Una prece anche per AudioGalaxy

La RIAA parla di accordo raggiunto, ma di fatto è un'intesa che blocca il sistemone di file-sharing che già ieri risultava quasi impraticabile. Parte l'imposizione dei filtri che ha già ucciso Napster. Ci risiamo


Roma – AudioGalaxy, uno dei più gettonati sistemi di condivisione dei file musicali ha da ieri iniziato ad impedire lo scambio di gran parte dei brani che fino a poche ore prima erano oggetto di attenzioni da parte di molti milioni di utenti internet. L’operazione di “soppressione” del file-sharing è dovuta a quello che l’associazione dei produttori discografici americani, la RIAA, definisce “intesa” raggiunta dalla stessa RIAA, dalla NMPA (l’associazione degli editori musicali) e dal sistemone di scambio.

In una nota diffusa dalla RIAA si apprende che l’accordo impone ad AudioGalaxy di impedire la violazione del copyright sulla propria rete di scambio. La stretta di mano tra l’azienda e i produttori arriva dopo la denuncia dello scorso maggio con cui i discografici hanno dato vita alla battaglia legale contro AudioGalaxy, impostata secondo lo stesso schema con cui hanno vinto la battaglia contro Napster.

Sono due i punti cardine dell’accordo. Da una parte il sistema di file-sharing si impegna a ideare e attivare un sistema di filtri sui file scambiati in modo tale che non possano transitare brani musicali coperti da copyright. Dall’altra AudioGalaxy dovrà versare a titolo di risarcimento all’industria una somma che né la RIAA né l’azienda del file-sharing hanno reso nota.

Per l’utilizzo futuro di brani musicali sul proprio sistema, inoltre, AudioGalaxy dovrà preventivamente ottenere i permessi di ogni singolo autore o casa produttrice.

Hilary Rosen, boss della RIAA a cui si deve la crociata antipirateria in atto, ha parlato dell’accordo con soddisfazione. “Questa è una vittoria – ha detto – per tutti coloro a cui interessa proteggere il valore della musica. Questo dovrebbe servire come sveglia per tutti i network che facilitano la copia non autorizzata”.

Al centro dei problemi per AudioGalaxy, oltre al probabile quasi immediato crollo della sua popolarità e dell’interesse degli utenti, è realizzare filtri convincenti, quegli stessi filtri che Napster non è mai stata in grado di produrre nonostante le numerose assicurazioni fornite in tribunale per “scappolarla” sul piano legale. “La responsabilità per implementare sistemi che consentano solo l’uso autorizzato di materiali protetti – ha chiarito Rosen – è interamente sulle spalle dei network peer-to-peer”.

“Il messaggio è chiaro – ha rincarato Eddy Murphy, CEO e presidente di NMPA – non c’è posto su internet per sistemi che sfruttano il lavoro di autori senza dar loro un compenso. Questi servizi danneggiano gli artisti e danneggiano le aziende internet legali che vogliono seguire la legge e compensare gli autori”.

Di interesse anche il fatto che la nota della RIAA che tratta di AudioGalaxy, già ne parli al passato (“Audiogalaxy.com, based in Austin, Texas, was one of the more heavily trafficked file-sharing websites”). Appare evidente, peraltro, che gli utenti ora si riverseranno su quei sistemi, come WinMX o Gnutella , che permettono di condividere file al di fuori del controllo della RIAA e dei discografici.

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