'è di male, a richiedere esplicitamente servizi Microsoft? Anche io userei Exchange, che centra MS se è pulita o no. Il problema è che queste aziende piangono troppo , dovrebbero imparare a rispettare le scelte altrui.
      • Ginoy PC scrive:
        Re: Titolo fuorviante

        Cosa c'è di male, a richiedere esplicitamente
        servizi Microsoft?Che c'è scritto il nome di chi deve vincere sul bando di gara?
    • pierino la peste scrive:
      Re: Titolo fuorviante
      Pessima scelta per Los Angeles mi spiace, soprattutto quando cominceranno ad arrivare .doc/.docx/xls/xlsx. E arriveranno ohhh se arriveranno!!!!Che piaccia oppure no questa è la realtà è uscire dalla compatibilità al 100% coi prodotti Ms sgnifica solo rogne da risolvere e disservizi per il cittadino.E non venitemi a dire che gdocs è compatibile (rotfl)
      • mcguolo scrive:
        Re: Titolo fuorviante
        In questo caso penso si trattasse solo di gestire la posta, non di dover scegliere tra office o gdocs.
    • krane scrive:
      Re: Titolo fuorviante
      - Scritto da: Alvaro Vitali
      Google non sa perdere?E' pi che sta perdendo lettori, ormai dopo aver smesso di leggere gli articoli si trolla senza aver letto neanche piu' il titolo.
    • Darwin scrive:
      Re: Titolo fuorviante
      - Scritto da: Alvaro Vitali
      Google non sa perdere?

      In realtà, come era emerso all'epoca, la città di
      San Francisco ha indetto un gara che imponeva
      esplicitamente la fornitura di servizi attraverso
      tecnologie di proprietà della Microsoft (come
      Office
      cloud)!
      Non solo Google, ma anche tutti gli altri
      potenziali concorrenti (tra i quali IBM con
      LotusNotes) sono stati automaticamente
      esclusi.

      Guarda caso, la stessa gara è stata indetta a Los
      Angeles senza alcun vincolo e li ha vinto
      Google.

      E' mai possibile che Microsoft non riesca mai a
      fare qualcosa di
      pulito?Non c'è bisogno di dire molto: l'articolo l'ha scritto Maruccia. È tutto dire.
  • jack scrive:
    claud
    prima o poi si accorgeranno della fregatura del claud compiutin
    • shevathas scrive:
      Re: claud
      - Scritto da: jack
      prima o poi si accorgeranno della fregatura del
      claud
      compiutinnon è una fregatura se la nuvola te la gestisci tu, magari appoggiandoti a fornitori di connettività esterni per la mera gestione delle linee di comunicazione, e curi in prima persona l'integrazione fra il fisso ed il mobile della tua azienda. Diventa un pacco se dai fuori baracca e burattini.
  • bertuccia scrive:
    che sfiga
    intendo per San Francisco,che si becca l' """"affidabilità""" di Exchange[img]http://s4.punto-informatico.it/12.gif[/img]
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