UK, la legge del biscottino va di traverso

Entrate in vigore le nuove regole che recepiscono nel Regno Unito la direttiva europea in materia di privacy e tracciamento online. Ma i siti non sembrano affatto pronti a predisporre il regime di finestre informative. Che potrebbero intasare la rete
Entrate in vigore le nuove regole che recepiscono nel Regno Unito la direttiva europea in materia di privacy e tracciamento online. Ma i siti non sembrano affatto pronti a predisporre il regime di finestre informative. Che potrebbero intasare la rete

Un biscottino che potrebbe minare l’intero ecosistema digitale: la grande minaccia nel Regno Unito, dove l’opinione pubblica si è spaccata sulla cosiddetta cookie law . Ovvero le nuove predisposizioni legislative entrate ufficialmente in vigore per recepire la direttiva europea in materia di privacy e tracciamento online .

Tutte le Internet company saranno dunque obbligate a richiedere un esplicito consenso per avere accesso alle informazioni relative alle attività di navigazione in Rete dei propri utenti. Attrezzate al meglio affinché i rispettivi spazi digitali prevedano efficaci misure di opt in a tutela della privacy dei netizen d’Albione .

Dai vertici dell’ Information Commissioner’s Office (ICO) potrebbero arrivare sonore bacchettate in caso d’infrazione della nuova legge. Fino a 500mila sterline di multa per quelle società che non faranno alcunché per proteggere i propri utenti dall’inoculazione silente dei cookie traccianti, dolcetti succulenti per il rastrellamento d’informazioni al servizio dei signori della pubblicità digitale.

C’è solo un piccolo problema, già previsto nello scorso marzo quando la cookie law sembrava ormai imminente. Secondo i nuovi dettami legislativi, i vari siti dovrebbero prevedere una serie di finestre pop-up per la richiesta del consenso agli utenti . Le piattaforme già pronte sono ben poche, almeno ad oggi.

È per questo che i vertici di ICO hanno iniziato a contattare – per non dire, fare pressione – sui giganti del web come Amazon, Facebook, Google e Microsoft. Società che avranno circa un mese a disposizione per inviare un report dettagliato sugli sforzi compiuti per aderire alla legge del biscottino . Nel frattempo, le sanzioni pecuniarie verranno messe come in standby.

Ma non è soltanto una questione di aggiornamento tecnico. C’è chi non ha esitato a smascherare una legge che rischia di diventare una trappola per gli utenti. Allo stato attuale, il 90 per cento dei siti web è illegale secondo la nuova legge britannica . E cosa succederà al tradizionale business online? I pubblicitari dell’ Internet Advertising Bureau (IAB) avevano già sottolineato come il cookie sia alla base del funzionamento di un sito.

Chiedere ogni volta il permesso agli utenti andrebbe a creare una congestione del traffico, come quando un vigile ferma un’auto per informare il guidatore sui codici della strada. Un sito come ad esempio Facebook sarebbe costretto ad aprire una finestra pop-up ad ogni click sul pulsante mi piace . Un video verrebbe interrotto per chiedere all’utente: vuoi che queste informazioni vengano trasmesse al sito? Un vero ingorgo digitale.

Mauro Vecchio

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29 05 2012
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