USA, nuovo CISPA ci cova

La politica statunitense prepara il "grande ritorno" della proposta di legge per lo spionaggio libero, altresì noto come "condivisione delle informazioni" tra aziende private ed NSA. La polemica è assicurata
La politica statunitense prepara il "grande ritorno" della proposta di legge per lo spionaggio libero, altresì noto come "condivisione delle informazioni" tra aziende private ed NSA. La polemica è assicurata

Dopo essere stata affossata più di una volta per manifesta contrarietà dell’inquilino della Casa Bianca, la proposta di legge nota come CISPA (Cyber Intelligence Sharing and Protection Act) sta per tornare al Congresso USA su iniziativa del rappresentante democratico Dutch Ruppersberger.

Ruppersberger dice di voler sfruttare il momento favorevole delle cronache mondiali e statunitensi per armarsi contro situazioni come l’ attacco devastante che ha messo in ginocchio Sony Pictures e la recrudescenza del cyber-crimine di natura statale in ogni parte del pianeta.

“Dobbiamo andare avanti”, afferma Ruppersberger, e propaganda l’idea che leggi come CISPA, con la loro “condivisione” forzata di informazioni su cyber-sicurezza e affini tra aziende private e apparati governativi, inclusa l’intelligence della famigerata NSA, siano in grado di contrastare efficacemente il moltiplicarsi di attacchi come la succitata breccia nella rete interna di Sony.

Le norme di CISPA, ridondanti e pericolose, non sarebbero servite a niente contro il cracking di Sony Pictures, sostiene Electronic Frontier Foundation , mentre avrebbero certamente violato ulteriormente la già labile privacy dei netizen a stelle e strisce.

Gli USA continuano a pensare ai “cyber-attacchi” e alla controffensiva mentre dovrebbero evitare di fare da modello ai “cattivi” ( Stuxnet insegna) e pensare soprattutto alla cyber-difesa, spiega la primula rossa del Datagate Edward Snowden in una intervista da esiliato a Mosca.

Alfonso Maruccia

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12 01 2015
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