WiMax, un anno dopo

Viaggio per l'Italia alla ricerca di un bilancio dopo 12 mesi dall'assegnazione delle licenze. Da nord a sud, qualcosa si muove

Roma – L’ostacolo più grande non è tanto la frequenza, seppure i 3GHz non siano il massimo. E neppure la modalità di assegnazione o il costo delle licenze: questi sono “problemi” minori, nel senso che il costo non è stato neppure eccessivo secondo gli operatori coinvolti e per coprire le zone digital divise ci si riesce a mettere d’accordo. Il problema pare essere essenzialmente la burocrazia : così come accadde all’epoca dell’acquisizione dei siti per la telefonia mobile, qualche ritardo il WiMax l’ha accumulato proprio per via delle complicate procedure per l’ottenimento di tutti i permessi necessari a mettere in piedi le stazioni trasmittenti.

In ogni caso, confermano molti dei licenziatari, a 12 mesi di distanza il wireless a banda larga fa passi in avanti interessanti: c’è stato ancora qualche ritardo per via della tecnologia non ancora pienamente matura (ma che ora si avvia tranquillamente verso l’interoperabilità piena), ma la cosa sembra che proceda regolarmente. Lo conferma Abramo Volpi , direttore marketing di Aria , che spiega a Punto Informatico che questa è “una fase in cui tutti gli operatori stanno lavorando alacremente per implementare la rete e cominciare a testare e commercializzare i servizi”.

Inoltre, prosegue, si inizia anche a “valutare la risposta del mercato rispetto al lancio di questi servizi e della tecnologia, che in Italia è declinata per tutti o quasi in un’offerta banda larga e servizi voce VoIP”. Il risultato, anticipa Volpi, è piuttosto buono e al di sopra delle aspettative.

Anche Mandarin , operatore siciliano, è in fase avanzata dell’implementazione della propria rete: l’amministratore delegato Vincenzo De Caro racconta a Punto Informatico come qualche ritardo (anche se “non tutti lo dicono”) è stato legato a un po’ di attesa perché la tecnologia si stabilizzasse, sia per le base station che per gli apparati degli utenti. “Ora che la situazione si è stabilizzata, anche per una questione di interoperabilità, abbiamo iniziato da qualche mese ad erogare servizi per la clientela business: a brevissimo, già da questo mese di giugno, inizieremo anche a rivolgerci alla clientela residenziale”.

Da ottobre, prosegue De Caro, sono iniziate le installazioni a Catania e che proseguiranno fino a coprire le province di Ragusa, Siracusa, Enna, Caltanissetta e la parte sud di quella di Messina. “Nella seconda parte del 2009 – aggiunge – inizieremo a portare il backbone della rete e la struttura di trasporto in Sicilia occidentale, iniziando da Palermo”. Sempre che non ci si metta di mezzo la burocrazia : “Selezionare il vendor che fornisce gli apparati di rete necessari è un problema relativo – chiarisce Volpi – Lavorare con le Pubbliche Amministrazioni per tutto il processo di ottenimento dei permessi per l’installazione dell’antenna è una componente significativa: identificato il sito e selezionato il fornitore, occorre attendere il rilascio dei permessi, con tempi diversi a seconda della regione in cui si opera”.

Ci sono molti regolamenti comunali specifici che complicano il quadro, aggiunge Volpi, e quindi “al momento sono tutti fattivamente occupati a risolvere la cosa: c’è un’attività propedeutica all’installazione e poi c’è l’installazione effettiva, per arrivare alla quale occorre ottenere l’ok di comuni, regioni e ARPA, rispettando regolamenti sull’inquinamento elettromagnetico e le indicazioni delle sovraintendenze sui vincoli architettonici”. In ogni caso, ribadisce, “Chi ha cominciato a commercializzare il servizio come noi, anche su scala ridotta, ha bene o male riconosciuto una risposta del mercato molto positiva anche dal punto di vista della domanda. Il servizio funziona bene, offre una buona qualità e una discreta affidabilità, si posiziona come alternativa all’ADSL ma arriva anche dove l’ADSL non c’è”. Ed è proprio nell’ottica del principio della copertura del digital divide che si muove Mandarin: “Volendo è un elemento di differenziazione del WiMax – spiega De Caro – Non è un sostituto dell’ADSL su rete fissa, ma è possibile lanciare un’iniziativa come quella che stiamo approntando a Randazzo, a nordest dell’Etna, dove gli utenti lamentano problemi legati alla vetustà dell’infrastruttura in rame, e quindi si trovano in una situazione di micro-digital divide “. In prospettiva, in ogni caso, c’è anche la nomadicità: “Ci crediamo molto – conferma Mandarin – sono tutte comunque modalità di utilizzo strettamente legate alla copertura, e con il crescere di quest’ultima verranno col tempo”.

