UE: Google può fare di più

Il plauso della Commissione per la scelta di Mountain View di dimezzare i tempi di conservazione di dati non anonimi. Ma l'obiettivo vero è una riduzione di altri tre mesi
Il plauso della Commissione per la scelta di Mountain View di dimezzare i tempi di conservazione di dati non anonimi. Ma l'obiettivo vero è una riduzione di altri tre mesi

Ben venga la decisione di Google di rendere anonimi i log dopo 9 mesi, ben venga il passo con cui Mountain View si avvicina a quello che l’Europa considera opportuno. Ma la Commissione Europea vorrebbe di più .

Non è bastato a Mountain View piegarsi alle prime pressioni dell’Unione Europea e rendere anonimi i log delle sessioni online degli utenti dopo 18 mesi dalla raccolta. Incalzati dal gruppo di lavoro Articolo 29, commissione che affianca l’Unione Europea nelle questioni che attengono alla privacy e ai dati personali dei cittadini, la grande G aveva giustificato la propria soglia di data retention con l’intento di sventare le frodi e garantire agli utenti servizi di valore. La scelta di Google di rinunciare a qualche ulteriore mese di conservazione è stata annunciata nei giorni scorsi.

Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione Europea, ha considerato la mossa di Google “un passo importante nella giusta direzione”, verso “l’armonizzazione con i principi relativi alla privacy sostenuti dall’Europa e con le norme UE sulla protezione dei dati personali”.

La Commissione non intende però accontentarsi: Mountain View dovrebbe tagliare ulteriormente sulla data retention. Come suggerito da tempo dal gruppo di lavoro Articolo 29, l’obiettivo è quello di conservare dati per un massimo di sei mesi. ( G.B. )

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11 09 2008
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