Win XP solleva vento e fiamme sul mercato

Con il suo nutrito bagaglio di nuove funzionalità, Windows XP minaccia da vicino il business di molti rivali di Microsoft. Come Kodak e AOL, che accusano il colosso di pilotare gli utenti e fare concorrenza sleale


Roma – L’imminente Windows XP sembra destinato a sollevare un gran polverone, soprattutto per via di tutte le nuove funzionalità che Microsoft ha deciso di integrarvi.

Da un lato, vi sono le proteste degli utenti e delle associazioni dei consumatori, proteste che vertono soprattutto sull’integrazione nei nuovi prodotti di Microsoft del meccanismo di protezione Product Activation e dei possibili rischi per la privacy che questa ed altre funzionalità possono portare con sé.

Dall’altro lato vi sono i timori dei concorrenti di Microsoft, che vedono nella crescita dei servizi e dei software integrati in Windows un grosso pericolo per le loro attività ed una forma di concorrenza sleale da parte del big di Redmond.

Nonostante il tribunale americano stia elaborando delle soluzioni atte a ridimensionare il monopolio Microsoft, Windows XP arriverà in commercio con una mole di novità senza precedenti: l’unico passo indietro Microsoft lo ha fatto sugli Smart Tag , eliminandoli da Windows XP, e sui contratti di licenza con gli OEM , a cui ha lasciato più libertà nel modificare alcuni aspetti del desktop di Windows.

Dopo la pioggia di proteste che ha convinto Microsoft ad eliminare dal suo nuovo sistemone gli Smart Tag, le accuse sulle quali gli esperti sono divisi hanno toccato molti altri punti, quali l’assenza in XP di un codec MP3 , l’ eliminazione della Java Virtual Machine , l’introduzione di servizi on-line gestiti dalla stessa Microsoft, l’integrazione di software non direttamente correlati al sistema operativo ed altro ancora. Oltre a questo, diversi soggetti hanno chiesto di recente che il lancio di Windows XP venga ritardato .

A questo punto risulta difficile anche per il tribunale americano stabilire cosa sia legittimo e cosa non lo sia, e quale grado di libertà spetti a Microsoft nell’aggiungere nuove funzionalità e servizi all’interno di un sistema operativo che, nel mercato desktop, ricopre all’incirca il 90% del mercato.

Le ultime frecce sono state scagliate da Kodak e da AOL, due aziende che hanno accusato Microsoft di voler pilotare le scelte degli utenti. Ecco come.


L’ultima grossa impresa a sentirsi minacciata dalle nuove capacità di Windows XP è Kodak, un colosso del settore fotografico che sembra non aver affatto gradito l’inserimento nel nuovo sistemone di Microsoft di un software per l’editing ed il ritocco fotografico nonché di un wizard per la pubblicazione e la stampa di immagini sul Web.

“Crediamo che Windows XP limiti la scelta degli utenti quando esso integri applicazioni per la fotografia digitale”, ha commentato Anthony Sanzio, portavoce di Kodak. “Crediamo anche che Microsoft riservi alle sue applicazioni un trattamento speciale… e piloti i consumatori”.

Proprio ad inizio settimana Kodak e AOL hanno annunciato un grosso aggiornamento al loro servizio on-line “You’ve Got Pictures” per l’archiviazione, la condivisione e la stampa di foto.

Microsoft si difende dalle accuse rivoltegli da Kodak sostenendo che quest’azienda vorrebbe soltanto che Windows XP utilizzasse il suo software per gestire qualsiasi cosa abbia a che fare con le immagini.

Kodak ribadisce però il fatto che Windows XP renderebbe assai difficile per gli utenti modificare l’applicazione di default per l’apertura delle immagini ed accusa inoltre Microsoft di farsi pagare per inserire nuovi servizi on-line legati alla stampa fotografica nella lista predefinita che Windows XP proporrà agli utenti del suo software grafico.

