Vodafone: non chiamatela competizione, è cooperazione

Il CEO Vittorio Colao sembra aprire alla posizione espressa ieri da Bernabé. E parla di una infrastruttura che cresce ed è pronta alla concorrenza sui servizi e sui device

Roma – Competizione, apertura, cooperazione. Sono queste le tre parole chiave illustrate dal CEO di Vodafone Vittorio Colao, recentemente intervenuto all’ultima edizione del Mobile World Congress di Barcellona. Tre fattori cruciali per lo sviluppo delle infrastrutture, dei servizi e dei contenuti digitali.

Colao ha dunque spiegato come la competizione debba essere alimentata sui principali dispositivi oltre che nei servizi . Le priorità annunciate da Vodafone per l’anno 2011 consistono in una “migliore esperienza relativa ai dati”, offerta a tutti gli utenti, a partire da infrastrutture sempre più veloci.

“Ma poi servirà cooperazione per creare un ambiente migliore”, ha aggiunto Colao. Una migliore collaborazione a livello industriale, che abbia come punti chiave l’interoperabilità e la portabilità delle applicazioni . Il CEO ha quindi sottolineato come l’abbandono delle offerte dati “illimitati” abbia fatto bene a operatori e consumatori, dando a quest’ultimi maggiore controllo e capacità di scelta.

E Vodafone pare pronta a reggere una vera e propria esplosione di dati sulle proprie infrastrutture mobile . Lo sfruttamento medio dei network gestiti dall’operatore britannico si aggirerebbe intorno al 35 per cento . “All’esplosione dei dati non è seguita l’esplosione dei nostri network, ed è un bene”, ha aggiunto Colao.

Le parole del CEO hanno fatto seguito a quelle dell’AD di Telecom Italia Franco Bernabé, che in un’intervista al Financial Times aveva suggerito ai vari content provider di smetterla di sfruttare gratis le infrastrutture dei vari operatori. Anche Bernabé aveva parlato del bisogno di una cooperazione industriale e soprattutto di una nuova competitività sui servizi.

Gli operatori europei cercheranno di evitare una regulation in stile Federal Communications Commission (FCC), insistendo per un’apertura delle infrastrutture che non si pieghi ai voleri della cosiddetta net neutrality. Il commissario europeo Neelie Kroes ha proprio recentemente invitato i vari protagonisti del mercato a Bruxelles. Il prossimo 3 marzo si terrà dunque un incontro tra operatori, content provider e altri rappresentanti dell’industria. Uno dei temi cruciali riguarderà certamente gli investimenti da sostenere affinché i vari paesi raggiungano la copertura del broadband fissata dall’Agenda Digitale per l’anno 2020 .

Mauro Vecchio

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  • albe scrive:
    niente di meglio da fare?
    considerando che orologi con la vocina esistono già... non potrebbero investire codesti soldi in qualcosa di meglio?bye albe
    • amico di un cieco scrive:
      Re: niente di meglio da fare?
      sei certo di averci pensato bene prima di scrivere?
      • albe scrive:
        Re: niente di meglio da fare?
        beh, magari mi sbaglio.. ma comuqnue penso che si possano investire soldi creando qualcosa di nuovo piuttosto che aggiornare/migliorare qualcosa che esiste gia e che svolge gia la sua funzione...mi sembra ridondante, tutto qui.. magari sbaglio..by albe
    • Cavallo Pazzo scrive:
      Re: niente di meglio da fare?
      Si, oppure le classiche lancette, si possono pur sempre toccare per capire dove sono no?
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