Washington vuole software più sicuro

Non si fanno nomi, ma il consigliere di Bush attribuisce ai bug del software responsabilità enormi. Ma se la prende anche con provider e connettività wireless. E propone un patto sulla sicurezza agli hacker

Washington (USA) – Tutti devono fare la loro parte nel rendere il cyberspazio più sicuro, ivi compresi Internet Service Provider, governo, agenzie federali e produttori di hardware e software. Questo il messaggio che il consulente del presidente americano Bush alla sicurezza delle infrastrutture TLC, Richard Clarke, ha portato nelle scorse ore alla convention Black Hat Security di Las Vegas.

Secondo Clarke tutti coloro che lavorano su internet o che producono software per internet o offrono servizi su internet devono fare la propria parte “nel rendere il cyberspazio sicuro”, perché così com’è “non va”.

Clarke, che a settembre presenterà il piano Bush sulla sicurezza delle infrastrutture TLC critiche, sostiene che il problema della cyber-sicurezza deve essere avvertito da tutti, a partire da coloro che costruiscono e realizzano le tecnologie di comunicazione e di connessione. Ma ha anche fatto autocritica, sostenendo che il Governo deve imparare a fare la sua parte. In particolare, però, Clarke se l’è presa con i produttori di software, pur senza fare nomi.

“L’industria del software – ha affermato – è tenuta a fare un lavoro migliore nel produrre software che funzioni. Non è più accettabile che si possa acquistare software pieni di buchi su sistemi importanti”. In questo quadro Clarke ha fatto leva sui dati pubblicati dal team di sicurezza del CERT , dati che non solo evidenziano una continua crescita delle vulnerabilità ma affermano che nel 2002 già si è superato il numero totale di buchi emersi nel 2001.

Un problema centrale, secondo Clarke, è quello delle patch, perché imprese, banche ed enti federali devono essere messi nella condizione di installare le patch rapidamente e facilmente. La vicenda di Nimda, temibilissimo worm capace di infilarsi nei server di mezzo mondo, secondo Clarke è emblematica di questo elemento della sicurezza, visto che Nimda ha colpito sfruttando falle già note e rese gravi dalla mancata installazione di una patch.

Clarke ritiene che una responsabilità importante sia anche quella dei provider. “Sempre più milioni di case sono connesse – ha affermato – e questo significa che sono sempre di più quelle vulnerabili”. E tra le vulnerabilità principali Clarke pone quella del mondo della connettività wireless, considerata un vero e proprio rischio al punto che il Dipartimento della Difesa ha chiuso tutte le reti internet wireless precedentemente utilizzate. “Aziende in tutto il paese – ha affermato – hanno reti totalmente aperte a causa della LAN wireless”.

In un contesto come quello della Black Hat Conference, Clarke non poteva non parlare anche di hacking e dintorni, e lo ha fatto con toni che non devono essere dispiaciuti a molti dei presenti. Clarke ha infatti esordito sul tema affermando quanto sia significativo che i buchi nel software non siano generalmente individuati dai produttori ma proprio dagli hacker. “Alcuni di noi – ha dichiarato – qui in questa stanza, sono tenuti a trovare le vulnerabilità”.

Secondo Clarke gli hacker dovrebbero sentire su di sé la responsabilità di comunicare errori di programmazione a chi li commette. E dovrebbero prima di tutto contattare i produttori e rivolgersi eventualmente al Governo se la softwarehouse interpellata non dovesse rispondere alla loro segnalazione.

Questa sembra essere da parte di Clarke una indicazione di “comportamento” da parte di una comunità, quella dei bug hunter, gli scopritori di vulnerabilità, che da tempo è divisa in un dibattito accesissimo sulle modalità di comunicazione ed eventualmente pubblicazione di buchi di sicurezza nel software.

Clarke ritiene che gli hacker non devono rischiare di aiutare i criminali mostrando loro come sfruttare un baco prima che il produttore di software sia messo in grado di realizzare una patch. “E’ un atto irresponsabile – ha affermato – e qualche volta può danneggiare seriamente il rilascio di informazioni prima della produzione della patch”.