Microsoft, che non nega di pretendere una certa somma di denaro dalle aziende che desiderano essere inserite nella lista, sostiene che l’utente continua ad avere la piena facoltà di modificare questa lista ed aggiungere altri link di sua preferenza. Ma non c’è solo questo in ballo.


Come si è ricordato in precedenza, qualche tempo fa Microsoft modificò il contratto di licenza di Windows con gli OEM per garantire maggiore flessibilità ai produttori nel variare l’aspetto del desktop e dei menù di XP e consentire loro di aggiungere link a software e servizi di terze parti.

Evidentemente Microsoft si è accorta di aver concesso un po’ troppa libertà ai suoi avversari nel momento in cui AOL, sua acerrima nemica nel campo dei servizi on-line, ha convinto il secondo produttore di PC al mondo, Compaq, a collocare sul desktop delle sue pre-installazioni di Windows XP un’icona ai propri servizi Internet.

In seguito alla mossa della rivale, Microsoft ha deciso di rivedere le proprie concessioni agli OEM ed imporre come limitazione a questi ultimi l’obbligo di inserire, insieme ai servizi Internet di terze parti, l’icona di MSN. In questo modo Microsoft sostiene di voler evitare che i suoi rivali possano guadagnare una posizione esclusiva sul desktop di Windows XP “rischiando di limitare la possibilità di scelta degli utenti”.

Ma secondo Compaq, il rischio che qualcuno monopolizzi il desktop di XP davvero non sussiste visto che nei loro PC saranno presenti le icone ai portali di MSN, AOL e CompuServe. Rispetto alle sue rivali, Microsoft avrà oltretutto il vantaggio di piazzare il link a MSN nella pagina iniziale di Internet Explorer.

Secondo alcuni analisti, la mossa di Microsoft sottolinea ancora una volta l’estrema importanza che i servizi Internet rivestono nelle strategie del colosso di Redmond, soprattutto in vista di HailStorm e dei primi Web service che nasceranno in seno a .NET.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    GIustissimo...
    e' vero...io nella mia azienda ho messo dei filtri utilizzando lo snort, e il virus sircam non passa....Non ci vuole niente, ed e' abbastanza semplice
  • Anonimo scrive:
    Gratis non vuol dire abolire legge su privacy
    Gratis non vuol dire abolire legge su privacyUn provider che offre servizi gratuitiacquisice dati personali dei suoi utenti, datiche sono tutelati dalla legge sulla privacy;tale legge impone misure di sicurezza per impedireche i dati vengano rubati o utilizzatiimpropriamente; tra le misure di sicurezza a quando pare si evidenzi nell'articolo c'e`l'adozione di antivirus sui server e l'aggiornamento continuo del software;ho l'impressione che molti Internet ServiceProvider adducendo la motivazione che il loroservizio e`gratuito pretendano piu`o menoapertamente l'impunita` per reati contro laprivacy quali la vendita a terzi senzaautorizzazione e l'uso dei loro host perl'invio di pubblicita`indesiderata.Avv.Giuseppe Silvestre
    • Anonimo scrive:
      Re: Gratis non vuol dire abolire legge su privacy
      per quanto questo uso della legge mi faccia veramente schifo (e anche il suo spiattellare così queste regole per mostrare come rompere le scatole alla gente che lavora)credo che sia da temere che accada proprio come dice lei... Sig. Avv...Purtroppo quella parte della legge sulla privacy fa schifo e quindi chi ci si vede invischiato è costretto a difendersi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Gratis non vuol dire abolire legge su privacy

