USA, troppi scanner di targhe

Preoccupa la capacità di rilevazione dei nuovi Mobile Plate Hunter usati dalla polizia; secondo ACLU il controllo indiscriminato violerebbe i diritti civili dei cittadini

Roma – Negli Stati Uniti l’utilizzo dei nuovi rilevatori digitali di targa, già montati su numerose auto della polizia, sta alimentando un acceso dibattito fra i fautori dell’ordine e le associazioni per i diritti civili. Uno dei casi più emblematici si sta consumando a Cincinnati, dove l’istallazione dei nuovi Mobile Plate Hunter 900 – sistemi a doppia camera digitale da 900 rilevazioni all’ora – ha fatto sobbalzare gli attivisti di ACLU Ohio .

Come riporta il network locale 10TV far cadere in trappola i fuggitivi, o i ladri d’auto, parrebbe essere considerato da alcuni cittadini meno importante dei diritti alla privacy. Il dibattito al riguardo è assai vivace – come si può notare dal tono dei post alla notizia su Slashdot .

Il Mobile Plate Hunter 900 ha una capacità di rilevazione compresa tra l’85% e il 90%: la maggior parte delle auto che passano sotto il suo radar vengono registrate. Dopo la rilevazione, il sistema procede ad un controllo incrociato con il National Crime Information Center, per individuare mezzi rubati o sospetti. Ma tanta efficienza spaventa. Se la Polizia locale parla di “migliore tecnologia disponibile”, i più attenti ai diritti delle persone sono turbati dai possibili effetti collaterali di un controllo territoriale così capillare.

“Il controllo è troppo ampio, e quindi è evidente una violazione nei confronti degli automobilisti innocenti le cui targhe vengono fotografate”, ha sottolineato Jeff Gamso, direttore legale di American Civil Liberties Union dell’Ohio. “Utilizzare lo scanner per rilevare tutte le targhe è una violazione dei diritti civili e potrebbe portare ad abusi da parte del Governo”.
Secondo Gamso, l’iniziativa dovrebbe essere bloccata: “Sono forse i benefici marginali un motivo sufficiente per sottovalutare il pericolo dell’aumento della sorveglianza sulle cose che facciamo?”, si domanda l’attivista.

I numeri, al momento, sembrerebbero non essere molto “consistenti”: dal 2004 i primi scanner hanno permesso il recupero di 95 auto rubate – per un valore di 740 mila dollari – e 111 arresti. “Gli scanner di targhe hanno reso le strade più sicure”, ha ribadito il portavoce della Polizia, l’agente Shawn Davis. Sarà anche vero, ma a fronte di questi risultati sono state controllate più di 86 mila targhe e spesi 20 mila dollari per ogni scanner. Inoltre, come ricorda ACLU, ogni targa rilevata viene archiviata a tempo indeterminato. Ad esempio, ogni volta che un mezzo riceve una multa si procede con il controllo del database del sistema per procedere con il mapping dell’ultima posizione rilevata.

“Stiamo equipaggiando i nostri agenti per fare il miglior lavoro possibile”, ha dichiarato il capo della Polizia di Springdale. “ACLU può denunciare la questione, ma noi facciamo riferimento solo alle decisioni dei tribunali nel valutare ciò che è legale e ciò che non lo è, non certamente ad ACLU”.

Il tema dei diritti alla privacy in rapporto alle nuove tecnologie di controllo, ormai, è diventato di primaria importanza. L’utilizzo di soluzioni più o meno invasive riguarda tutti i paesi .

Dario d’Elia

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