USA, dati per scontati

I cittadini statunitensi si sono rassegnati all'ineluttabilità delle logiche con cui il mercato raccoglie e mette a frutto i loro dati personali. Per questo motivo le asseconda: il dato è una resa, e si baratta privacy con promozioni

Roma – I netizen americani sono ormai rassegnati al fatto che i propri dati non possano essere difesi e per questo li condividono in cambio di servizi e sconti.
A riferirlo è uno studio condotto dai ricercatori della Scuola di Comunicazione Annenberg dell’Università della Pennsylvania dal titolo The Tradeoff Fallacy . Il modello di business basato su advertising e vendita dei dati degli utenti, secondo la ricerca, sarebbe di fatto basato sulla rassegnazione e sul pragmatismo degli utenti a stelle e strisce: rassegnazione rispetto alla sicurezza dei propri dati ed alla possibilità da parte delle aziende del marketing di accedervi in ogni caso, pragmatismo conseguente a questo ragionamento e collegato al tornaconto per la cessione delle informazioni personali riservate.

Anche se nel dettaglio lo studio evidenzia come nel 91 per cento dei casi gli utenti americani non considerino un giusto scambio quello che vede da un lato le aziende concedere uno sconto agli utenti ed ottenere un accesso – anche a loro insaputa – alle loro informazioni, essi pensano di non poter fare abbastanza per proteggere i loro dati, tanto da ritenere allora accettabile scambiarli apertamente per beni e servizi.

Lo studio, curiosamente, mette in evidenza come proprio la trasparenza circa le possibilità del marketing e degli strumenti per la raccolta dei dati convinca gli utenti sempre di più dell’ineluttabilità del comportamento delle aziende, rafforzando la scelta della cessione diretta: una spiegazione – forse – anche a tutti quegli studi che mettono in evidenza come, nonostante lo scandalo Datagate e le paure che ha suscitato, gli utenti non agiscano per difendersi.

“Più che sentirsi rassicurati rispetto alla loro possibilità di scelta – spiegano i ricercatori – gli utenti considerano inutile cercare di gestire le informazioni condivise con le aziende e per questo più della metà non fa assolutamente nulla per controllarle”.

Così, lo stesso studio mette in evidenza come le conoscenze degli utenti in materia di possibilità di accesso e condivisione dei propri dati da parte delle aziende sia parziale se non addirittura forviante: il 49 per cento non sa, per esempio, che un negozio online non ha bisogno di permessi particolari per vendere i dati relativi agli acquisti effettuati da un utente sulla propria piattaforma, e il 65 per cento non sa che una privacy policy non significa un impegno a non condividere i dati raccolti dai propri utenti.

Claudio Tamburrino

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  • Cornelius scrive:
    Apple / Open Source
    Il sistema operativo di Apple, MacOS X è basato sul Darwin il cuore Open Source (solo l'interfaccia Aqua è proprietaria) a sua volta basato su robusto codice BSD che rende MacOS X uno UNIX autentico (a differenza di GNU/Linux che non lo è) e cosa straordinaria (che molti non sanno) MacOS X alias Darwin è strutturato ed implementato sul kernel XNU.XNU è un kernel ibrido, basato su un'unione del codice del famigerato microkernel MACH e del kernel monolitico FreeBSD (XNU è un acronimo ricorsivo che sta per XNU's Not Unix = "XNU Non è Unix")Darwin è un sistema operativo a tutti gli effetti software libero perché distribuito con l'Apple Public Source License per renderlo open source.
  • prova123 scrive:
    Un software è OPEN
    se sono disponibili tutte le righe di codice. Se esiste almeno una riga di codice non nota allora tutto il software continua ad essere CLOSED!
    • Etype scrive:
      Re: Un software è OPEN
      - Scritto da: prova123
      se sono disponibili tutte le righe di codice. Se
      esiste almeno una riga di codice non nota allora
      tutto il software continua ad essere
      CLOSED!ergo, data l'esistenza dei google play services, android non è open.
      • Max scrive:
        Re: Un software è OPEN

