Un paio di mesi fa ho incontrato Dainius Ražinskas, Product and Engineering Manager di NordVPN, nel quartier generale di Nord Security a Vilnius, in Lituania. Nel corso della nostra intervista gli ho chiesto Perché non usare una VPN gratuita?
. La sua risposta è qui sotto. Possiamo partire da qui per capire cosa è accaduto con la vicenda SplitVPN (in precedenza NotVPN).
Non può essere gratuita a causa dell’infrastruttura. L’infrastruttura costa molto, la banda costa molto, tutto questo ha un costo. Non è possibile offrire un servizio di qualità gratuitamente, perché genererebbe soltanto costi.
In vendita 58 milioni di log rubati a SplitVPN
Tra le bacheche del forum Altenen frequentato anche da cybercriminali è comparso un database SQL da 17 GB che, secondo chi l’ha pubblicato (vhacker51), è il risultato di una violazione all’infrastruttura della Virtual Private Network. Il servizio è russo, utilizzato dagli utenti del Paese per aggirare i blocchi nell’accesso alle informazioni online imposti da Mosca, ma anche da chi si trova in Iran, India e Birmania, per le stesse ragioni.

L’archivio è datato 21 luglio 2026 e contiene in totale 23,4 milioni di record relativi agli iscritti, 13,6 milioni sui dispositivi, 2,6 milioni per i metodi di pagamento (fortunatamente non ci sono i numeri delle carte) e, ancora più grave, 58 milioni di log delle connessioni. La presenza di questi ultimi è particolarmente preoccupante perché, se la loro natura fosse confermata, includerebbero informazioni sulle attività online di chi ha scelto la VPN.

Sul proprio sito, SplitVPN dichiara esplicitamente di non memorizzare mai i dati su attività o connessione, per garantire la privacy al 100%, la promessa di conformità alla politica no-log sembra essere venuta meno. C’è una tabella con email, indirizzi IP, codici identificativi, localizzazione approssimativa, stato della sottoscrizione e token riguardanti i pagamenti. Il servizio offre due formule, una free (tornando al discorso di apertura) e l’altra con abbonamento premium.
Per chi è stato colpito, i potenziali pericoli sono molti: furto di account, campagne di phishing o, ancora peggio, collegamento di utenti specifici alla VPN. Per fortuna, non ci sono dettagli sui siti visitati o sui dati scambiati. Considerando che si tratta di una Virtual Private Network scelta soprattutto da chi cerca uno strumento per tutelare la propria privacy e aggirare le censure, il quadro è comunque molto grave.