WebKit: gli sviluppatori chiedono alternative ad Apple

WebKit: gli sviluppatori chiedono alternative ad Apple

Il gruppo di sviluppatori OWA nato da poco spera di convincere Apple a permettere l’uso di motori alternativi a WebKit su Safari per iOS.
Il gruppo di sviluppatori OWA nato da poco spera di convincere Apple a permettere l’uso di motori alternativi a WebKit su Safari per iOS.

Perché mai su iOS (e su iPadOS) l’unico motore di rendering ad essere usato deve essere WebKit? A chiederselo è Open Web Advocacy (OWA), un gruppo di sviluppatori nato da poco che vorrebbe appunto convincere Apple ad offrire la possibilità di usare su iPhone (e iPad) anche delle soluzioni alternative a quella in questione, di conseguenza permettendo ad altri browser di avere accesso alle medesime funzioni disponibili per Safari su mobile.

OWA chiede motori di rendering alternativi a WebKit su Safari per iOS

Il gruppo è nato per iniziativa di uno sviluppatore britannico e dichiara di mirare a favorire un Web maggiormente aperto, andando ad alleggerire alcuni dei requisiti più restrittivi che l’azienda di Cupertino applica verso le Web app, affermando che alcune delle attuali restrizioni dell’azienda andrebbero ad ostacolare le innovazioni su mobile.

Riportiamo di seguito quanto dichiarato, al riguardo, da Stuart Langridge, uno dei fondatori di OWA.

Qualsiasi browser su iOS, che sia etichettato come Chrome, Firefox o Edge, è effettivamente solo una skin di Safari, che rimane indietro rispetto altri browser, non essendoci concorrenti su iOS.

Diversamente da quel che accade su macOS, su iOS tutte le app in esecuzione devono usare WebKit come motore per il rendering del browser Web. Questo si traduce nel fatto che qualsiasi applicazione o browser su iPhone usa sempre Safari come base, pur presentando un’interfaccia diversa e nell’impossibilità per gli sviluppatori di accedere ad alcune funzionalità di Safari, come ad esempio l’integrazione con Apple Pay, Web NFC e altre API.

Le intenzioni principali di OWA sono di portare tutto all’attenzione della UK Competitions and Markets Authority (CMA) per cercare di convincerli che il gruppo della “mela morsicata” deve provvedere ad apportare delle modifiche alle sue politiche anticoncorrenziali. Resta quindi da vedere come si evolverà effettivamente la situazione.

Fonte: The Register
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Pubblicato il 2 mar 2022
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