Richard Clarke Ma Clarke ha anche promesso che lavorerà sul fronte normativo. Lo “zar della cybersicurezza”, come viene soprannominato, ritiene infatti intollerabile che vi siano da una parte aziende che premiano e incoraggiano i bug hunter e dall’altra quelle che invece li ritengono un disturbo o peggio e che cercano di rivalersi contro di loro denunciandoli e trattandoli come criminali.

Un quadro che Clarke definisce “deludente” quando l’hacker agisce in buona fede. “Se vi sono protezioni legali che oggi (gli hacker, ndr) non hanno e di cui hanno bisogno – ha promesso – dovremo occuparcene”.

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  • Anonimo scrive:
    Che significa "cancellato a richiesta...?"
    Chi sono gli interessati che hanno chiesto la cancellazione di alcuni commenti?Se si tratta di censura, e' inutile continuare in un contesto cosi' impastoiato; se no, mi spiegate per favore che significa?
  • Anonimo scrive:
    Carissimo Bobby...
    ...quanta energia! Mi onora avere la tua attenzione anche di sabato! Mi sa che però stai un po' andando fuori asse ora... :)Le accuse gratuite sono sempre una cosa piuttosto sterile se poi risultano anche infondate, accusare poi Punto Informatico di fare il bello e brutto tempo in modo parziale (quasi ci fosse qualche affare economico tra le parti) mi sembra piuttosto puerile, non fosse perchè le policy sono chiare e concise sull'utilizzo del servizio:http://punto-informatico.it/forumpolicy.aspPoichè provieni dai newsgroup, sarai ben consapevole dei manifesti che la regolano, quindi se si deve discutere o criticare qualcuno lo si faccia in maniera sensata.Per quanto riguarda l'argomento generale del tuo discorso, sembra quasi che la tua sia un'azione dettata dall'invidia, più che da una motivazione seria e matura, il fatto poi di scrivere senza identità, nascondendosi dietro ad un nick fasullo è spesso indice di forte immaturità. Di conseguenza le affermazioni lasciano il tempo che trovano.Relativamente alle tue affermazioni più pesanti, credo tu sia consapevole di quanto hai scritto e del fatto che, volendo, si può procedere legalmente per diffamazione (sai com'è, sudandosi la pagnotta ogni giorno a volte avviene qualche scrotociclosi leggendo certe trollate).Sono altrettanto convinto che tu sappia già di aver scritto una gran vaccata, anche a me il caldo fa brutti scherzi, quindi, se c'è da discutere su cose serie e motivate, tra persone mature e adulte, siamo qui a cercare di dipanare dubbi, incertezze, disaccordi e qualsiasi altra cosa si possa fare.In caso contrario la discussione da parte mia si ferma qui.Ti auguro buone vacanze e un buon weekend.
  • Anonimo scrive:
    E bravi, Bingo!
    Una discussione che all'inizio era intelligente e sensata e' scaduta in una polemica senza senso e ha spostato l'attenzione dall'argomento principale.Risultato: chi e' responsabile di quell'abominevole sito continuera' indisturbato a far danni alla "cosa pubblica"(vabbe' che lo farebbe comunque) ma in questo caso anche senza la spina nel fianco di qualche cittadino indignatoContuniate cosi'!.....
    • Anonimo scrive:
      Re: E bravi, Bingo!
      Se ho responsabilità, ho già lasciate scritte le mie scuse a chi di dovere. Però ammetto di sentirmi la coscienza a posto, e se così non fosse mi scuso anche pubblicamente.
  • Anonimo scrive:
    Re: Un equilibrio precario
    - Scritto da: skip_intro!
    Anche gente come te dovrebbe starsene fuori!
    Internet dovrebbe essere prima di tutto un
    luogo di comunicazione, e sarebbe bello che
    per comunicare in italiano almeno si
    utilizzassero gli standard della lingua
    italiana. Ma hai provato a rileggere quelo
    che hai scritto?"_quelo_ che hai scritto" ??? ma ti pare italiano questo?
  • Anonimo scrive:
    Re: Un equilibrio precario
