Vodafone vuole tracciare gli utenti con TrustPid

Vodafone vuole tracciare gli utenti con TrustPid

Vodafone ha avviato i test della tecnologia TrustPid che permette di tracciare gli utenti e mostrare inserzioni personalizzate sui dispositivi mobile.
Vodafone ha avviato i test della tecnologia TrustPid che permette di tracciare gli utenti e mostrare inserzioni personalizzate sui dispositivi mobile.

Apple ha introdotto la funzionalità App Tracking Transparency. Google vuole eliminare il supporto dei cookie di terze parti da Chrome. Gli inserzionisti cercano invece nuovi metodi per tracciare le attività online degli utenti. Vodafone ha quindi avviato i test per un nuovo identificatore denominato TrustPid che non può essere bloccato, nemmeno mascherando l’indirizzo IP con una VPN.

Vodafone TrustPid: tracciamento mobile

Vodafone spiega che i contenuti online sono gratis perché gli editori guadagnano dalle inserzioni pubblicitarie. Ma questa parte gratuita di Internet è ora “minacciata” dal blocco dei cookie e altre funzionalità che garantiscono la privacy degli utenti. Ciò potrebbe portare alla chiusura dei siti o all’aggiunta di un abbonamento (paywall). TrustPid rappresenta la soluzione migliore sia per gli editori che per gli utenti.

La tecnologia, testata da Vodafone e Deutsche Telekom, consente di generare un identificatore pseudo-anonimo basato sul numero di telefono e l’indirizzo IP. A partire da questo identificatore viene generato un token (TrustPid) che gli inserzionisti useranno per creare un profilo dell’utente e visualizzare pubblicità personalizzate.

Il consenso al tracciamento viene raccolto mediante un banner mostrato all’accesso del sito, come avviene per i cookie. L’utente può negare il consenso per il singolo sito o tutti i siti attraverso un Privacy Portal, dove verranno elencati editori e inserzionisti che hanno usato il TrustPid. In alternativa è possibile sospendere il servizio per 90 giorni.

Non è noto il numero di utenti coinvolti nella fase di test. Al momento l’unico sito che partecipa al programma è quello della Bild. Patrick Breyer, membro del Parlamento europeo e attivista dei diritti digitali, ha evidenziato i rischi per la privacy e chiesto il blocco dei test.

Questo articolo contiene link di affiliazione: acquisti o ordini effettuati tramite tali link permetteranno al nostro sito di ricevere una commissione.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 31 mag 2022
Link copiato negli appunti