Impossibile non toccare a questo punto la questione frequenze : in molti hanno criticato la scelta italiana dei 3,5GHz, che in qualche modo limita la possibilità di gestire un meccanismo altamente pervasivo, puntando sulla possibilità di allargare il WiMax anche a 2,6GHz. Frequenza che tuttavia fa gola anche alla telefonia mobile. “Se fossimo stati negli anni d’oro della espansione delle telco, l’accesso alle risorse finanziare per l’acquisizione delle frequenze sarebbe stato gestito con maggiore tranquillità – spiega De Caro a Punto Informatico – Oggi sicuramente l’approccio va misurato, vanno tenuti in considerazione i ritorni di questi investimenti su tempi lunghi, soprattutto quando si considera il mercato residenziale”.

De Caro conferma che AGCOM è comunque molto attenta al problema, ed è stata investita da parte dei licenziatari WiMax di una serie di sollecitazioni in materia di garanzie che coprissero gli sforzi fatti per la creazione della nuova rete wireless : “Mettere in piedi un operatore di telecomunicazioni, pur regionale come nel nostro caso – aggiunge De Caro parlando della sua Mandarin – richiede sforzi organizzativi significativi, in termini di procedure di fatturazione, di marketing, di definizione di prodotti: la complessità non è paragonabile a quella di un ISP, piuttosto si avvicina a quella di un operatore mobile”.

Volpi, per conto di Aria, sgombra pure il campo rispetto all’altra grande questione: le licenze sono state pagate troppo ? “Non è questione di aver pagato troppo le licenze – spiega a Punto Informatico – In generale l’Italia non è molto attenta al tema dello sviluppo delle reti, non è sempre facile costruirne di nuove: gli enti locali non sviluppano meccanismi che facilitino la crescita dell’infrastruttura. Da questo punto di vista, occorre valutare i costi pagati: noi abbiamo un business plan che remunera quel valore, con tempi anche inferiori a quelli di un operatore mobile ma con problematiche differenti, ma non è tanto un problema di prezzo. Il ritorno dell’investimento passa dalla possibilità di sviluppare in tempi ragionevoli la rete”. La domanda, tutti lo ribadiscono, c’è: e forse tra gli assegnatari di licenza il meno attivo fino ad oggi è stato proprio l’incumbent della rete fissa, vale a dire Telecom Italia. Non stupisce che quindi abbia deciso di stringere un accordo proprio con Aria, un accordo tanto raro perché vede Telecom nella posizione di azienda che acquista un servizio da un’altra. “L’accordo nasce da un’idea, dalla voglia di avviare un processo intelligente di coopetition – spiega a Punto Informatico l’amministratore delegato di Aria, Mario Citelli – Telecom non aveva programmi particolari per il WiMax, presa com’è nelle scelte riguardanti NGN e fibra: abbiamo fatto un accordo, ci siamo presi la responsabilità di garantire anche gli impegni di copertura minima presi a suo tempo con il Ministero, perché crediamo che questa tecnologia possa essere vincente con livelli di massa critica adeguati”.

Non c’è il rischio, chiediamo, in era di Rapporto Caio che WiMax faccia la fine di Cenerentola, che venga relegata in un angolo anche rispetto ai finanziamenti in gioco in qualità di tecnologia subordinata ? “Investire nella fibra può essere complicato – aggiunge Citelli – Non ho difficoltà a pensare al WiMax come una tecnologia subordinata alla fibra: ma se in un paese del futuro la FTTH (fiber to the home, ndr) sarà il punto fisso sul piano tecnologico, basti pensare a Giappone o Corea che sono già avanti in questo discorso, l’Italia resta un paese con una geografia particolare. Ci sono molti comuni di piccole dimensioni da coprire, e per questo credo sia più giusto definire il WiMax come complementare più che subalterno”.

