Virtualizzare Vista Home e Premium ora si può

Microsoft ha finalmente cancellato dalle proprie licenze una clausola che vietava l'utilizzo di Windows Vista Home e Premium all'interno di una macchina virtuale
Microsoft ha finalmente cancellato dalle proprie licenze una clausola che vietava l'utilizzo di Windows Vista Home e Premium all'interno di una macchina virtuale

Redmond (USA) – Ad un anno di distanza dal lancio del suo ultimo sistema operativo client, Microsoft ha deciso di aprire al mondo della virtualizzazione anche le versioni Home Basic e Home Premium di Windows Vista. La nuova licenza che accompagna questi sistemi operativi permette ora di far girare le edizioni consumer di Vista all’interno di una macchina virtuale , cancellando così una delle restrizioni più invise agli utenti desktop.

A beneficiare di questa novità è soprattutto chi utilizza un sistema operativo alternativo a Windows , come Linux e Mac OS X, e desidera far girare Vista in modalità virtualizzata: ora può farlo senza essere obbligato ad acquistare una costosa edizione Ultimate o Business. Rimane ovviamente necessario, come già era in Windows XP, possedere la licenza di ogni installazione virtuale di Windows: l’unica eccezione è rappresentata da Vista Enterprise, la cui licenza prevede la possibilità di utilizzare altre quattro istanze del sistema operativo.

La mossa di BigM non giunge del tutto inattesa . Lo scorso giugno il colosso arrivò vicinissimo ad eliminare il divieto alla virtualizzazione di Vista Home e Business, ma all’ultimo minuto cambiò idea: la giustificazione del brusco dietrofront fu che, sotto il profilo della sicurezza, le tecnologie di virtualizzazione non erano “ancora abbastanza mature per la diffusione di massa”. Una motivazione che molti trovarono assai debole, dal momento che l’edizione Business di Vista può essere acquistata a qualche decina di dollari in più di quella Premium.

Lunedì Microsoft ha anche delineato la sua nuova strategia relativa al mercato della virtualizzazione , annunciando accordi e nuovi prodotti con cui intende lanciare un nuovo assalto al leader di questo settore, VMware . Tra le novità annunciate c’è l’acquisizione della californiana Calista , una società che sviluppa una piattaforma per la virtualizzazione degli ambienti desktop.

Microsoft afferma che la tecnologia della neo acquisita, denominata Calista Virtual Desktop ( CVD ), migliora il supporto alla grafica 3D e al multimedia all’interno degli ambienti di virtualizzazione desktop. CVD è stato progettato per le soluzioni di virtualizzazione client/server, e combina le tecnologie di virtualizzazione classiche con quelle per il controllo remoto, in particolare il protocollo Remote Desktop (RDP) di Windows. In estrema sintesi, CVD permette alle aziende di sfruttare le risorse hardware e software di uno o più server di virtualizzazione per fornire ad un certo numero di client fisici, attraverso RDP, la capacità di renderizzare la grafica 3D e di riprodurre contenuti audio/video con una qualità paragonabile a quella di un tipico PC desktop.

Oggi, come noto, Virtual PC e Virtual Server sono in grado di “emulare” una scheda grafica di vecchia generazione (diciamo pure “d’altri tempi”), escludendo così la possibilità di utilizzare software per la grafica tridimensionale o di attivare l’interfaccia Aero di Windows Vista. CVD dovrebbe ovviare a tutto ciò, per lo meno in ambito aziendale, anche se al prezzo di un significativo incremento dell’utilizzo della rete. Per minimizzare il traffico scambiato fra server e client, Calista afferma di aver sviluppato una tecnologia di compressione visually lossless capace di accelerare i dati fino a 20 volte e di contenere mediamente il traffico inviato a ciascun client intorno ad 1 megabit.

Microsoft ha inoltre annunciato di aver esteso la propria partnership con Citrix Systems , la stessa società che lo scorso novembre ha acquisito XenSource, sviluppatrice della celebre tecnologia di virtualizzazione open source Xen . Citrix si è impegnata a sviluppare un tool che semplificherà la migrazione delle macchine virtuali fra XenServer e l’imminente hypervisor di Windows Server 2008, Hyper-V. Le due partner si sono poi accordate per commercializzare congiuntamente “nuove offerte per il client computing” basate su Windows Server 2008 e Windows Optimized Desktop: quest’ultima è una suite di tecnologie Microsoft relative a desktop management, user migration e controllo remoto.

“Con il passare del tempo appare evidente come la strategia di Microsoft sia quella di stringere all’angolo VMware stipulando una grande quantità di partnership incentrate sulla virtualizzazione: con Novell, con Citrix e recentemente con Sun”, scrive il blog Virtualization.info in questo post . “Forse è questo il motivo che di recente ha spinto il CEO di Oracle (Larry Ellison, NdR) a dire che VMware è la prossima Netscape”.

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22 01 2008
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