UE, MS accelera e denuda un pezzetto di Windows

L'azienda conta così di soddisfare tutte le richieste dell'Unione. Gli sviluppatori potranno esaminare importanti porzioni di codice ma non potranno né pubblicarle né inserirle in propri prodotti
L'azienda conta così di soddisfare tutte le richieste dell'Unione. Gli sviluppatori potranno esaminare importanti porzioni di codice ma non potranno né pubblicarle né inserirle in propri prodotti


Roma – L’ultima mossa di un caso giudiziario entrato ormai nel suo ottavo anno di vita l’ha compiuto Microsoft che nelle scorse ore ha annunciato che ricorrerà al codice sorgente per rispondere “in modo definitivo” alle richieste della Commissione Europea.

L’Antitrust continentale, che due anni fa aveva condannato l’azienda per abuso di posizione dominante, dovrà ora valutare se l’iniziativa di Microsoft è sufficiente: i produttori e sviluppatori di software che acquisiscano una licenza ad hoc potranno ora visionare il codice sorgente dei protocolli di comunicazione di Windows Server e Windows Desktop. Non si tratta di cosa di poco conto: le autorità europee si erano infatti lamentate perché, a loro dire, la precedente licenza non garantiva ai concorrenti di Microsoft l’accesso a tutte le informazioni utili per sviluppare software in grado di integrarsi perfettamente sulla piattaforma Microsoft.

“Oggi – ha spiegato il senior vice president e general counsel di Microsoft, Brad Smith – mettiamo sul tavolo la nostra proprietà intellettuale di maggior valore, così possiamo lasciarci alle spalle le questioni relative ai requisiti tecnici e andare oltre con una discussione seria sulla sostanza del caso”. “Il codice sorgente di Windows – ha continuato Smith – è la documentazione completa delle tecnologie Windows Server. Con questa iniziativa intendiamo risolvere tutte le questioni relative alla completezza della documentazione tecnica”.

Va detto che già prima di questa operazione, Microsoft offriva ai licenziatari interessati 12mila pagine di documentazione tecniche nonché 500 ore di supporto tecnico gratuito. Ora, senza oneri aggiuntivi, i licenziatari potranno dare un’occhiata al codice sorgente di quei protocolli, indispensabili per costruire middleware che girino al meglio su Windows, ma non potranno né pubblicare il codice né includerlo nei propri prodotti.

“Sebbene noi si sia certi di aver già oggi risposto pienamente alle richieste della Commissione, intendiamo cancellare qualsiasi idea che la documentazione tecnica fornita da Microsoft sia insufficiente”, ha sottolineato Smith.

L’azienda ha anche sottolineato che negli USA è già operativo un sistema di licensing del tutto simile e che sono già una ventina le imprese che hanno utilizzato le informazioni sui protocolli per sviluppare i propri prodotti. “Per rendere armoniosi i due sistemi di licensing – si legge in una nota diffusa dall’azienda – Microsoft ha deciso di rendere disponibili per i protocolli della piattaforma desktop le stesse licenze per il codice sorgente che offre per i protocolli server”.

Va detto che le decisioni assunte dalla Commissione nei riguardi di Microsoft, compresa quella relativa alla commercializzazione di un Windows leggero , ossia privo del Media Player, sono ora tutte all’attenzione del Tribunale europeo di primo grado a cui l’azienda si è appellata.

Sulle nuove licenze Microsoft ha pubblicato una pagina dedicata

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25 01 2006
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