Attenzione poi, e questo lo sottolinea De Caro, a non ritenere il WiMax soltanto uno strumento per navigare : “Il WiMax non è solo connettività – chiarisce a Punto Informatico – nel nostro approccio non viene vista solo come una infrastruttura per navigare, per fare VoIP o stare sui social network: è una struttura di comunicazione machine to machine , serve ad abilitare una serie di servizi di videosorveglianza, di controllo del territorio, di monitoraggio del rischio idrogeologico”. La visione di Mandarin, aggiunge, “esprime bisogni e percezioni della Sicilia, diversi da altre aree della nazione: è una visione turistica, che insiste su aree suburbane o rurali che spesso soffrono pure di una scarsa copertura in rame”.

Si potrebbe, insomma, allo stesso tempo ampliare l’infrastruttura in grado di veicolare i servizi della pubblica amministrazione del territorio, e il citato rischio idrogeologico è solo uno degli esempi più immediati, ma pure tentare di esplorare nicchie di mercato specifiche altrimenti difficilmente percorribili, in sinergia con l’architettura fissa o mobile tradizionale. La stessa Aria, azienda umbra, come racconta Volpi ha un gran numero di esempi di occasioni nelle quali per tante ragioni anche dove l’ADSL (e quindi in teoria la banda larga) c’è, lo spazio per il WiMax resta comunque : basti pensare al centro storico di una città come Perugia, dove a volte ci sono piccoli buchi di connettività da coprire, o un servizio più efficiente da offrire al pubblico.

Sia Mandarin che Aria confermano di essere a buon punto dello sviluppo del servizio: la seconda, anche in virtù dell’accordo raggiunto con Telecom e grazie alle licenze acquisite per l’intero territorio nazionale, si avvia ad una copertura di diverse regioni già a partire da questi mesi e per tutto il 2010, con l’Umbria (dove gioca in casa) già a buon punto. Non è escluso che in futuro altri accordi tra gli operatori possano esserci in direzione di una “razionalizzazione del concetto di open network”, così la definisce l’AD Citelli, un po’ come successe nel ’98 all’epoca della liberalizzazione del fisso e degli oltre 300 operatori spuntati ovunque come funghi.

Le offerte, per i privati e le aziende, ormai sono sul mercato da qualche mese, e presto potrebbero anche allargarsi: resta da capire se l’impegno di queste aziende, e di Intel che continua a sponsorizzare ogni volta che è possibile la tecnologia, riusciranno a rilanciare e far affermare definitivamente il WiMax. Qualcosa si muove anche sull’altra sponda dell’oceano, ma nonostante siano trascorsi 12 mesi dall’assegnazione delle licenze italiane forse oggi è ancora presto per stilare un giudizio definitivo.

a cura di Luca Annunziata

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  • Por scrive:
    Arcade volleyball
    http://www.superherna.cz/pcnahledy/arcade-volleyball-ss1.gifQuesto si che è un gioco :) Se ne fossi capace vi farei un remake, magari con la fisica migliorata.A parte lo snobbismo di conoscere videogiochi "storici", fino a pochi anni fa ero un videogiocatore discretamente accanito, ma ora sinceramente mi annoio a giocare a +o- qualsiasi cosa, soprattutto se da solo. Ho provato la Wii di mio cugino ed è piuttosto divertente. Penso che la cosaXXXXX sia la novità del tipo di interazione, che in effetti fa passare in secondo piano la grafica non esagerata. Trovo, invece, abbastanza stupidi i videogiochi che assomigliano ai colossal cinematografici, perché rinunciano alla sperimentazione e all'innovazione. Quello che, secondo me, fa la differenza in un gioco sono i diversi meccanismi logici e i diversi problemi da risolvere. Per esmpio tetris, bidimensionale (e "discreto" nel senso che i blocchi si muovono a scatti), con grafica di solito bruttina, ma con un meccanismo che ti fa scervellare ma che non è frustrante, è dopo tanti anni ancora un gioco a cui un po' tutti farebbero una partita.
    • n.n. scrive:
      Re: Arcade volleyball
      esatto
    • saxabar scrive:
      Re: Arcade volleyball
      Io l'avevo preso in edicola con la rivista jackson e lo giocavo sull'8088, molto bello :)- Scritto da: Por
      http://www.superherna.cz/pcnahledy/arcade-volleyba

