Via libera alle tariffe fisso/mobile

Telecom Italia e Vodafone potranno lanciare le loro offerte convergenti. Unica e Numero Fisso dovranno però rispettare un regime di mercato concorrenziale e il principio della trasparenza tariffaria
Telecom Italia e Vodafone potranno lanciare le loro offerte convergenti. Unica e Numero Fisso dovranno però rispettare un regime di mercato concorrenziale e il principio della trasparenza tariffaria

Roma – La convergenza è servita. Anticipata all’alba dell’estate , è stata finalmente pubblicata la delibera con cui l’ Authority delle comunicazioni autorizza le offerte integrate di tipo fisso-mobile, vale a dire Unica di Telecom Italia e Vodafone Numero Fisso .

Ora non restano che la pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale e la relativa entrata in vigore, dopo i canonici 30 giorni. Dopodiché si potranno aprire le danze sulla pista del mercato TLC: i due operatori sono verosimilmente smaniosi di commercializzare queste due offerte che, ad oggi, dopo oltre un anno dalla loro presentazione, hanno conosciuto solamente un avvio sperimentale (concesso sia a Telecom che a Vodafone ) motivato da problemi di concorrenza e replicabilità (conditi da qualche nota polemica ).

Nella prossima stagione autunnale, dunque, l’utenza potrà conoscere le due soluzioni convergenti che, come noto, sono differenti tecnologicamente, ma simili per gli effetti percepiti dagli utenti. Entrambe consentono di utilizzare un solo apparecchio telefonico, dentro e fuori casa. Unica di Telecom è basata sulla tecnologia UMA, che permette la commutazione di una conversazione telefonica da rete mobile a rete WiFi (e viceversa) e implica il possesso di una linea telefonica, la sottoscrizione dell’offerta Alice Voce e un abbonamento TIM (con un telefonino abilitato e un modem/router WiFi), con il pagamento dei relativi canoni (anche il servizio Unica ne prevede uno, che va ad aggiungersi a quelli già da pagare) mentre Vodafone Numero Fisso abbina il numero di utenza fissa all’utenza mobile (un trasferimento di chiamata più diretto e che non comporta sorprese tariffarie per chi chiama l’utente, se questo si trova nell’area di copertura della cella domestica, ossia quella che include la sua abitazione).

L’Authority ha comunque fissato alcuni vincoli che le due compagnie telefoniche dovranno rispettare. In primis c’è la chiarezza/trasparenza tariffaria: fino ad ora, chi chiamava un numero fisso aveva la certezza di pagare una determinata tariffa (locale o interurbana, in funzione della propria ubicazione). Ora, chi chiamerà un utente di Unica o di Numero Fisso dovrà essere messo in grado di sapere esattamente quanto paga, soprattutto se il destinatario della telefonata non risponde da casa propria.

Telecom dovrà inoltre rendersi disponibile ad offrire la sua tecnologia in wholesale ad altri operatori (per garantire la replicabilità dell’offerta in un regime di mercato concorrenziale) entro 30 giorni, pena un altro colpo di scure da parte dell’Antitrust .

La sfida alla convergenza si sta per aprire, ma l’effettiva convenienza delle due offerte sarà verificabile non appena queste saranno pubblicate, con una chiara indicazione di tutte le condizioni che saranno applicate.

Dario Bonacina

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09 09 2007
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