WhatsApp è più sicuro di iMessage, parola di Zuckerberg

WhatsApp è più sicuro di iMessage, parola di Zuckerberg

Mark Zuckerberg promuove la nuova campagna pubblicitaria a favore di WhatsApp dicendo che quest'ultimo è più sicuro e privato di iMessage.
Mark Zuckerberg promuove la nuova campagna pubblicitaria a favore di WhatsApp dicendo che quest'ultimo è più sicuro e privato di iMessage.

Mark Zuckerberg non ne ha il minimo dubbio: WhatsApp è più sicuro e privato di iMessage. Cò è da attribuire alla crittografia end-to-end che la celebre app di messaggistica di casa Meta sfrutta sia su Android che su iOS, pure nelle chat di gruppo, mentre la soluzione a marchio Apple passa all’impiego di “semplici” SMS quando si procede con l’invio verso dispositivi basati sulla piattaforma mobile del “robottino verde”.

WhatsApp: più sicuro e privato di iMessage

La dichiarazione (o per meglio dire la critica, che è un termine più appropriato) è stata fatta dal CEO di Meta nelle scorse ore, tramite un apposito post condiviso su Facebook e su Instagram, visibile di seguito, accompagnato dalla foto di una pubblicità di WhatsApp comparsa in Pennsylvania Station a New York. La campagna gioca tutta sul dualismo tra “Green Bubble” e “Blue Bubble”, mostrando entrambi insieme a una bolla di messaggi WhatsApp che dice semplicemente “Private Bubble”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Mark Zuckerberg (@zuck)

Meta aveva annunciato ad agosto che avrebbe attuato una campagna pubblicitaria su scala globale, a partire dal Regno Unito, con cui mettere in risalto le caratteristiche relative alla privacy dei suoi prodotti. Diciamo però che promuovere le proprie soluzioni in sfavore altrui potrebbe non essere esat il massimo della correttezza.

Nel suo post, comunque, Zuckerberg sottolinea inoltre come WhatsApp consenta di nascondere tutte le chat con il semplice tocco di un pulsante e che sono disponibili i backup crittografati end-to-end, tutte caratteristiche di cui iMessage ancora non dispone.

Al momento, è ancora troppo presto per dire se la campagna pubblicitaria attuata da Meta si stia rivelando effettivamente efficace oppure no, ma di certo i fatti del 2019 relativi alla privacy di Facebook e Cambridge Analytica hanno costituito un punto di svolta importante al riguardo.

Fonte: Neowin
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Pubblicato il 18 ott 2022
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