      Un provider che offre servizi gratuiti
      acquisice dati personali dei suoi utenti,
      dati
      che sono tutelati dalla legge sulla privacy;
      tale legge impone misure di sicurezza per
      impedire
      che i dati vengano rubati o utilizzati
      impropriamente; tra le misure di sicurezza
      a quando pare si evidenzi nell'articolo c'e`
      l'adozione di antivirus sui server e
      l'aggiornamento continuo del software;Ma questo non c'entra assolutamente nulla con il problema iniziale: i filtri antivirus di cui si parla servono per evitare infezioni da virus nei sistemi di chi riceve la posta, non di chi la smista. Un server non è infettabile dal Sircam o da altri virus, a meno che chi lo amministra sia tanto stupido da usarlo anche come stazione di lavoro.I server devono essere amministrati correttamente e non avere buchi che possano compromettere la riservatezza delle informazioni contenute, indipendentemente dal fatto che il servizio sia offerto a pagamento o a titolo gratuito, ma i filtri antivirus nella posta non hanno nulla a che vederecon questo problema.
      ho l'impressione che molti Internet Service
      Provider adducendo la motivazione che il loro
      servizio e`gratuito pretendano piu`o meno
      apertamente l'impunita` per reati contro la
      privacy quali la vendita a terzi senza
      autorizzazione e l'uso dei loro host per
      l'invio di pubblicita`indesiderata.Da cosa deriva questa impressione? Gli obblighi imposti dalla legge e dal regolamento che parla delle 'misure minime' da adottare non contemplano discriminanti sulla base della gratuità o meno del servizio, e nei servizi dati gratuitamente la cessione dei dati personali a terzi deve essere espressamente accettata dall'utente per poter accedere al servizio, non mi sembra ci sia alcun bisogno di giustificarla come 'un incidente'.
  • Anonimo scrive:
    Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
    Fino a che si parla di server SMTP open relay, siamo tutti d'accordo. Quando invece si parla di filtri sulla posta, le cose si complicano. Si fa presto a dire 'antivirus', ma dal mio punto di vista se il mio provider bloccasse dei messaggi di posta perché a suo dire 'contengono virus', io cambierei provider immediatamente. Nulla impedisce che possano essere montati dei filtri anti virus, ma detti filtri devono essere espressamente approvati dall'utente con una procedura di 'opt-in', e comunque detta approvazione deve potere essere revocabile (i.e. il controllo anti virus deve poter essere attivabile e disattivabile sulla base della singola casella) in qualsiasi momento.In caso contrario siamo di fronte a una ispezione delle mie email personali da me mai autorizzata, e a un filtro che parimenti io non ho mai autorizzato. Se questo può andare bene nel momento in cui l'email contiene realmente un virus, non va più bene nel caso che l'antivirus si sbagli e dia un falso positivo con conseguente rimozione ingiustificata di un messaggio che avrei dovuto ricevere.Quindi, nulla vieta che i provider mettano dei filtri, ma detti filtri devono essere attivati solo dietro specifica approvazione del cliente, non in altri casi, che riconosce e accetta il fatto che un errato riconoscimento può far passare comunque un messaggio pericoloso o bloccarne uno innocuo. Detti filtri sono comunque una cortesia (o un servizio regolarmente pagato) nei confronti del cliente, non devono essere visti come un obbligo del provider: chi riceve la posta è il solo responsabile del suo contenuto e del suo uso, il provider non c'entra nulla e non deve essere obbligato a prendere costosi provedimenti solo perché gli utenti non sono in grado di farlo al posto suo. La stessa cosa si potrebbe riferire alla insicurezza di Outlook: abbiamo una ditta che ha venduto una montagna di licenze di windows contenentei in dotazione un programma Outlook[ express] con una montagna di buchi di sicurezza, mi pare ovvio quindi che siano i provider a doversi sobbarcare il carico dei controlli per evitare incidenti, non l'utente che ha acquistato un software bacato, né ovviamente chi questo software bacato l'ha costruito e ci ha lucrato abbondantemente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
      - Scritto da: DPY
      Fino a che si parla di server SMTP open
      relay, siamo tutti d'accordo. Quando invece
      si parla di filtri sulla posta, le cose si
      complicano. Si fa presto a dire 'antivirus',
      ma dal mio punto di vista se il mio provider
      bloccasse dei messaggi di posta perché a suo
      dire 'contengono virus', io cambierei
      provider immediatamente. Nulla impedisce che
      possano essere montati dei filtri anti
      virus, ma detti filtri devono essere
      espressamente approvati dall'utente con una
      procedura di 'opt-in', e comunque detta
      approvazione deve potere essere revocabile
      (i.e. il controllo anti virus deve poter
      essere attivabile e disattivabile sulla base
      della singola casella) in qualsiasi momento.