      Questo si che è un gioco :) Se ne fossi capace vi
      farei un remake, magari con la fisica
      migliorata.
    • salsedo scrive:
      Re: Arcade volleyball
      - Scritto da: Por
      http://www.superherna.cz/pcnahledy/arcade-volleyba

      Questo si che è un gioco :) Se ne fossi capace vi
      farei un remake, magari con la fisica
      migliorata.

      A parte lo snobbismo di conoscere videogiochi
      "storici", fino a pochi anni fa ero un
      videogiocatore discretamente accanito, ma ora
      sinceramente mi annoio a giocare a +o- qualsiasi
      cosa, soprattutto se da solo. Ho provato la Wii
      di mio cugino ed è piuttosto divertente. Penso
      che la cosaXXXXX sia la novità del tipo di
      interazione, che in effetti fa passare in secondo
      piano la grafica non esagerata. Trovo, invece,
      abbastanza stupidi i videogiochi che assomigliano
      ai colossal cinematografici, perché rinunciano
      alla sperimentazione e all'innovazione. Quello
      che, secondo me, fa la differenza in un gioco
      sono i diversi meccanismi logici e i diversi
      problemi da risolvere. Per esmpio tetris,
      bidimensionale (e "discreto" nel senso che i
      blocchi si muovono a scatti), con grafica di
      solito bruttina, ma con un meccanismo che ti fa
      scervellare ma che non è frustrante, è dopo tanti
      anni ancora un gioco a cui un po' tutti farebbero
      una
      partita.QUOTONE ;)
  • Vault Dweller scrive:
    Strano
    Se il costo dei videogiochi continua a salire, e serve un patrimonio per sviluppare, mi chiedo come mai continuino a fiorire studios indipendenti che con pochi soldi e molte idee riescono ad avee sucXXXXX.Un esempio? World of Goo, Cogs, Zeno Clash, Braid.Questi giochi dimostrano che una grafica curata e un buon gameplay possono competere con grafica stra-pompata e un gameplay fotocopiato dal venerando wolfenstein 3d.
    • utente utonto scrive:
      Re: Strano
      sono approcci al videogame totalmente diversi e anche per target diversi. Io sono il primo che si diverte come un matto a giocare a worms con gli amici, ma di certo non mi lascerò sfuggire un cod modern warfare 2. Se così non fosse ci sarebbe da chiedersi come mai la console più venduta in assoluto è la wii che ha la grafica più brutta di tutte le console dell'attuale gen.
      • ettore trope scrive:
        Re: Strano
        LA RISPOSTA E' SEMPLICE PER UN VERO GAMER:LA GRAFICA E' SOLO UNA COMPONENTE E NEANCHE LA PIU' IMPORTANTE QUANDO SI DEVE VALUTARE UN GIOCO.-----------------------------------------------PURTROPPO NEI VARI MEDIAWORLD SI TROVANO SOLO UOMINI DI 30/40 ANNI O RAGAZZI DI 15/20 ANNI CHE INTENDONO UN BEL GIOCO SOLO COME LUCENTEZZA DELLE CARROZZERIE DI GT5 O QUANTITA' DI SANGUE IN IN GIOCO VIOLENTO PER FARE ALCUNI ESEMPI.BENE HA FATTO SONY CON PS1 E PS2 A SFRUTTARE QUESTI IGNORANTI.PURTROPPO CON PS3 IL GIOCO NON RIESCE...DICIAMO ANCHE PERCHE' PIRATARE LA PS3 NON HA SENSO ANCORA...UN PO' PER LA SCARSITA' DI GRANDI TITOLI ,UN PO' PER IL BLURAY IN SE...CI SONO FORTI TIMORI SUL FATTO CHE FALLIRA' COME IL BETAMAX E COME L'UMD...LA VITTORIA SULL'HD-DVD POTREBBE DIVENTARE UNA VITTORIA DI PIRRO SE QUESTA CRISI PROSEGUE...
    • Utente 77 scrive:
      Re: Strano
      - Scritto da: Vault Dweller
      Se il costo dei videogiochi continua a salire, e
      serve un patrimonio per sviluppare, mi chiedo
      come mai continuino a fiorire studios
      indipendenti che con pochi soldi e molte idee
      riescono ad avee
      sucXXXXX.