    Avevo precisato che non volevo entrare nel merito, ma mi trovo costretto a difendere la mia tesi, e così farò. Ho forse mai detto di voler una Internet inaccessibile? Il signor Porco sembra voler far credere che ho detto una cosa simile (a proposito signor Porco... sono un LUI, non una LEI...). Ho parlato di equilibrio, ho chiesto che i contenuti avessero lo spessore che si meritano: cosa palesemente non successa nella Sua risposta, signor Porco. Ho accusato comunicazioni.it di sbagliare a predicare bene per poi non assolvere neppure ai propri obiettivi. E sono perfettamente daccordo sul fatto che si debba avere una cura particolare per chi ha difficoltà nell'accesso al mezzo.Ma io non volevo entrare nel merito, mi ci sono trovato scaraventato dalle vostre (e soprattutto Sue, signor Porco) parole. E mi spiace. Perchè quello che chiedevo era semplicemente che la si smettesse di cadere sempre e solo nel tecnicismo, e si provasse a cercare un obiettivo al lavoro che si porta avanti tutti assieme.Mi scuso con la redazione del sito per le reazioni che ho causato, penso di avere la coscienza a posto. Infondo volevo solo discutere.p.s. signor Porco, accedere al suo linguaggio mi è stato particolarmente ostico. Ancor più, di conseguenza, mi è stato difficile accedere ai suoi ragionamenti. Occhio e croce direi che... sono ragionamenti fatti con Frontpage (peste li colga!)
    • Anonimo scrive:
      Re: Un equilibrio precario
      - Scritto da: Enyah
      Ma io non volevo entrare nel merito, mi cia no? Non sono stato io a dire che usare un browser testuale come metro per un sito accessibile e' eccessivo, l'accessibilita' e' un fatto meramente tecnico di rispetto degli standard; quindi se si parla di accessibilita' SI ENTRA nel merito
      sono trovato scaraventato dalle vostre (e
      soprattutto Sue, signor Porco) parole. E minon mi pare proprio io mi son limitato a rispondere al suop delirante post, frutto di una palese ignoranza di cio' che c'e' dietro ad internet e degli standard che reggono in piedi la rete
      spiace. Perchè quello che chiedevo era
      semplicemente che la si smettesse di cadere
      sempre e solo nel tecnicismo, e si provassecome si fa' a non cadere nel tecnicismo se si parla di accessibilita' di un sito (dato che la non accessibilita' e' data dal non rispetto degli standard)???
      a cercare un obiettivo al lavoro che si
      porta avanti tutti assieme.l'obiettivo e' semplice e consiste nel rispetto dei suddetti standard ( http://www.w3.org ) se poi lei signor buffone vuol parlare di quanto e' colorato e luccicante un sito in merito ad un discorso sull'accessibilita' dovrebbe darsi al marketing (anche se temo sia proprio questa la sua occupazione (fottuti markettari))
      • Anonimo scrive:
        Re: Un equilibrio precario
        Mi scuso per prima, per i miei canoni ero già stato fin troppo "caldo". Giornata pesantuccia, mea culpa.Ripeto, comunque, che non volevo entrare nel merito. Poniamo che non ci capisco nulla e che dovrei uscirmene dalla rete (caspita), rimane il fatto che volevo porre, l'unico vero scopo per cui ho scritto: porre l'attenzione sui contenuti, che troppo spesso sono tralasciati, che troppo spesso sono fatti da un chiunque qualsiasi. Per il mio interlocutore (chiamarti per nick mi mette un po' in soggezione ora che una buona doccia mi ha disteso i nervi): chiudo qui la mia discussione. Ammetto che non mi ha fatto molto piacere interloquire con te perchè non hai perso occasione per puntare il dito ed attaccare la persona, senza tuttavia riuscire mai ad entrare nel topic che avevo proposto. Colpa mia, evidentemente mi son spiegato male. Ma paradossalmente è stata allora la mia fortuna: infatti ho trovato esattamente le conferme che speravo, prima o poi, di trovare. E con questo chiudo il dialogo tra me e me e pochi altri.
      • Anonimo scrive:
        Re: Un equilibrio precario

        come si fa' a non cadere nel tecnicismo se
        si parla di accessibilita' di un sito (dato
        che la non accessibilita' e' data dal non
        rispetto degli standard)???Quali standard?