      In caso contrario siamo di fronte a una
      ispezione delle mie email personali da me
      mai autorizzata, e a un filtro che parimenti
      io non ho mai autorizzato. Se questo può
      andare bene nel momento in cui l'email
      contiene realmente un virus, non va più bene
      nel caso che l'antivirus si sbagli e dia un
      falso positivo con conseguente rimozione
      ingiustificata di un messaggio che avrei
      dovuto ricevere.Il messaggio non lo perdi, perdi l'allegato o comuqnue sia solo la parte dannosa. Almeno questo accade dove lavoro io. Nel caso volessi inviarti il SirCam non potrei in quanto l'allegato verrebbe bloccato mentre il testo del messaggio non avrebbe problemi a ricevere il tuo indirizzo. Allo stesso tempo io verrei avvisato del fatto di averti inviato un virus, cosi' come il gruppo IT.Ora a lavoro questo e' accettabile, ma seconde me e' accettabile anche a livello privato perche' secondo me la sicurezza ti tutti e' un bene piu' importante della sicurezza dei singoli. E poi perche' pensare sempre che ci sia del software maligno che si mette a sbirciare nei miei messaggi...che diamine.
      Quindi, nulla vieta che i provider mettano
      dei filtri, ma detti filtri devono essere
      attivati solo dietro specifica approvazione
      del cliente, non in altri casi, che
      riconosce e accetta il fatto che un errato
      riconoscimento può far passare comunque un
      messaggio pericoloso o bloccarne uno
      innocuo. Detti filtri sono comunque una
      cortesia (o un servizio regolarmente pagato)
      nei confronti del cliente, non devono essere
      visti come un obbligo del provider: chi
      riceve la posta è il solo responsabile del
      suo contenuto e del suo uso, il provider non
      c'entra nulla e non deve essere obbligato a
      prendere costosi provedimenti solo perché
      gli utenti non sono in grado di farlo al
      posto suo. Magari non deve essere obbligato, ma alcuni potrebbero iniziare a considerare certe opzioni. So che Network Associates ha un prodotto che si autoaggiorna, risiede tra il firewall e il mail server, ed impedisce che messaggi in entrata o in uscita contengano virus. Secondo me quello e' un vantaggio anche per coloro che pagano per la banda utitlizzata: meno banda sprecano con messaggi inutili, e meno pagano.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
        in linea di principio sono d'accordo con la parte tecnologica del tuo discorso.ma sulla parte "tecno-comunista" non sono d'accordo.Non puoi decidewre tu se la MIA sicurezza (sono un singolo) è più importante della sicurezza di tutti.Eventualmente TU ti fai gestire la TUA posta come vuoi. Ma non puoi decidere come fare sulla mia.Poi magari alla fine scegliamo la stessa cosa, ma voglio farlo scegliendo liberamente.
        • Anonimo scrive:
          Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
          - Scritto da: Anally Correct

          ma sulla parte "tecno-comunista" non sono
          d'accordo.E quindi proponi una "tecno-anarchia" ? :-)
          Non puoi decidewre tu se la MIA sicurezza
          (sono un singolo) è più importante della
          sicurezza di tutti.E infatti non lo decido io, ma le leggi fatte da organi che rappresentano la comunita'.
          Eventualmente TU ti fai gestire la TUA posta
          come vuoi. Ma non puoi decidere come fare
          sulla mia.Questo e' giusto, pero' si ricollega a quanto sopra. Non sono io singolo gestore di un ISP che decido ma lo faccio perche' c'e' una legge.
      • Anonimo scrive:
        Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.