      Un esempio? World of Goo, Cogs, Zeno Clash, Braid.

      Questi giochi dimostrano che una grafica curata e
      un buon gameplay possono competere con grafica
      stra-pompata e un gameplay fotocopiato dal
      venerando wolfenstein 3d.Quoto integralmente. Ubisoft appartiene a quella cerchia di Software House che vedono il futuro dei Videogames semplicemente come l'aumento della potenza di calcolo necessaria per farli girare. Uscendo dal mercato console basta vedere come la Blizzard domini tutt'ora il mercato dei MMORPG con un gioco uscito 5 anni fa e che tutt'ora ha una utenza di 11 milioni di giocatori _paganti_ (12 Euro al mese)
      • mura scrive:
        Re: Strano
        - Scritto da: Utente 77
        Uscendo dal mercato console basta vedere come la
        Blizzard domini tutt'ora il mercato dei MMORPG
        con un gioco uscito 5 anni fa e che tutt'ora ha
        una utenza di 11 milioni di giocatori _paganti_
        (12 Euro al
        mese)Vabbè non puoi fare un paragone del genere con un gioco tradizionale, un mmorpg continua ad esistere già solo per il discorso social gaming e per le continue infarciture di contenuti che portano il valore del gioco al di là della qualità/novità del motore grafico.
      • lroby scrive:
        Re: Strano
        - Scritto da: Utente 77
        Uscendo dal mercato console basta vedere come la
        Blizzard domini tutt'ora il mercato dei MMORPG
        con un gioco uscito 5 anni fa e che tutt'ora ha
        una utenza di 11 milioni di giocatori _paganti_
        (12 Euro al
        mese)peccato che ad ogni espansione uscita di World of Warcraft abbiano aumentato le richieste minime e consigliate dei pc, visto che aggiornano e migliorano costantemente la qualità grafica del gioco e il numero dei dettagli visibili.
        • Talking Head scrive:
          Re: Strano
          Ho qui davanti Frozen Thrones, la seconda espansione.Requisito consigliato (non minimo) una Radeon X1600. Scheda video che se non erro risale ad inizio 2006.Sono migliorati i dettagli e aumentate le richieste, ma erano bassi prima e sono bassi ora. Con un computer medio-basso del 2007 (come il mio, pagato 500) giochi ancora perfettamente a WoW a massimo livello di dettaglio.
          • LROBY non loggato scrive:
            Re: Strano
            - Scritto da: Talking Head
            Sono migliorati i dettagli e aumentate le
            richieste, ma erano bassi prima e sono bassi ora.
            Con un computer medio-basso del 2007 (come il
            mio, pagato 500) giochi ancora perfettamente a
            WoW a massimo livello di
            dettaglio.a 1920*1200 con 8x di AA? ne dubito proprio..ma se poi tu intendi dire a 800*600 o 1024*768 senza AA allora è un altro discorso..
          • Talking Head scrive:
            Re: Strano
            Alla massima risoluzione ammessa dal mio schermo, 1400x900, con AA 8x.Usa una GeForce 8800. Non perdo un frame planando con il mio grifone.
  • E.purator scrive:
    Aumento dei costi dei videogiochi??
    Non ho capito il discorso di Guillemot...o meglio, l'ho capito benissimo ma dovrebbe stare molto attento a quello che dice: produrre un gioco costerà, in media, 60M di euro. Da ciò consegue, sempre secondo Guillemot, che i prezzi al consumatore dovranno salire.La mia osservazione è: i prezzi dei videogiochi sono già altissimi, in media 60-70 euro per un videogioco "novità" su console. Volete davvero raddoppiare questo prezzo esagerato?? Ma siamo ammattiti?Beh, se è così la pirateria diventerà (giustamente) sempre più forte! Prezzi così alti sono **inammissibili**.Che producano cose meno "sciccose" a metà del budget stimato, se vogliono che la gente compri!
    • Lord Kap scrive:
      Re: Aumento dei costi dei videogiochi??
      - Scritto da: E.purator
      dice: produrre un gioco costerà, in media,
      60M di euro. Da ciò consegue, sempre secondo
      Guillemot, che i prezzi al consumatore
      dovranno salire.A dire il vero ha detto che, o riducono i margini di guadagno le ditte o alzeranno i prezzi dei videogiochi, con le conseguenze del caso.-- Saluti, Kap
    • n.n. scrive:
      Re: Aumento dei costi dei videogiochi??
      Il principale problema è, secondo me, una ulteriore riduzione dell'innovazione dei titoli in quanto un aumento dei costi spingerà le aziende verso modelli di gaming standard e collaudati. Inoltre la varietà di generi di game verrà ridotta: rimarranno fps, qualche piacchiaduro, giochi sportivi e action arcade tipo God of war o prince of percia. Rimarranno anche i gdr che diventeranno sempre più simili a film interattivi che a video game.Il caso del Wii è emblematico: i costi di sviluppo più bassi delle concorrenti hanno consentito alle SW house di "rischiare" con titoli più innovativi (e spesso molto divertenti) che fanno dimenticare il fatto che l'hw sia ridicolo rispetto alle concorrenti.
      • loose scrive:
        Re: Aumento dei costi dei videogiochi??

