WebTheatre/ La corsa all'oro di una webserie

di G. Niola - Una rappresentazione della realtà dei creativi in cerca di sostentamento attraverso un formato libero e indipendente da ogni vincolo. Klondike è una webserie che parla di sé

Roma – Da qualche settimana LaBuoncostume ha cominciato a postare sul proprio canale Klondike , webserie a basso budget e alto tasso di idee del collettivo responsabile di Kubrick una storia porno , Pong! , La deriva del Panda e non ultimo Il candidato (serie crossover con Filippo Timi andata su Rai Tre all’interno di Ballarò e ora disponibile su RAY). Lo svolgimento ha le tipiche caratteristiche di LaBuoncostume , vive di dialoghi che lentamente derivano verso una lieve forma di paradossale e gira intorno ad un argomento molto caro al collettivo, ovvero la vita e soprattutto la difficoltà di guadagnare per chi fa un lavoro creativo oggi. Il richiamo alla grande corsa all’oro parla da sé.

Klondike

Arrivato al terzo episodio, Klondike declina in diverse maniere le difficoltà lavorative, ama concentrarsi su quel che conosce meglio, ovvero il lavoro di scrittore per produzioni audiovisive o quanto possa pagare (anche app), ma non disdegna di guardarsi intorno agli ambiti limitrofi. In quello che forse è l’episodio migliore, L’eta fertile , ad esempio si parla più che altro del lavoro d’ufficio e delle difficoltà d’essere assunti a 30 anni e passa per una ragazza.

Con molta più decisione e meno metafore di ThePills o TheJackaL , LaBuoncostume si è sempre occupata della satira di costume, di guardare ciò che gli sta intorno e dichiarare attraverso storie di finzione tutto ciò che non va bene. Sono totalmente avulsi dallo stile tecnico e dalla messa in scena complessa che sembra funzionare di più in rete e, invece, più legati alla scrittura.
Klondike non pare realizzato per sfondare, si rivolge ad una piccola nicchia, ne racconta benissimo problemi e stimoli con un’onestà disarmante e alla fine, nel complesso delle produzioni per la rete italiane, è decisamente una delle più serie e ponderate.

Nonostante scrivano per la televisione (sia prima di essere passati alla rete che dopo), i membri de LaBuoncostume continuano a coltivare nel proprio canale una produzione meno conciliante e più divergente rispetto a quella su commissione. Utilizzando con più decisione degli altri il proprio canale per costruirsi un nome e una credibilità di nicchia, indirizzata ad addetti ai lavori, il collettivo ha dato vita anche al finto-show Lo spaziotempo del prof. Schiaragola e altri video più occasionali con ambizioni virali (ma è una parte minore della produzione). In questo senso LaBuoncostume costituisce un esempio tipico di professionisti della rete, formatisi al di fuori, fioriti in rete, finiti in televisione a monetizzare ma mai fuggiti davvero dalla rete perché là rimane il grosso del pubblico potenziale e il grosso delle potenzialità da esprimere. Hanno anche attraversato i diversi stadi delle webserie, da quelle molto figlie dell’impostazione e messa in scena di Camera Cafè (a cui alcuni di loro hanno lavorato) a quelle sempre più libere.

Con Klondike il collettivo ha ripreso quella che sembra la sua dimensione preferita, libera e senza le costrizioni di messa in scena che sfruttano in produzioni come Il candidato , addirittura hanno scelto la rischiosissima lunghezza di più di 15 minuti a puntata. Nonostante possa sembrare il minimo del rischio, la nuova webserie è in realtà molto diversa dal solito. Ci sono due personaggi principali, due creativi, attorno ai quali se ne muovono altri senza una linea orizzontale. Klondike non ha nemmeno una scrittura episodica come può essere quella dei Pills , cerca di dar vita ad un universo coerente senza una trama, cerca di spiegare per sineddoche la vita contemporanea dei propri coetanei tramite un’idea che è superiore a quella dei singoli episodi.

KLONDIKE – L’ETÀ FERTILE

KLONDIKE – IN CASO DI LAVORO NON PAGATO

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • evilripper scrive:
    Facebook pensa solo per se
    L'enorme differenza tra Facebook e Google è che Google almeno in parte ha sempre cercato di guadagnare e far guadagnare gli utenti mentre Facebook ha sempre cercato di guadagnare e basta. LA tristezza è che l'utente medio scarso ha premiato Facebook.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 luglio 2015 09.17-----------------------------------------------------------
  • caccamo scrive:
    Soluzione.
    Non offrire denaro a nessuno. Chi ha contenuti da voler sharare lo fa e basta.Vantaggi? Ci togliamo dalle scatole miliardi di video inutili in un battibaleno..
    • prova123 scrive:
      Re: Soluzione.
      - Scritto da: XXXXXmo
      Non offrire denaro a nessuno. Chi ha contenuti da
      voler sharare lo fa e
      basta.
      Vantaggi? Ci togliamo dalle scatole miliardi di
      video inutili in un
      battibaleno..infatti ci siamo persi giuseppe simone, no dico: GIUSEPPE SIMONE! dopo i primi 13 secondi di smarrimento, devo dire che si sta benessimo senza di lui:-)
  • Ethype scrive:
    Io non capisco
    Google vive da anni in violazione del diritto d'autore sul suo portale YouTube.Dov'è il problema se ora vive il problema contrario e altri sfruttano i contenuti da loro pubblicati?
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Io non capisco
      Non diciamo bischerate. Qui si sfiora il plagio.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 luglio 2015 00.36-----------------------------------------------------------
      • sgabbietto scrive:
        Re: Io non capisco
        pere per mele[img]http://claudia74.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2013/10/PERA-E-MELA.bmp[/img]
      • Ethype scrive:
        Re: Io non capisco
        - Scritto da: Sg@bbio
        Non diciamo bischerate. Qui si sfiora il plagio.quando è su youtube che si pubblicano video musicali, serie tv, cartoni animati, film... invece sia sarebbe?
        • Sg@bbio scrive:
          Re: Io non capisco
          Non facciamo finta di non capire, ci sono giornali che molto spesso prendono video su youtube pigliandosi pure la paternità di roba non loro, non confondiamo le cose.
          • sgabibbo scrive:
            Re: Io non capisco
            01/10
          • ratte scrive:
            Re: Io non capisco
            Hahahah! Vero... Ogni tanto quei giornalisti caproni di rainews restano con il tablet inchiodato in mano e noi ci vediamo in TV l'iconcina del loader di YT che gira a vuoto... LOL che branco di incompetenti e truffaldini.
    • bubba scrive:
      Re: Io non capisco
      - Scritto da: Ethype
      Google vive da anni in violazione del diritto
      d'autore sul suo portale
      YouTube.
      Dov'è il problema se ora vive il problema
      contrario e altri sfruttano i contenuti da loro
      pubblicati?non c'e' nessun problema, infatti. Chiamiamo Flora, che faccia causa a Facebook :)
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