        Ora a lavoro questo e' accettabile, ma
        seconde me e' accettabile anche a livello
        privato perche' secondo me la sicurezza ti
        tutti e' un bene piu' importante della
        sicurezza dei singoli. E poi perche' pensare
        sempre che ci sia del software maligno che
        si mette a sbirciare nei miei messaggi...che
        diamine.Allora su questa base sottoponiamo a censura preventiva tutto quello che passa per la rete, così avremo la sicurezza assoluta. Non ha la minima importanza il fatto che il tutto sia fatto con metodologie automatiche, se oggi viene fatto con dei criteri che l'utente non può conoscere a priori e deve accettare supinamente, domani potrebbe venire fatto con ben altri criteri e scopi. Inoltre, il discorso sulla 'sicurezza di tutti' è mal posto: con i filtri si protegge la sicurezza del singolo utente, non la sicurezza 'di tutti', i virus non sono ancora una minaccia tale da mettere in ginocchio la rete stessa, né la sua sopravvivenza, hanno un costo enorme solo perché provano danni alle macchine dei singli utenti, e visto che qeuste macchine sono tantissime, sono alti anche i costi di bonifica.
        • Anonimo scrive:
          Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
          Ma scendi dal pero!Un provider, già da anni, può sapere quando vai a gabinetto! Tiene traccia di tutte le tue transazioni e navigazioni e se richiesto dagli organi inquirenti, ne può fare un resoconto dettagliato. E tu ti stai a masturbare mentalmente sul problema della privacy! Inoltre i filtri automatici esistono da millenni e non sono certo dannosi in caso di rapide epidemie virali. Inoltre coi processi alle intenzioni non si va' da nessuna parte.Benvengano i filtri e gli antivirus centralizzati sui provider. Magari con un gradevole e automatico avviso ai mittenti involontari delle mail infette.
          • Anonimo scrive:
            Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.

