USA, web intercettato?

USA, web intercettato?

A riportarlo è il New York Times: le autorità statunitensi vorrebbero regolamentare tutti i servizi di comunicazione a mezzo Internet, come Facebook e Skype. Una legge permetterà le intercettazioni contro il terrorismo?
A riportarlo è il New York Times: le autorità statunitensi vorrebbero regolamentare tutti i servizi di comunicazione a mezzo Internet, come Facebook e Skype. Una legge permetterà le intercettazioni contro il terrorismo?

La notizia è apparsa in esclusiva tra le pagine online del New York Times : le autorità federali degli Stati Uniti, in stretta collaborazione con i vertici della National Security Agency (NSA), avrebbero la più ferma intenzione di introdurre nuove regole per rendere le comunicazioni a mezzo Internet più facilmente controllabili. Un disegno di legge sponsorizzato dalla stessa amministrazione del Presidente Barack Obama, da approvare nel corso del prossimo anno. E una regolamentazione necessaria, data la sempre più massiva migrazione dei cittadini statunitensi verso le tecnologie in Rete.

Un problema, almeno per le autorità a stelle e strisce. Intercettare comunicazioni a sfondo criminoso e/o terroristico attraverso le tradizionali linee telefoniche sarebbe ormai divenuto quasi inutile. I nemici del paese si anniderebbero tra i più vasti e indisturbati meandri della Rete.

In sostanza , tutti gli attuali servizi che permettano di comunicare online – come ad esempio siti di social networking come Facebook e tool VoIP come Skype – dovrebbero risultare “tecnicamente capaci” di piegarsi ad un determinato mandato per l’intercettazione delle comunicazioni avvenute tramite le loro infrastrutture.

Tra le possibilità garantite alle autorità statunitensi, la visualizzazione di messaggi cifrati di posta elettronica , come ad esempio quelli scambiati a mezzo BlackBerry. Proprio i dispositivi made in RIM erano finiti nello scorso agosto nelle mire delle autorità di paesi come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.

Ma il governo statunitense non avrebbe affatto intenzione di stroncare il mercato, né tantomeno di imporre un vasto meccanismo di sorveglianza del web. Secondo l’FBI, si tratterebbe semplicemente di tutelare i cittadini dalle minacce portate avanti da terroristi e affini.

Non altrettanto convinto, James X. Dempsey, vicepresidente del Center for Democracy and Technology . La legge soffocherebbe quegli elementi fondamentali che sono stati alla base della rivoluzione stessa di Internet. Una Rete decentralizzata, ora minacciata da un meccanismo che la trasformerebbe in una tradizionale rete telefonica.

Mauro Vecchio

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27 09 2010
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