WhatsApp: connessione proxy per aggirare i blocchi

WhatsApp: connessione proxy per aggirare i blocchi

WhatsApp permette di utilizzare un server proxy per aggirare i blocchi dei governi, garantendo privacy e sicurezza tramite crittografia end-to-end.
WhatsApp permette di utilizzare un server proxy per aggirare i blocchi dei governi, garantendo privacy e sicurezza tramite crittografia end-to-end.

I governi repressivi bloccano spesso l’accesso ai social media e ai servizi di messaggistica per evitare la diffusione di notizie scomode. In seguito alla censura attuata in Iran, WhatsApp ha deciso di aggiungere alle app Android e iOS il supporto per i server proxy. Volontari e organizzazioni possono quindi aiutare gli utenti a comunicare liberamente con amici e familiari.

WhatsApp: connessione tramite proxy

Il regime iraniano aveva bloccato l’accesso a WhatsApp per impedire ai cittadini di organizzare le proteste e condividere informazioni. L’azienda californiana aveva promesso che avrebbe fatto di tutto per ripristinare il servizio. La soluzione tecnica è rappresentata dall’accesso tramite proxy. Solitamente gli utenti installano una  VPN per aggirare il blocco, ma non funziona sempre (in Iran non serve a nulla).

WhatsApp sottolinea che la connessione tramite proxy garantisce lo stesso livello di privacy e sicurezza. Tutte le comunicazioni rimangono protette dalla crittografia end-to-end, quindi nessuno può leggere i messaggi o ascoltare le conversazioni.

Per sfruttare la funzionalità è necessario installare l’ultima versione dell’app e attivare la voce Usa proxy in Impostazioni > Spazio e dati > Proxy. Gli utenti devono quindi inserire l’indirizzo del proxy e toccare Salva. Ovviamente l’indirizzo IP del dispositivo verrà comunicato al provider del proxy.

Un server può essere creato e impostato da volontari e organizzazioni. WhatsApp consiglia di usare le porte 80, 443 o 5222, seguendo le istruzioni disponibili su GitHub. I proxy sono supportati anche da Signal. Potrebbero però rallentare il traffico, soprattutto durante le chiamate e la condivisione dei file. Ovviamente c’è sempre il rischio che le autorità scoprano l’indirizzo del server.

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Fonte: WhatsApp
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Pubblicato il 6 gen 2023
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