            Ma scendi dal pero!
            Un provider, già da anni, può sapere quando
            vai a gabinetto! Tiene traccia di tutte le
            tue transazioni e navigazioni e se richiesto
            dagli organi inquirenti, ne può fare un
            resoconto dettagliato.Questo lo dici tu: forse non ti rendi conto che fare quello che dici tu ha un costo, un costo elevato, come tale nessuno va a farlo preventivamente solo per fare un piacere alle forze dell'ordine. In generale vengono loggate le connessioni, eventualmente con il numero di telefono (non sempre), e viene tenuta traccia dei messaggi che passano per i server SMTP: data ora mittente destinatario e IP di provenienza. Non discuto che si possa anche credere a una cosa come quella che dici tu, nè discuto che in casi particolari (ma solo in quelli) la cosa possa essere vera, la cosa che mi disgusta è la sicurezza con cui hai fatto una tale affermazione, prova evidente che chi sa di meno è il più arrogante a voler 'provare' le sue affermazioni.
            E tu ti stai a
            masturbare mentalmente sul problema della
            privacy! Inoltre i filtri automatici
            esistono da millenni e non sono certo
            dannosi in caso di rapide epidemie virali.Ed ecco l'altro modo di cambiare discorso: non ho detto che i filtri non devono esserci, ma solo che DEVONO ESSERE ESPRESSAMENTE APPROVATI DALL'UTENTE. Nel momento in cui l'utente dice 'si' può farsi filtrare anche le parolacce, in assenza di questo i messaggi devono arrivare così come partono. In particolare io VOGLIO RICEVERE i messaggi esattamente come mi vengono mandati, provvedo autonomamente a vedere cosa contengono e a isolare i contenuti pericolosi, a capire chi li ha mandati ed eventualmente avvertirlo. Se questo diritto mi viene negato, prima o poi ci sarà chi su questa stessa negazione si sentirà autorizzato a 'filtrarmi le telefonate' d'ufficio con la scusa che le parolacce potrebbero urtare la mia fragile sensibilità. Sarà paradossale, ma il principio è lo stesso. Se poi sei convinto che la marea degli utenti è bue e deve essere trattata da bue, facendo per loro quello che 'noi sappiamo essere giusto', rimani pure con i tuoi buoi e non lamentarti quando i controlli saranno molto maggiori di quelli di adesso, e srà una cosa palese, non nascosta e/o occasionale come ora. Tu sei convinto di avere già buttato alle ortiche la tua privacy e te ne compiaci, io no, e cercherò di fare quello che posso perché questo avvenga più tardi possibile.
            Inoltre coi processi alle intenzioni non si
            va' da nessuna parte.No, infatti, le ammissioni supine che ormai la nostra privacy è alle ortiche sono molto più costruttive.
    • Anonimo scrive:
      Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
      Capisco il problema che poni, darebbe fastidio anche a me se qualcuno così, arbitrariamente mi tagliasse la posta in arrivo anche se questi fossero dei virus.Dove lavoro abbiamo messo un antivirus sul ns mail server impostandolo per controllare la presenza di virus nei file allegati e, in caso rilevi la presenza del virus:A) prova a pulire il virus e se ci riesce il messaggio continua la sua strada tranquillamenteB) non è possibile pulire il virus.In questo caso l'allegato viene salvato in un area di quarantena, il messaggio continua la sua strada con allegato una segnalazione contenete un numero di ticket e il presunto virus individuato. Se il cliente vuole comunque l'allegato invia la una mail con il n° di ticket e noi gli mandiamo comunque il suo allegato.E' un compromesso per diminuire la spazzatura che occupa banda inutile, per proteggere quegli utenti che non hanno neanche la più pallida idea di queste problematiche e che, a mio parere, non viola la privacy di nessuno in quanto nessuno vede il contenuto delle mail e chi decide di bloccare un allegato è un programma automatico.Ciao Cesare
      • Anonimo scrive:
        Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
        mi pare sensato ed intelligente, onesto, corretto.Siete gente seria e mi piacete!Che sia ricchione?:-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.