        a cercare un obiettivo al lavoro che si

        porta avanti tutti assieme.
        l'obiettivo e' semplice e consiste nel
        rispetto dei suddetti standard (
        http://www.w3.org ) se poi lei signor
        buffone vuol parlare di quanto e' colorato e
        luccicante un sito in merito ad un discorso
        sull'accessibilita' il W3C non rilascia standard, ma raccomandazioni, informarsi e scrivere le cose come stanno non farsi forti del sapere due cose in più dei markettari.E si parlava del sito e siete usciti con discorsi che non centrano un cavolo, tutti esperti di usabilità e accessibilità ultimamente? Forse che è diventata una moda per spillare altri soldi ai clienti? non per tutti penso ma per qualcuno forse si.Scrivete del sito non delle vostre seghe mentali e su come si scrive in italiano, avrò fatto errori e se ci sono evitate di segnalarli sembra di essere all'asilo.
        • Anonimo scrive:
          Commento cancellato su richiesta degli interessati
          Commento cancellato su richiesta degli interessati
          • Anonimo scrive:
            Re: Un equilibrio precario
            - Scritto da: Bobby - episode II
            Fortuna che se PI censura restano pur sempre
            i NG dove, se andate a farvi qualche
            giretto, non fate fatica a trovare più d'una
            figura di cacca dello Scano e dei suoi
            compari.Infatti..."avendo da poco finito La Regione (il Veneto :-D) son andato a dare un occhioal "portalone" www.regione.lazio.it [...] il sito non passa manco il livello A di accessibilità.Sto scrivendo al presidente della Regione Lazio :-)" [ R. Scano - Thu Jul 25 08:50:42 2002 ]Questa ed altre amenità sul thread:http://usenet.libero.it/cgi-bin/ViewArticle.epl?MESSAGE_ID=%3C6dN%258%2E135775$vm5%2E4458062%40news2%2Etin%2Eit%3E&TABLES=RECENT_MSG&RIFERIMENTO=%2Fcgi-bin%2FSearchNews%2Eepl%3FKEYWORDS%3DRegione%2BLazio%26x%3D26%26y%3D18%26TABLES%3DRECENT_MSGTutti possono toccare con mano:-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Un equilibrio precario
          - Scritto da: Luke
          Quali standard?quelli del w3c buffone
          il W3C non rilascia standard, ma
          raccomandazioni, informarsi e scrivere le
          cose come stanno non farsi forti del sapere
          due cose in più dei markettari.buffone il w3c e' l'unica entita' a rilasciare specifiche per quanto riguarda il web non le vuoi chiamare standard? chiamale come cazzo ti pare fatto sta' che se non consideri il w3c che resta?

          E si parlava del sito e siete usciti con
          discorsi che non centrano un cavolo, tutti
          esperti di usabilità e accessibilità
          ultimamente? Forse che è diventata una moda
          per spillare altri soldi ai clienti? non per
          tutti penso ma per qualcuno forse si.ma quali esperti buffone??? e' un dato di fatto che ad esempio un non vedente deve usare un browser testuale e che quindi le prove di accessibilita' devono essere fatte con tali browser.

