Veneto, sesterzi su broadband, nano e bio tech

La Regione stanzia 6,5 milioni di euro per l'innovazione, di cui circa 1,3 destinati allo sviluppo della banda larga


Venezia – La ricerca in materia di nano e bio tecnologie e lo sviluppo della “società dell’informazione”, ed in particolare la diffusione della banda larga: questi i settori sui quali la Regione Veneto ha stabilito di concentrare nuove risorse, per un totale di 6 milioni 505 mila Euro, che il CIPE – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica le ha assegnato all’interno di un riparto tra le Regioni italiane.

Ne dà notizia la stessa Regione in un comunicato che rende pubblica l’approvazione di una delibera proposta dall’Assessore alle Politiche Economiche ed Istituzionali, Fabio Gava, che definisce le linee d’intervento del Veneto, inviate al CIPE per l’attivazione dei fondi. “Dell’intera somma – illustra una nota – oltre 5 milioni sono stati riservati a rafforzare la ricerca, e 1 milione 290 mila per sviluppare la diffusione della banda larga nel Veneto”.

In materia di ricerca, oltre 2 milioni 700 mila Euro sono destinati ad interventi nel settore delle biotecnologie applicate; 1 milione 300 mila Euro per un Master Internazionale in nanotecnologie; 1 milione 200 mila Euro per finanziare ricerca applicata e sperimentazione industriale nelle nanotecnologie. Un milione e 290 mila Euro dono invece destinati alla “società dell’informazione”, il cui piano di sviluppo è sintetizzato in un documento curato dalla Regione stessa. Si tratta di un rafforzamento dell’impegno finanziario previsto nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro su questa materia siglato con il Governo nazionale il 27 luglio 2005, e sarà dedicato all’infrastrutturazione a supporto degli operatori per la diffusione dell’accesso alla banda larga nel Veneto, il cui progetto di diffusione prevede di raggiungere una copertura di oltre l’80% entro 2 anni e mezzo.

Sempre in tema di banda larga, la Regione ha anche assunto la decisione di inserire nel proprio Documento Strategico per la Programmazione dei Fondi Europei 2007-2013 una precisa indicazione, ritenuta molto importante per sostenere lo sviluppo del settore: prevedere, nelle progettazioni di strutture viarie, la realizzazione contestuale lungo gli assi stradali della canalette adatte a contenere i cavi della banda larga.

Che il Veneto si stia affermando come Regione di primaria importanza per lo sviluppo di nanotecnologie, invece, è dimostrato anche dalle sempre maggiori iniziative di privati nel settore: informazioni specifiche sono presenti sul sito dedicato Veneto Nanotech

