UE, tira e molla su sicurezza e privacy delle comunicazioni

Le istituzioni europee stanno programmando di estendere le norme già previste per le telco a Whatsapp e compagnia over the top. E dalla Francia muove il fronte anti-crittografia

L’Unione Europea sta pensando di estendere ai servizi di comunicazione online le regole relative alla sicurezza e alla privacy già imposte ai servizi di telecomunicazioni , si apprende da un documento riservato di cui Reuters ha preso visione.

Tale scelta comporterebbe regole più stringenti in materia sia di sicurezza delle comunicazioni sia di privacy ( quelle previste dalla ePrivacy Directive ), con gli operatori del settore (da Skype a WhatsApp) costretti a conformarsi ad obblighi già imposti agli operatori tradizionali: proprio le telco starebbero spingendo per introdurre tali cambiamenti, dopo che i loro tentativi di introdurre limitazioni più stingenti nei confronti dei nuovi competitor erano falliti.

Secondo le telco, infatti, finora servizi come WhatsApp, Skype e Messenger hanno goduto di una vera e propria mancanza di regolamentazione a discapito del mercato dei fornitori di servizi tradizionali e dei dati degli utenti, monetizzati da Facebook, Microsoft e via dicendo: “A differenza delle telco – riferisce per esempio il gruppo Orange – gli over the top sono agenti globali che possono sfruttare commercialmente i dati degli utenti che raccolgono”.

Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal , nella bozza di proposta a tali servizi sarà richiesto di adottare cambiamenti nella gestione dei dati degli utenti e negli standard dei loro servizi sia di messaggistica che di comunicazione vocale: secondo gli osservatori si tratterà di un vero e proprio giro di vite nei confronti degli over the top.

I servizi VoIP e di messaggistica, presumibilmente, dovranno adottare specifici standard in materia di crittografia , ma soprattutto per quanto riguarda la conservazione e l’utilizzo dei dati degli utenti ed il loro rapporto rispetto alle richieste delle autorità.

La discussione sulla nuova normativa si aprirà a settembre e si prevede che il testo finale non venga forumlato prima della fine dell’anno: d’altra parte non si tratta solo di aumentare gli standard, ma di trovare un equilibrio tra crittografia e privacy da una parte, e le esigenze della sicurezza dall’altra.

Le aziende che già offrono servizi crittografici end-to-end (come Facebook e Google) riferiscono per esempio, in risposta alla consultazione pubblica sulla questione da parte della Commissione europea delle scorse settimane, del rischio che la normativa europea limiti tali sistemi per garantire ai governi nazionali l’accesso a comunicazioni per scopi di sicurezza.
Su tale fronte appare particolarmente agguerrita la Francia , il cui Ministro degli Interni Bernard Cazeneuve ha invocato in questi giorni un’iniziativa globale sulla crittografia di tali servizi di messaggistica utilizzati come principale mezzo di comunicazione dagli estremisti islamici. Cazaneuve si confronterà con il suo corrispettivo tedesco, Thomas de Maiziere, il prossimo 23 agosto per avanzare un’iniziativa europea su tale argomento.

Claudio Tamburrino

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  • adriano primatesta scrive:
    costi
    Chiedo scusa ma nessuno parla di costi ....
    • Etype scrive:
      Re: costi
      - Scritto da: adriano primatesta
      Chiedo scusa ma nessuno parla di costi ....è gratis, sei tu quello che vende google.non l'hai ancora capito?
  • pippuz scrive:
    controcorrente
    Certo Google ha aspettato un po' (troppo) per fare questa mossa, ma secondo me male non ha fatto e spiego perché.1) Google non dipende da queste applicazioni, il suo target è un altro; però, sai mai che ci riesce, sarà un'altra fetta di internet conquistata. Della serie: ci provo, se va, bene, se non va amen.2) Ad oggi non esiste un'applicazione decente per fare le video chiamate fra smartphone Android e meno ancora fra smartphone Android e iOS: Skype non è davvero un'opzione (farraginosa, pesante e, dettaglio non da poco, bisogna conoscere l'alias del proprio interlocutore); Hangout anche peggio, bisogna conoscere l'account gmail del proprio interlocutore e l'applicazione non è il massimo dell'intuitività. Duo potrebbe, essendo sponsorizzata da Google, avere abbastanza hype da imporsi nel grande pubblico, che poi è quello che decreta il sucXXXXX o meno di un'applicazione di questo tipo. Vere alternative molto popolari al momento non esistono. Bisognerà poi vedere se Google riuscirà ad imporla di default sui telefoni Android, come Apple fa con Facetime sui propri telefoni; se ci riesce, spopola.3) L'altra applicazione, Allo, è anch'essa potenzialmente molto interessante. Per prima cosa è destinata a diventere l'app per i messaggi di riferimento al posto di Messenger, visto che supporterà i RCS (Rich Communication Services), l'evoluzione di SMS ed MMS. Bisognerà vedere quanto velocemente i carrier inizieranno a supportarla e come farà Google a aggiungere la funzionalità (se possibile) e a rimpiazzare Messenger sugli smartphone un po' più datati, se sarà un "aggiornamento" di Messenger o sarà da scaricare a parte (cosa che potrebbe limitarne la diffusione). 4) Rimane Hangouts, destinata a quanto pare al mercato aziendale e a coloro che già la usano abbondantemente in azienda e/o come strumento per comunicare durante le ora lavorative. Rimarrà sicuramente, anche perché legata a Google Voice e a tutte le possibilità che questa applicazione offre, senza contare che è multipiattaforma (smartphone, PC, Mac, tablet), pur avendo limiti di UI evidenti.
    • Etype scrive:
      Re: controcorrente
      forse non conosci whatsapp
      • pippuz scrive:
        Re: controcorrente
        - Scritto da: Etype
        forse non conosci whatsappCerto, un minimo di contesto aiuterebbe, eh...Ti riferisci a Duo? Con l'audio funziona benone, ancora non fa chiamate video (anche se non dovrebbe mancare molto).Ti riferisci ad Allo? Il punto è che se (ribadisco, se) i RCS saranno supportati dagli operatori di rete in un tempo congruo (e, soprattutto, li includeranno nei piani flat, stile sms), semplicemente non si avrà bisogno di un'app aggiuntiva, perché sarà una funzionalità di base del telefono, come oggi sono gli sms o gli mms. Questo significa che in un'ipotesi favorevole (RCS sarà spinto dagli operatori e "portato" sui modelli meno recenti), fra cinque anni non dovrai controllare se Tizio che vuoi contattare avrà installato la tua app di messaggistica preferita (Whatsapp? Telegram? Hangouts?), ma potrai contattarlo, con la stessa facilità (anzi, più facilmente, visto che non avrai di fatto prerequisiti), tramite Allo (o app di messaggistica fornita dal produttore del tuo telefonino, probabilmente comunque Allo...).
        • Etype scrive:
          Re: controcorrente
          - Scritto da: pippuz
          - Scritto da: Etype
          probabilmente comunque
          Allo...).Ma chi se ne frega di Allo.Non offre nulla di più o di meglio di quanto già esiste.
  • Etype scrive:
    Corrispettivo
    Dire, meglio, la copia... di FaceTime.
  • benkj scrive:
    troppo poco troppo tardi
    il play/app store pullula di applicazioni spiccicate
    • Ciampolo scrive:
      Re: troppo poco troppo tardi
      - Scritto da: benkj
      il play/app store pullula di applicazioni
      spiccicateMa dai...è di Gooogggle...tempo 2 giorni e sarà stata scaricata da 10.000.000 di utonzi.
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