Wikipedia, due strumenti ne verificano l'affidabilità

Uno assegna colori allo sfondo delle pagine basandosi sulla reputazione dell'utente che ha redatto l'articolo, l'altro permette di risalire all'autore del contenuto per favorire la trasparenza
Uno assegna colori allo sfondo delle pagine basandosi sulla reputazione dell'utente che ha redatto l'articolo, l'altro permette di risalire all'autore del contenuto per favorire la trasparenza

Il dibattito riguardo all’ autorevolezza di Wikipedia potrebbe venire archiviato grazie a due strumenti tecno-social ai quali si potrebbe delegare un “controllo” dell’enciclopedia che altrimenti, basato sullo sforzo dei volontari, può non essere sufficiente a garantire contenuti di valore.

Il primo misuratore dell’affidabilità dell’enciclopedia libera, segnalato da LinuxElectrons e illustrato nei dettagli in un paper presentato al WWW 2007 , è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Università della California, capitanati dal professor Luca de Alfaro . L’algoritmo sviluppato da De Alfaro muove dall’ affidabilità del singolo contributore : analizzando la storia delle modifiche tracciata per ogni pagina da MediaWiki, si è in grado di risalire all’autore di ogni singola porzione di un articolo. Autori che, a loro volta, godono di una reputazione, calcolabile sulla base delle modifiche e delle cancellazioni alle quali i loro contributi sono stati sottoposti da altri utenti.

A differenza di quanto avviene per sistemi di feedback come quello previsto da eBay, nel quale sono gli utenti ad esprimersi riguardo all’affidabilità dei loro pari e nel quale, avvertiva già negli anni scorsi Dellarocas, gli utenti hanno la possibilità di falsare e manipolare il meccanismo che determina la reputazione, calcolare la reputazione per gli utenti di Wikipedia è un’operazione più immediata e oggettiva, poiché si basa non sull’utente ma sull’evolvere dei contenuti che l’utente pubblica . “L’idea è molto semplice – ha spiegato De Alfaro – se il contributo resiste alle modifiche si guadagna reputazione, mentre se il contributo viene vagliato e sostituito dalla versione precedente la reputazione scende”.

Su questa base si sta analizzando la reputazione di ciascun utente di Wikipedia, utile a stabilire la qualità dei contenuti pubblicati sull’enciclopedia libera. Confrontando la reputazione dell’utente che ha pubblicato il contenuto con il grado di affidabilità dell’utente che ha revisionato e modificato il contenuto, l’algoritmo è in grado di stimare l’affidabilità di ogni parola di Wikipedia .

In questo modo, dimostra una versione demo del programma, che finora opera su un migliaio di pagine, delle porzioni di articolo virano verso un arancione sempre più intenso, proporzionale all’inaffidabilità del contenuto. Allo stesso modo, è possibile consultare la storia delle modifiche della pagina: analizzare e confrontare le versioni che si sono susseguite nel tempo permette di apprezzare come i contenuti che resistono a ripristini e modifiche guadagnino progressivamente in autorevolezza.

Il sistema, spiega inoltre De Alfaro, ha l’intento di mantenere il clima collaborativo senza incentivare una competizione spietata fra pari, che potrebbe venire innescata dalla pubblicazione della valutazione dell’affidabilità di ciascuno.

Disvelare l’identità del contributore è invece l’obiettivo di WikiScanner , cane da guardia in grado di segnalare gli interventi faziosi e interessati , nonché numerose curiosità che popolano l’enciclopedia libera. Il tool, segnalato nel mese di agosto da Boing Boing , Wired , WebProNews e molti altri, è stato sviluppato da Virgil Griffith, studente del California Institute of Technology, desideroso di rendere Wikipedia una comunità più trasparente .

Si prospettano giorni difficili per coloro che confidano nell’anonimato, operando modifiche ai contenuti di Wikipedia e nascondendosi dietro ad un indirizzo IP: WikiScanner è in grado di incrociare i dati raccolti da MediaWiki e gli IP conservati in database pubblici, rivelando l’autore di rettifiche e cancellature. Dalla CIA al New York Times , dal Vaticano alla catena di grande distribuzione organizzata WalMart , tutti dimostrano interesse nell’operare sugli articoli di Wikipedia. Agirebbero con altrettanto zelo se Wikipedia fosse considerata inaffidabile?

Gaia Bottà

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

03 09 2007
Link copiato negli appunti