Un altro DJ condannato come pirata

Non servono le proteste portate avanti da anni dai disk jockey italiani, continuano a fioccare sentenze su chi si presta a suonare nei locali pubblici
Non servono le proteste portate avanti da anni dai disk jockey italiani, continuano a fioccare sentenze su chi si presta a suonare nei locali pubblici

La notizia arriva dal Messaggero di Udine ed è quella dell’ennesima condanna di un DJ italiano per pirateria musicale: DJ Manetta , il 30enne Ernesto Massina, è stato riconosciuto colpevole di utilizzo di musica illegalmente duplicata durante una serata in un locale di Udine e per questo è stato condannato a 1800 euro di multa e quattro mesi di reclusione.

Massina, a cui sono state riconosciute le attenuanti, non sconterà la pena in carcere in quanto rientra nell’indulto. Ma il caso, come evidenzia quanto riportato dal quotidiano, è decisamente singolare. La vicenda inizia infatti tre anni fa quando alcuni agenti in borghese della Guardia di Finanza entrati nel locale notarono che il DJ non utilizzava CD con bollino SIAE , provvedendo dunque al loro sequestro.

Inutile sembra essere stata la difesa del DJ, che ha sempre sostenuto di avere gli originali di quei dischi, una dichiarazione alla quale, secondo i suoi avvocati, non è mai seguito alcun accertamento.

Quanto accaduto rientra in una ormai lunga sequela di casi di denunce a carico dei disk jockey italiani, che da lungo tempo protestano contro le “retate” che possono costare loro molto salate e che, sostengono, sono del tutto ingiustificate considerando anche il ruolo di promozione della musica intrinseco nel loro lavoro.

Una petizione dei DJ alla SIAE, alla stessa Guardia di Finanza ma soprattutto al Governo, promossa un paio d’anni fa, non ha portato ad alcun cambiamento. E le condanne continuano ad arrivare.

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22 02 2007
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