        Rimarranno anche i gdr che
        diventeranno sempre più simili a film interattivi
        che a video
        game.Gli utenti di rpg sono i più esigenti, una roba del genere non venderebbe. Semmai credo che si continuerà, come già detto, su gameplay e trame già stracollaudate, sarà solo la grafica a migliorare e le tasche dei fruitori a piangere.
    • Olindojr scrive:
      Re: Aumento dei costi dei videogiochi??
      Una cosa mi ha colpito: il confronto tra Ghostbusters per PS3 e per Xbox360, qui:http://arstechnica.com/gaming/news/2009/06/ghostbusters-graphically-youll-want-to-stick-with-the-360.arsIn pratica sconsigliano la versione per PS3 perchè graficamente inferiore a quella della rivale, e con qualche difetto come evidenziato dal filmato.Qual'è la ragione? Le caratteristiche hardware inferiori della PS3, il budget impiegato inferiore o la maggior difficoltà di programmazione?Tolte la prima e l'ultima per non scatenare flame e console-war, resta il budget inferiore, e allora perchè proporre un prodotto inferiore perchè il budget non consente di raggiungere una qualità migliore? Si potrebbe addirittura non recuperare i soldi investiti nella realizzazione, se non avrà sucXXXXX.Meglio allora concentrarsi su un altro prodotto del tutto nuovo più alla portata della software house e della console, invece di sprecare così milioni di dollari.In casi come questo, quando la qualità è percettibilmente inferiore alle aspettative, proporrei il prodotto ad un prezzo inferiore invece di allinearlo a quello della versione realizzata con più cura o comunque di migliore impatto.
    • Por scrive:
      Re: Aumento dei costi dei videogiochi??
      Forse si riferiva ai costi di archiviazione e trasmissione dati :D
    • Salanitro scrive:
      Re: Aumento dei costi dei videogiochi??
      Ma perché, tu vai abitualmente a rubare le Lamborghini dai concessionari perché sono troppo prestanti e costose?
    • Talking Head scrive:
      Re: Aumento dei costi dei videogiochi??
      Non c'è comunque alcun motivo economico per cui dovrebbero aumentare i costi al dettaglio o diminuire i margini. Ricordiamo che i costi non sono costi di produzione, ma di progettazione. Raddoppiando la quantità venduta puoi raddoppiare i costi senza modificare nulla.E' realistico raddoppiare la quantità venduta? Assolutamente sì. Perché l'incremento dei costi non è dato da cambiamenti nei costi dei fattori di produzione (ad esempio se raddoppiano i salari dei programmatori) ma semplicemente dal fatto che ora, se vuoi, puoi investire di più per farlo "meglio" (e quindi, realisticamente, tagliare dalla competizione gli altri).Se attualmente ci sono 5-6 aziende che possono permettersi di produrre giochi da 30M di euro, in futuro ce ne saranno 2-3 che produrranno giochi da 60M di euro e le altre, se non possono permettersi di investire tanto senza alzare i costi, continueranno a spenderne 30 o passeranno a 20. Diminuisce la concorrenza, aumentano gli acquirenti e si coprono le spese.Negli anni '90 i negozianti si facevano fare il software per il magazzino da smanettoni che si facevano pagare una milionata di vecchie lire per un database che richiedeva un paio di settimane di lavoro/uomo. Ora software simili richiedono centinaia di settimane di lavoro/uomo, sono molto superiori e costano 10 in edicola. Sono diminuiti i margini? No, semplicemente invece di riprodurre un programma per un cliente lo si riproduce per migliaia di clienti.
  • exMetallica scrive:
    Se non hai idee ...
    Se non hai idee bisogna metterci i soldi, si è già visto ed inventato tutto ? Bah, Guitar Hero non credo sia costato molto ed il franchising ha avuto e continua ad avere un sucXXXXX al pari di giochi ad altissimo budget.
    • Paracelso scrive:
      Re: Se non hai idee ...
      Oddio, ma se Apple fa una console, vi immaginate cosa succederà? Avremo le guerre tra fanboy moltiplicate per 1000. No vi prego, non fatela!!!
      • attonito scrive:
        Re: Se non hai idee ...
        - Scritto da: Paracelso
        Oddio, ma se Apple fa una console, vi immaginate
        cosa succederà?