        Capisco il problema che poni, darebbe
        fastidio anche a me se qualcuno così,
        arbitrariamente mi tagliasse la posta in
        arrivo anche se questi fossero dei virus.
        Dove lavoro abbiamo messo un antivirus sul
        ns mail server impostandolo per controllare
        la presenza di virus nei file allegati eIl server di una azienda è un problema diverso: nel tuo caso esiste una policy per il trattamento dell'email, imposta dall'alto e che tutti i dipendenti devono seguire. Visto che si tratta del server privato di una azienda, possono imporre quello che vogliono (purché i dipendenti ne siano a conscenza), blocchi e filtri compresi.Diverso è il caso di un server usato da più utenti distinti: se il provider fornisce il 'servizio di email' deve fornire l'email, così come arriva e senza alterazioni arbitrarie. Se vuole fornire filtri, deve offrirli come prestazione aggiuntiva da richiedere espressamente e in quel caso l'utente deve accettarne le possibili conseguenze. Iniziare ad accettare supinamente che il servizio di posta elettronica nudo e crudo possa avere di defaultdei filtrinon rimuovibili significa solo aprire un precedente che in futuro potrebbe essere utilizzato per imporre filtri di ben altro genere, completamente fuori del controllo dell'utente.Anche il discorso della possibilità di recuperare comunque il messaggio infetto non è sufficiente, in quanto richiede comunque l'intervento manuale dell'utente e, nel caso che descrivi tu, anche quello del sistemista, una cosa piuttosto difficile da ottenere tempestivamente per un messaggio arrivato di sabato pomeriggio :-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Protezioni sì, ma fino a un certo punto.
          - Scritto da: DPY
          Il server di una azienda è un problema
          diverso: nel tuo caso esiste una policy per
          il trattamento dell'email, imposta dall'alto
          e che tutti i dipendenti devono seguire.
          Visto che si tratta del server privato di
          una azienda, possono imporre quello che
          vogliono (purché i dipendenti ne siano a
          conscenza), blocchi e filtri compresi.Si ma non vedo perche' lo stesso sitema non puo' essere usato da utenti privati. Se i gestori di ISP fossero onesti nel dire quello che i propri filtri fanno e non fanno, la gente avrebbe uno strumento in piu' per decidere da chi andare. Anche io dico che non bisogno nel modo piu' assoluto fare qualche cosa di nascosto.
          Diverso è il caso di un server usato da più
          utenti distinti: se il provider fornisce il
          'servizio di email' deve fornire l'email,
          così come arriva e senza alterazioni
          arbitrarie. Se vuole fornire filtri, deve
          offrirli come prestazione aggiuntiva da
          richiedere espressamente e in quel caso
          l'utente deve accettarne le possibili
          conseguenze. Iniziare ad accettare
          supinamente che il servizio di posta
          elettronica nudo e crudo possa avere di
          defaultdei filtrinon rimuovibili significa
          solo aprire un precedente che in futuro
          potrebbe essere utilizzato per imporre
          filtri di ben altro genere, completamente
          fuori del controllo dell'utente.Si, ma non so che sistema usi la persona che ha inziato questo thread. Quello che conosco io non altera il messaggio, ma rimuove l'allegato nel caso contenga un virus (o ne rimuove la parte infetta), mentre il testo del messaggio rimane lo stesso. Quello che fa e' aggiungere un allegato che spiega che il tale messaggio contenva una virus, ma intanto il testo del messaggio ti arriva inalterato.
          Anche il discorso della possibilità di
          recuperare comunque il messaggio infetto non
          è sufficiente, in quanto richiede comunque
          l'intervento manuale dell'utente e, nel caso
          che descrivi tu, anche quello del
          sistemista, una cosa piuttosto difficile da
          ottenere tempestivamente per un messaggio
          arrivato di sabato pomeriggio :-)Questo e' un problema italiano perche' a mio parere il servizio di posta se attivo 24/7 deve anche prevedere gente deputata al suo funzionamento 24/7. Io non mi aspetto di ricevere la posta di domenica perche' so che non viene consegnata, e infatti non c'e' neanche il postino. Cosa diversa per l'emil: se mi arriva alllora ci deve essere il tecnico che lavora.Sono pero' convinto anche io che mettere filtri senza dire nulla e' sbagliato perche', come dici te, domani si puo' iniziare a mettere altri filtri e nessuno se ne accorge. Diciamolo chiaro e tondo agli utenti, che prodotto viene usato, come funziona, e poi diamo la possibilita' agli utenti di scegliere se abbonarsi al nostro servizio o andare da un altro.
    • Anonimo scrive:
      estremi, però
      ok, mi sta anche bene quello che dici...ma hybris che mi arriva da Libero... ha come utente NESSUNO , corpo del messaggio NESSUNO, Subject NESSUNO e UN ALLEGATO ESEGUIBILE.secondo te, non si potrebbe troncare sicuramente questo genere di diffusione, senza chiedere autorizzazioni?io mi aspetterei come minimo questo, da un ISP serio.
      • Anonimo scrive:
        Re: estremi, però

        ma hybris che mi arriva da Libero... ha come
        utente NESSUNO , corpo del messaggio
        NESSUNO, Subject NESSUNO e UN ALLEGATO
        ESEGUIBILE.

        secondo te, non si potrebbe troncare
        sicuramente questo genere di diffusione,
        senza chiedere autorizzazioni?Sì e no... si potrebbe bloccare ma basterebbe che uscisse un virus che mette un mittente e un suject generati casualmente e la misura sarebbe inefficace. A questo punto non vedo l'utilità di un filtro così blando.
        • Anonimo scrive:
          Re: estremi, però
          - Scritto da: DPY

          ma hybris che mi arriva da Libero... ha
          come

          utente NESSUNO , corpo del messaggio

          NESSUNO, Subject NESSUNO e UN ALLEGATO

          ESEGUIBILE.



          secondo te, non si potrebbe troncare

          sicuramente questo genere di diffusione,

          senza chiedere autorizzazioni?

