Vivaldi, browser per gli orfani di Opera

Un team di sviluppatori si richiama alla tradizione del "vecchio" Opera e promette un nuovo browser veloce, performante e a prova di power user. L'Opera di oggi non ci rappresenta più, dicono

Roma – Per dare il via a una nuova stagione è nato Vivaldi , browser Web di nuova concezione nato dall’iniziativa di chi in precedenza aveva già lavorato su Opera. Oggi Opera è molto diverso rispetto al passato, dicono gli sviluppatori, e c’è spazio per un browser fedele alle radici originali del progetto norvegese.

Nato da un’iniziativa di Jon von Tetzchner (ex-CEO di Opera) e un nutrito gruppo di programmatori, Vivaldi intende riprendere il discorso interrotto da Opera, un browser che nel 2015 ha cambiato direzione e non serve più la community di utenti e contributori di codice, dice il sito ufficiale.

Diversamente dall’Opera moderno, invece, Vivaldi vuole essere “un browser per noi stessi e per i nostri amici”, un software di navigazione Web che sia veloce, ricco di funzionalità, altamente flessibile e che sia prima di tutto creato a partire dalle necessità dell’utenza.

Vivaldi è al momento disponibile sotto forma di preview tecnica, una versione preliminare che è “tutto fuorché perfetta”, a cui mancano ancora funzionalità fondamentali e che necessita di un bel po’ di lavoro sul fronte delle ottimizzazioni. Quel che c’è, dicono da Vivaldi, può fornire un’idea di come sarà il prodotto finale.

E mentre gli sviluppatori storici si affannano per ricreare il “vecchio” Opera, l’incarnazione moderna del browser norvegese è appena arrivata alla versione 27 “Final” con svariati bugfix, il supporto alle Pepper Plugin API (PPAPI) create da Google (e al momento utili soprattutto sul fronte Adobe Flash), il ripristino della funzionalità di “preview” delle pagine Web aperte al momento e poco altro.

Alfonso Maruccia

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