        Se

        esiste almeno una riga di codice non nota
        allora

        tutto il software continua ad essere

        CLOSED!
        ergo, data l'esistenza dei google play services,
        android non è
        open.Vero, infatti non si capisce chi continua a menarla con android libero e cretinate simili.
        • Luca scrive:
          Re: Un software è OPEN
          Android è open. Libero di crederci o meno. Licenza Apache 2.0 e gpl 2.0 per la parte di kernel linux
      • bradipao scrive:
        Re: Un software è OPEN
        - Scritto da: Etype
        ergo, data l'esistenza dei google play services,
        android non è open.Dipende da quale android parli:- c'è AOSP (android open source program) che è tutto open, incluse le app di mail, messaggi, etc- c'è android di google, con le personalizzazioni del Play Store, Play Services ed app proprietarie- c'è android di Amazon (vedi kindle fire), con le proprie personalizzazioni ed app- c'è android di nokia, con le proprie personalizzazioni ed appE ce ne sono tanti altri in estremo oriente. Si dice che è "open source" proprio perchè ognuno può legalmente prenderlo, modificarlo e distribuirlo con le proprie personalizzazioni.
  • pentolino scrive:
    Semplice evoluzione
    Ormai praticamente tutte le piattaforme di sviluppo rilevanti sono open; che Swift fosse closed era semplicemente un'anomalia destinata a risolversi.Vedremo se troverà spazio al di fuori di IOS/Mac Os X, il panorama è giù piuttosto affollato.
    • bradipao scrive:
      Re: Semplice evoluzione
      - Scritto da: pentolino
      Ormai praticamente tutte le piattaforme di
      sviluppo rilevanti sono open; che Swift fosse
      closed era semplicemente un'anomalia destinata a
      risolversi.Però se ho ben capito non stanno "aprendo" la piattaforma di sviluppo, ma solo il linguaggio base. Infatti tools di sviluppo e framework continueranno ad essere closed e proprietari.
      • pentolino scrive:
        Re: Semplice evoluzione
        Credo di sì, con piattaforma intendevo linguaggio, compilatore e libreria generica; poi sarà da vedere quanto sarà interessante la piattaforma Swift una volta che gli levi l'ecosistema Apple ed usi GTK, QT etc.
    • pentolino scrive:
      Re: Semplice evoluzione
      - Scritto da: collione
      cioè in soldoni perchè un programmatore dovrebbe
      scegliere swift invece di haskell ( per esempio
      )?

      apple dovrà rispondere a questa domandaesatto, ma fintanto che non è open (come appunto tutti gli altri) non può che rispondere con un assordante silenzio; una volta che sarà open si porrà sul piano degli altri e si vedrà.Personalmente vedo sempre di buon occhio i nuovi linguaggi, se non altro magari portano qualche idea nuova di cui potranno giovarsi gli altri!
    • rockroll scrive:
      Re: Semplice evoluzione
      - Scritto da: pentolino
      Ormai praticamente tutte le piattaforme di
      sviluppo rilevanti sono open; che Swift fosse
      closed era semplicemente un'anomalia destinata a
      risolversi.
      Vedremo se troverà spazio al di fuori di IOS/Mac
      Os X, il panorama è giù piuttosto
      affollato.Sono esterefatto: ma come, Apple chiusa al mondo e confinata nella sua Turris Eburnea , cosa sta facendo mai, si sta sbracando aprendosi al mondo open, è il crollo di un mito... Oh tempora, oh mores...!
      • bertuccia scrive:
        Re: Semplice evoluzione
        - Scritto da: rockroll

        Sono esterefatto: ma come, Apple chiusa al mondo
        e confinata nella sua <i
        Turris Eburnea </i
        , cosa
        sta facendo mai, si sta sbracando aprendosi al
        mondo open, è il crollo di un
        mito...

        <i
        Oh tempora, oh mores...! </i
        buongiorno, ben svegliato! :Dquesta paginahttp://www.opensource.apple.comesiste soltanto da 15 anni, ma dormi pure sereno :Dfonte: http://tinyurl.com/wakie-wakie-rockroll-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 09 giugno 2015 16.25-----------------------------------------------------------
        • marcione scrive:
          Re: Semplice evoluzione
          Modificato dall' autore il 09 giugno 2015 16.25
          --------------------------------------------------quasi tutta roba portata da linux, eh! non e' che c'e' tanto da vantarsi.
      • MeX scrive:
        Re: Semplice evoluzione
        http://www.apple.com/opensource/Apple believes that using Open Source methodology makes Mac OS X a more robust, secure operating system, as its core components have been subjected to the crucible of peer review for decades. Any problems found with this software can be immediately identified and fixed by Apple and the Open Source community.
    • Hop scrive:
      Re: Semplice evoluzione
      - Scritto da: pentolino
      Ormai praticamente tutte le piattaforme di
      sviluppo rilevanti sono openVisual studio NON mi sembra open
      • pentolino scrive:
        Re: Semplice evoluzione
        libero di dissentire, ma per me un IDE è un tool, non una piattaforma; io per piattaforma intendo sdk di base, ovvero linguaggio, compilatore e runtime.
        • Hop scrive:
          Re: Semplice evoluzione
          - Scritto da: pentolino
          libero di dissentire, ma per me un IDE è un tool,
          non una piattaforma; io per piattaforma intendo
          sdk di base, ovvero linguaggio, compilatore e
          runtime.Linguaggio C++ standard (più o meno)Compilatore chiusoRuntime chiusodirei che il mio commento resta valido ;)
          • pentolino scrive:
            Re: Semplice evoluzione
            hai ragione, avevo considerato il solo .net, anche se credo che su Visual Studio possa usare il compilatore gcc.Quanto al runtime sono chiuse le librerie di MS, ma ci sono alternative free.
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