          Scrivete del sito non delle vostre seghe
          mentali e su come si scrive in italiano,
          avrò fatto errori e se ci sono evitate di
          segnalarli sembra di essere all'asilo.ma sticazzi degli errori, non c'e' bisogno di essi per stabilire che sei buffone
  • Anonimo scrive:
    Re: Un equilibrio precario (SFOGO)
    - Scritto da: PorcoWeb
    internet e' diventato un cesso invaso da
    markettari, uebmaster (che poi che cazzo e'
    un webmaster???) improvvisati con front
    peggio, utonti coi loro worm per
    autluc,flash come se piovesse, spammers,
    ecc..AMEN DIO BONINO AMEN!aggiungo che il prossimo che mi telefona per sapere se lo prendo a lavorare perchè è un ueeeebbbemaster ueebbbbdesainer visto che programma con front peggio e fa grafica con fairre (vaccacheschifo) works....LO ASSUMO PER TOGLIERMI LO SFINZIO DI LICENZIARLO INFAMANDOLOSto settore sta diventando lo scarico di tutti quelli che non sanno che altro fare.NON CENTRA UN CAZZO CON IL TOPIC MA OHHHH QUANDO CE VO' CE VO'
    • Anonimo scrive:
      Re: Un equilibrio precario (SFOGO)
      - Scritto da: DIOBONINO
      AMEN DIO BONINO AMEN!
      aggiungo che il prossimo che mi telefona per
      sapere se lo prendo a lavorare perchè è un
      ueeeebbbemaster ueebbbbdesainer visto che
      programma con front peggio e fa grafica con
      fairre (vaccacheschifo) works....Se quelli che sono passati al lavoro da te non sapevano usarlo amen, ma sei ben lontano dalla verità, schifo non fa...anzi. Basta sapere usare i programmi, poi tutto funziona.LO ASSUMO
      PER TOGLIERMI LO SFINZIO DI LICENZIARLO
      INFAMANDOLOBravo...ottimo titolare...mi piacerebbe lavorare per te...solo per vedere che limiti hai e infamarti.
      Sto settore sta diventando lo scarico di
      tutti quelli che non sanno che altro fare.Certo...certo...perchè negli altri lavori?
  • Anonimo scrive:
    Re: Un equilibrio precario
    - Scritto da: Enyahin linea di massima ti do' ragione. ma quando il sito è di pubblica utilità credo che le priorità con cui lo si progetta debbano essere ben altre.ciaogodz
    • Anonimo scrive:
      Re: Un equilibrio precario
      - Scritto da: godzilla
      in linea di massima ti do' ragione. ma
      quando il sito è di pubblica utilità credo
      che le priorità con cui lo si progetta
      debbano essere ben altre.Certo... la cosa prioritaria è garantire l'accesso ai documenti a chiunque con qualsiasi tecnologia.
      • Anonimo scrive:
        Re: Un equilibrio precario
        - Scritto da: Roberto Scano


        - Scritto da: godzilla

        in linea di massima ti do' ragione. ma

        quando il sito è di pubblica utilità credo

        che le priorità con cui lo si progetta

        debbano essere ben altre.

        Certo... la cosa prioritaria è garantire
        l'accesso ai documenti a chiunque con
        qualsiasi tecnologia.Questo e' il punto.Ma che fine ha fatto il sito http://www.comunicazioni.it/wai solo testuale in html puro e con la validazione del W3C?
      • Anonimo scrive:
        Commento cancellato su richiesta degli interessati
        Commento cancellato su richiesta degli interessati
  • Anonimo scrive:
    Re: Un equilibrio precario
    Ciao, guarda che ti confondi.Non è questione di estetica, soprattutto per un portale di contenuti.Nessuno ti vieta di inserire come Background (gestito dal css) una bellissima gif che renda gradevole il tuo sito, ti viene però chiesto di usare in modo appropriato tag che identifichino gli oggetti, possibilmente usare le tabelle in modo cristiano ed evitare fronzoli come flash, livelli e cose non standard.Esistono siti accessibili ma complessi nella gestione dei contenuti, o addirittura con una versione semplificata. Se gestici i tuoi contenuti con un DB nessuno ti vieta di fare un output poco formattato dei contenuti in una versione parallela del tuo sitoUn cla che odia i fronzoli
    • Anonimo scrive:
      Re: Un equilibrio precario
      Guarda che tu non sai di cosa stai blaterando.Evidentemente tu di grafica non capisci un piffero. Nessun web-designer serio userebbe mai una GIF (per bella che possa essere) come sfondo al testo: questo è un artificio che usano i caciottari che si fanno la home page con FrontPage (peste li colga!) oppure i ricercatori universitari delle facoltà scientifiche (che quanto a web design sono altrettanto caciottari) i quali credono così di dare un tocco di ricercatezza alla loro pagina. Invece il risultato è solo testo poco leggibile. Fine.P.S. anche io odio le Flash intro e i siti in Flash in generale.- Scritto da: Cla
      Ciao, guarda che ti confondi.

      Nessuno ti vieta di inserire come Background
      (gestito dal css) una bellissima gif che
      renda gradevole il tuo sito
      • Anonimo scrive:
        Re: Un equilibrio precario
        Ho mai parlato di sfondo al testo?Dove sta scritto?Me lo indichi perfavore?Guarda che le gif non servono solo come sfondo al testo ...Cla
  • Anonimo scrive:
    Re: Un equilibrio precario

    Provare ad entrare in un sito con uno
    strumento "solo-testo" mi pare una autentica
    forzatura, Spiegalo ai ciechi che si connettono usando il sintetizzatore o la barra braille ...
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