        Avremo le guerre tra fanboy moltiplicate per
        1000. No vi prego, non
        fatela!!!Una consol Apple? perche no?Di Apple si puo' dire peste e corna, ma sicuramente sono stati una rivoluzione nel pensiero informatico (e non solo) del pianeta.Se presentassero una consol di gioco sarebbe qualcosa del tipo "ed ora, qualcosa di completamente diverso".
        • mura scrive:
          Re: Se non hai idee ...
          Bhè a dire il vero una console hanno già provato a farla un po' di tempo fa e non è che sia stato proprio quel sucXXXXXne anzi, diciamo pure che è stato un super colossale flop (ma tutto questo prima che Jobs tornasse a dirigere Apple)http://it.wikipedia.org/wiki/Apple_Pippin
          • utente utonto scrive:
            Re: Se non hai idee ...
            - Scritto da: mura
            Bhè a dire il vero una console hanno già provato
            a farla un po' di tempo fa e non è che sia stato
            proprio quel sucXXXXXne anzi, diciamo pure che è
            stato un super colossale flop (ma tutto questo
            prima che Jobs tornasse a dirigere
            Apple)

            http://it.wikipedia.org/wiki/Apple_PippinIl fail sta già nel nome :rotfl:
          • ettore trope scrive:
            Re: Se non hai idee ...
            HHAHAHHE' EVRO IL "PIPPIN"!!!CHE XXXXX DI CONSOLE!!!!FU UN FIASCO ASSURDO!!!
  • Den Lord Troll scrive:
    senti chi parla !?
    Hercules (noto marchio) venne acquistato da ELSA nell'agosto 1998, ma questa fallì (dovendosi caricare sul groppone i debiti dell'acquisita) e rivendette il brand a Guillemot Corp. Perché non vi siete comprati a suo tempo Power_VR e come si dice: "potevate pensarci prima?" (al futuro) .... un AGEIA made by Power_VR si che sarebbe stato interesante....
    • Jeronimo scrive:
      Re: senti chi parla !?
      Potresti chiarire il tuo intervento? Non capisco cosa mai ti abbiano fatto i Guillemot. Traspare solo tanto astio ma non si capisce perchè.
    • Quadro scrive:
      Re: senti chi parla !?
      pensa a vivere nella vita reale invece che pensare ai power ranger
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