          Sì e no... si potrebbe bloccare ma
          basterebbe che uscisse un virus che mette un
          mittente e un suject generati casualmente e
          la misura sarebbe inefficace. A questo punto
          non vedo l'utilità di un filtro così blando.Sono contento che tante persone abbiano letto la mia lettera, che oltre ad essere un consiglio tecnico era uno sfogo verso i grossi ISP italiani che pensano di essere al di sopra di tutto.per bloccare molti virus figurati che io non uso nemmeno un filtro anti-virus, ma il filtro DUL anti-spam! e lo sai perché? perché quei virus che si autospediscono e non hanno subject né mittente si collegano direttamente al server di posta finale e quindi sono facilmente individuabili. Normalmente infatti un msg di posta transita attraverso almeno due server, ma sia i virus che alcuni sw di spamming non lo fanno!Per cui a quelli che sono convinti che il provider a priori non debba bloccare la posta, dico che almeno i filtri anti-spam possono essere utili perché nel caso di DUL non viene perso nessun messaggio legittimo.E poi, a dirla tutta, preferisco dover spiegare ad 1 cliente perché non ha ricevuto posta, che a 100 perché hanno il PC impestato :)e vorrei anche sapere perché negli USA perfino AOL usa i filtri anti-spam e da noi TIN & amici no !
  • Anonimo scrive:
    e chi paga?
    Sono un ISP (da circa 4 anni) da qualche giorno ho installato sul server di posta il programma antivirus alla modica cifra di 1.000 $ pari a circa 2.350.000 lire (costo annuale), cifre irrisorie per i grossi ISP, ma nessuno pensa che con l'avvento del gratuito, in particolare con le e-mail gratuite un costo di 1.000 $ è solo un costo; offrire un servizio in cambio di nulla o quasi (fin ora nessun nostro utente ha ricevuto pubblicità) non penso si possa pretendere la luna.Per avere dei servizi qualitativi basta pagarli(ma a nessuno fa comodo), per il nostro server secondario della posta ci hanno chiesto solo 4.000 dollari annui, sicuramente non verrà protetto anzi lo chiuderemo, spostando gli utenti sull'altro server.Costringere i provider a comprare senza che il mercato acquisti nulla, a mio parere è regime.
    • Anonimo scrive:
      Re: e chi paga?
      hai 100% ragione.infatti io propongo che queste cosem che alla fine nuocciono a tutti, siano di dominio pubblico. Pagate dallo stato.Ovvero viene prodotto UN software (per i sistemi più diffusi) e un sistema che valga per TUTTI per fare l'aggiornamento alle liste dei virus e delle definizioni.Dopodiché, una volta pagati i programmatori, il software è di proprietà del MONDO. e tutti lo possono scaricare ed usare.Sia per server che per client, ovviamente.
      • Anonimo scrive:
        Re: e chi paga?
        ...ma come ti chiami... MAO?- Scritto da: Professor Dottor

        hai 100% ragione.

        infatti io propongo che queste cosem che
        alla fine nuocciono a tutti, siano di
        dominio pubblico. Pagate dallo stato.
        Ovvero viene prodotto UN software (per i
        sistemi più diffusi) e un sistema che valga
        per TUTTI per fare l'aggiornamento alle
        liste dei virus e delle definizioni.

        Dopodiché, una volta pagati i programmatori,
        il software è di proprietà del MONDO. e
        tutti lo possono scaricare ed usare.

        Sia per server che per client, ovviamente.
Chiudi i commenti