Dario Bonacina

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  • Anonimo scrive:
    rete senza server
    immaginate una rete indipendente da server, provider e autorità di controlllo di qualunque tipo: l'unico requisito indispensabile è il collegamento fisico tra computer, impensabile fino a pochi anni fa. Oggi con il wi-fi (e wi-fi max) è possibile. Un progetto in questo senso è netsukukuhttp://netsukuku.freaknet.orgjavascript:void(0);:D
  • Anonimo scrive:
    Sottotitolo fuorviante
    "A New Orleans, intanto, vogliono cancellare il Wi-Fi cittadino"A leggerlo così sembrerebbe che, come potrebbe accadere da noi in Italia, ci fosse qualche politicante che vuole disfarsene "perché favorisce il terrorismo" (vedi Pisanu) o per altre ragioni altrettanto ignobili e pretestuose.Invece la città lo vuole, i politici locali lo difendono, e come al solito è l'arroganza delle società private (di telecomunicazioni, in questo caso).
    • Anonimo scrive:
      Re: Sottotitolo fuorviante
      Infatti nel caso dell'Italia hanno fatto la legge molto prima per impedire di avere reti wifi cittadine in modo da proteggere gli interessi delle società di telecomunicazione.New Orleans è un esempio lampante di cosa potrebbe accadere a dette società se si usasse il wifi nel suo pieno potenziale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sottotitolo fuorviante
      attenzione PI, perche' dal sottotitolo potrebbe sembrare che "la gente" di new orleans non voglia piu' il wifi, mentre credo sia tutto il contrario...avreste dovuto scrivere "a NewO., intanto, le telco chiedono a gran voce la rimozione della rete ad accesso pubblico".cosi' si sottolinea il fatto delle telco che privano la gente di qualcosa che serve a tutti......il che e' poi la politica aziendale concreta messa in campo in tutto il mondo...
  • Anonimo scrive:
    I have a dream
    a quando in italia???Mah continuiamo a sognare :D
    • djm scrive:
      Re: I have a dream
      - Scritto da: Anonimo
      a quando in italia???
      Mah continuiamo a sognare :DNo, perchè? E' solo questione di tempo, ti posso due links che potranno darti speranza e felicità! ;-)Leggi:http://www.wireless-italia.com/content/category/4/62/59/Ascolta:http://www.wireless-italia.com/content/category/7/65/62/Dai tempo al tempo, l'imprenditoria italiana è capace di veri e propri miracoli, i problemi stanno solo nelle normative perchè le aziende vogliono essere in regola.
    • Anonimo scrive:
      Re: I have a dream
      E chi dovrebbe proporti il WiFi su tutto il territorio ? Il Mortadella o il Nano ? Entrambi parlano di grandi opere per non impedire l'arretratezza dell'Italia rispetto al resto del mondo mentre ci vorrebbe cosi poco per permettere al nostro Bel Paese di fare il balzo in avanti decisivo . Da questo si misura l'avanguardia di una nazione non dai chilometri di ferrovia o dai metri cubi di cemento .
      • Anonimo scrive:
        I have a nightmare...
        - Scritto da: Anonimo
        E chi dovrebbe proporti il WiFi su tutto il
        territorio ? Il Mortadella o il Nano ? Entrambi
        parlano di grandi opere per non impedire
        l'arretratezza dell'Italia rispetto al resto del
        mondo mentre ci vorrebbe cosi poco per permettere
        al nostro Bel Paese di fare il balzo in avanti
        decisivo . Da questo si misura l'avanguardia di
        una nazione non dai chilometri di ferrovia o dai
        metri cubi di cemento .Ti rispondo da appassionato di tecnologia: esci dal sogno che l'Italia faccia "un balzo avanti" se mettiamo il WiFi a tutti. La connettività è importante, ma il "sempre connessi ovunque" è non solo fonte di vantaggi non sempre certi, ma sicuramente fonte di problemi sociali e psicologici che a troppe aziende piace far di tutto per far ignorare.Una seria riflessione sul problema del trasporto potrà anche mettere sul tavolo il lavoro da remoto, ma molta gente e tutte le merci le dovremo sempre spostare (magari su ferro e non su gomma). Quindi di ferrovie e cemento dovremo ben scegliere quanto ce ne serve e dove. Di infrastruttura di connessione pure. Magari prima discuterei di quali sono i valori di riferimento per percepire una migliore qualità della vita, e qualche amenità di questo genere, che nonostante le pubblicità delle varie Wind, 3, TIM ecc. non sono forse legate a 400 sms al mese o alle partite guardate al cellulare...I have a nightmare: ci convincono che la nostra vita sarà migliore con l'ultimo modello di cellulare (o di PC), la nuova tariffa "abbuffata" (non paghi meno, ma se ci dai più soldi di prima ti offriamo un sacco di cose che non ti sono mai servite).Spero di svegliarmi senza urlare. ;)
        • Anonimo scrive:
          Re: I have a nightmare...

          Ti rispondo da appassionato di tecnologia: esci
          dal sogno che l'Italia faccia "un balzo avanti"
          se mettiamo il WiFi a tutti. Di certo non lo farebbe all'indietro .
          La connettività è importante, ma il "sempre
          connessi ovunque" è non solo fonte di vantaggi
          non sempre certi, ma sicuramente fonte di
          problemi sociali e psicologici che a troppe
          aziende piace far di tutto per far ignorare.Fonte di problemi sociali e psicologici ? Vuoi dire che il WiFi ci farà diventare tutti emarginati o impazziti ?
          Una seria riflessione sul problema del trasporto
          potrà anche mettere sul tavolo il lavoro da
          remoto, ma molta gente e tutte le merci le
          dovremo sempre spostare (magari su ferro e non su
          gomma). Parecchi studi del settore indicano che i chilometri di ferrovia esistenti sono più che sufficienti per il traffico di merci e passeggeri , semmai è il materiale rotabile che andrebbe sostituito . Che me ne faccio di una nuova tratta se devo viaggiare come un muflone con le cimici addosso ?
          Quindi di ferrovie e cemento dovremo ben
          scegliere quanto ce ne serve e dove. Certo . Come nel caso della TAV che sta facendo scempio di siti archeologici e parchi naturali .
          I have a nightmare: ci convincono che la nostra
          vita sarà migliore con l'ultimo modello di
          cellulare (o di PC), la nuova tariffa "abbuffata"
          (non paghi meno, ma se ci dai più soldi di prima
          ti offriamo un sacco di cose che non ti sono mai
          servite).Nessuno ti impone di scegliere quell'offerta .
          Spero di svegliarmi senza urlare. ;)Se non ti fa paura un mondo pieno di cemento , senza verda , con chilometri e chilometri di ferrovia , con una solo tariffa telefonica e senza WiFi , allora non urlerai :D
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