Vogliono prosciugare i torrent

L'industria del copyright vorrebbe che Mininova filtrasse contenuti e cittadini della rete, e vorrebbe che lo facesse a proprie spese. Mentre in Francia si condanna anche chi permette ai propri utenti di postare link a file torrent
L'industria del copyright vorrebbe che Mininova filtrasse contenuti e cittadini della rete, e vorrebbe che lo facesse a proprie spese. Mentre in Francia si condanna anche chi permette ai propri utenti di postare link a file torrent

Dovrebbe vigilare e rimuovere i contenuti protetti da copyright, dovrebbe impedire ai cittadini della rete di attingere a certi tracker torrent su cui si intessono traffici illegali di materiale scambiato senza l’autorizzazione del detentore dei diritti: quel che Mininova fa per scoraggiare le violazioni non basta all’industria dei contenuti.

A rivendicare un ruolo più attivo da parte del raccoglitore di file torrent è BREIN, organizzazione olandese che raccoglie l’intera industria dei contenuti. I gestori di Mininova erano stati avvertiti : pur non ospitando alcun tracker, pur limitandosi a indirizzare i cittadini della rete verso altri lidi, avrebbe dovuto innescare dei filtri per non essere considerata corresponsabile delle violazioni degli utenti.

Il processo a Mininova è in corso in Olanda, BREIN ha dettato le proprie condizioni. Per l’industria sarebbe evidente che Mininova agevoli le violazioni: il 92 per cento dei file torrent punterebbe a contenuti illegali e i gestori di Mininova trarrebbero vantaggio dall’interesse suscitato dai contenuti pirata piazzando pubblicità sulle pagine del sito. L’industria ha chiesto che Mininova scremi i propri collegamenti . Dovrebbe approntare un sistema automatico di filtri basati sui contenuti e sulle parole chiave usate per rintracciarli , implementarlo a proprie spese, e assicurare, con l’ausilio di queste “misure preventive”, che non si indirizzino gli utenti verso contenuti scambiati senza l’autorizzazione del detentore dei diritti. I gestori di Mininova si erano già attrezzati , era stata avviata una sperimentazione per tentare di comprendere quali fossero le strategie migliori da adottare per introdurre filtri e accontentare i detentori dei diritti. Ma l’industria vorrebbe di più , dai filtri e da Mininova.

Il servizio, secondo BREIN, dovrebbe impedire agli utenti di attingere a certi tracker: il tracker pubblico di The Pirate Bay sarebbe il primo della lista. Da Mininova dovrebbero inoltre essere esclusi gli uploader pregiudicati . BREIN chiama in causa aXXo a nome di tutti coloro che abbiano messo a disposizione file torrent che consentano di accedere a contenuti che violano il copyright: il servizio dovrebbe rimuovere gli account e tenere lontani gli indirizzi IP dei cittadini della rete che alimentano il sommerso.

La legale di Mininova ha sostenuto che il sito faccia già abbastanza: l’attuale sistema di filtering, a cui BREIN avrebbe rifiutato di collaborare, funzionerebbe egregiamente, senza la necessità di introdurre sistemi di rimozione basati sulle parole chiave che andrebbero a colpire contenuti pienamente legittimi. L’operato del team di admin sarebbe inoltre già sufficiente a garantire il takedown dei contenuti segnalati come illegali. Sarà la corte a decidere sul da farsi, in una sentenza che si attende per la metà del mese di luglio.

Ma Mininova non è l’unico punto di riferimento per lo sharing torrentizio ad essere in queste ore nel mirino dell’industria del copyright. La francese ALPA , Association de Lutte contre le Piratage Audiovisuel ha mobilitato la Gendarmerie Nationale per stanare 10 persone, operatori del tracker privato SnowTigers, al servizio di 250mila utenti, principalmente francesi. Non è chiaro se siano stati sequestrati dei server, probabilmente localizzati all’estero: l’industria minaccia in ogni caso di procedere all’identificazione di coloro che hanno alimentato il fluire di bit in violazione del diritto d’autore.

Ma non sembrano essere al sicuro nemmeno coloro si limitano ad animare il dibattito sullo sharing: l’amministratore del sito francese Torrentnews.net è stato condannato a sborsare quasi 20mila euro e rischia 4 mesi di carcere. La sua colpa? Torrentnews , oltre a diramare notizie e segnalazioni in materia di P2P, ospita un forum, nel quale gli utenti si sono scambiati link sgraditi all’industria dei contenuti. Ricorrerà in appello: l’industria non avrebbe mai chiesto all’amministratore di rimuovere i link, l’amministratore, che si considera un mero ospite di conversazioni fra cittadini della rete, non si è mai sentito in dovere di vigilare sui thread.

Gaia Bottà

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08 06 2009
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