Video brevi alterano la percezione del futuro negli adolescenti

Video brevi alterano la percezione del futuro negli adolescenti

Uno studio su 1.567 adolescenti collega la dipendenza dai video brevi a una minore capacità di proiettarsi nel futuro e affrontare gli insuccessi.
Video brevi alterano la percezione del futuro negli adolescenti
Uno studio su 1.567 adolescenti collega la dipendenza dai video brevi a una minore capacità di proiettarsi nel futuro e affrontare gli insuccessi.

Si sapeva già che i social network avessero un impatto negativo sulla salute mentale dei giovani, ma anche in termini di dipendenza. Ora, dei ricercatori dell’Università Normale della Cina del Sud, con sede a Canton, hanno messo in luce un’altra conseguenza del consumo dei video brevi su TikTok, Instagram o YouTube: alterano la loro percezione del futuro.

TikTok, Instagram e YouTube: i video brevi possono indebolire la capacità degli adolescenti di pensare al futuro

Per un anno, gli scienziati hanno dialogato in tre occasioni con 1.567 liceali, di 15 anni in media. Non solo hanno misurato il loro grado di dipendenza dai video brevi, ma si sono anche interessati alla loro visione del futuro e al loro modo di reagire ai piccoli contrattempi scolastici quotidiani.

Si sono soffermati in particolare sulla prospettiva temporale futura, ossia la capacità e la tendenza di un individuo a proiettarsi mentalmente nel futuro per anticipare, pianificare e orientare le proprie azioni presenti in funzione dei propri obiettivi a lungo termine. Ripassare per un compito in classe, ad esempio, porta a buoni voti, poi a un orientamento adeguato e infine a una professione. Quando questa prospettiva è solida, è più facile resistere ai piaceri immediati.

Ma più un adolescente è dipendente dai video brevi, più la sua capacità di superare gli ostacoli quotidiani, come un brutto voto o un esercizio sbagliato, diminuisce col passare dei mesi. Secondo lo studio, la dipendenza incide direttamente sulla prospettiva temporale futura, e ciò indebolisce di conseguenza la capacità del giovane di rialzarsi.

Genitori: che fare?

Ma non è tutto. Gli studenti che gestiscono male i propri insuccessi si rivolgono più volentieri ai video per evadere, il che alimenta la loro dipendenza. Essi costituiscono quindi tanto un sintomo quanto una causa. Questa tendenza è tanto più marcata nell’adolescenza in quanto la corteccia prefrontale, che gestisce la pianificazione e il controllo degli impulsi, finisce di maturare solo intorno ai 25 anni.

In questo contesto, gli autori dello studio ritengono che sia cruciale coltivare la visione del futuro degli adolescenti, ad esempio fissando loro obiettivi ambiziosi che abbiano voglia di raggiungere. Allo stesso modo, è essenziale per i genitori stabilire limiti di utilizzo, autorizzare i video brevi in momenti precisi, attivare la modalità concentrazione durante i compiti e lasciare il telefono fuori dalla camera da letto durante la notte. Purtroppo, è facile a dirsi, ma non a farsi.

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Pubblicato il
7 ott 2026
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