Un XP legale al posto di un XP pirata

Lo propone Microsoft che lancia un ingegnoso sistema per scovare la pirateria della distribuzione, avvicinare gli utenti e rinforzare la sicurezza dei PC
Lo propone Microsoft che lancia un ingegnoso sistema per scovare la pirateria della distribuzione, avvicinare gli utenti e rinforzare la sicurezza dei PC


Redmond (USA) – Un’operazione tesa ad avvicinare in modo nuovo gli utenti di Windows e a colpire i commercianti e i distributori che installano copie pirata del sistema operativo è stata annunciata da Microsoft nelle scorse ore. Un’operazione che, a detta degli osservatori, potrebbe presto portare importanti risultati per la casa di Redmond.

L’idea centrale dell’operazione è quella di consentire a chi dispone di un personal computer sul quale non è sicuro si trovi una copia legittima di Windows XP di chiedere a Microsoft una verifica. Qualora l’XP individuato sulla macchina sia una copia pirata, all’utente verrà consegnata una copia legittima , senza alcun costo aggiuntivo e senza conseguenze legali di alcun genere. Ogni utente potrà chiedere la sostituzione di un massimo di cinque XP su altrettante macchine. Tutto questo varrà solo su Windows XP che siano stati pre-installati prima del 1° novembre.

L’uovo di Colombo, per così dire, sta nel fatto che l’utente che intenda partecipare a questo programma dovrà dichiarare nella richiesta a Microsoft dove ha acquistato il proprio computer con Windows pre-installato. In questo modo il big di Redmond spera rapidamente di tracciare una mappa dei rivenditori pirata , quelli che da sempre rappresentano una fetta non secondaria della circolazione di copie illegali del sistema operativo Microsoft.

Anzi, secondo Alex Hilton, funzionario della divisione Licenze di Microsoft, in realtà questo genere di pirateria, quella dei costruttori e distributori, rappresenta il grosso della pirateria complessiva. “Alcuni esempi di questo – ha affermato – li vediamo in Estremo oriente e in Europa orientale… pirateria ad alto livello. Ed è contro questo che vogliamo agire”.

I motivi di una simile strategia sono ovvi. Spiega Hilton: “Il nostro scopo non è perseguire l’utente ma arrivare alla fonte”.

Al momento il programma è stato attivato in via sperimentale solo nel Regno Unito.

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25 11 2004
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