Wind, scioperano i dipendenti

Confermata l'agitazione contro lo spostamento delle attività milanesi nella capitale

Roma – No, molti dipendenti Wind proprio non mandano giù il progetto incardinato dall’Arancia per spostare quattrocento di loro dalla sede milanese a quella di Roma. Una contestazione che sfocerà nei prossimi giorni in uno sciopero.

Lo hanno confermato i vertici del sindacato UGL Telecomunicazioni , che per bocca del suo presidente Gianni Fortunato hanno annunciato per il prossimo 30 novembre lo sciopero nazionale .

“Siamo totalmente contrari – ha dichiarato Fortunato – all’intenzione dell’azienda di portare avanti un’operazione che comporterebbe enormi disagi per i lavoratori interessati. Si tratta di una scelta spregiudicata e unilaterale”. UGL chiede a Wind l’apertura di un “tavolo di confronto” che metta al centro strategie, investimenti e, naturalmente, occupazione.

Dopo lo sciopero del 30 i sindacati preannunciano ulteriori azioni, qualora l’azienda non risponda alle loro richieste. Azioni, spiega UGL, “per sensibilizzare l’opinione pubblica, il Parlamento e il Governo su quanto sta accadendo da qualche anno in questa azienda”.

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  • anonimo scrive:
    come no
    ma come, quando si fa strada un'ipotesi non ufficiale e sgradita a una certa idea dell'occidente si liquida sempre come complottista, mentre per spiegare debacles commerciali si accreditano ipotesi anche meno suffragate da prove, basta che l'obiettivo sia uno stato canagliaah vorrei ricordare che in un sano e democratico libero mercato come il nostro il monopolio (perlomeno a parole) viene riequilibrato, per l'azienda monopolistica dei SO ci si comincia a muovere formalmente e con scarsa efficacia solo ora che è tardi, per le aziende leader di DBMS, mainframe e networking neanche se ne parla, e così pure per chi detiene il monopolio delle search engine
    • diegoitaliait scrive:
      Re: come no
      Allora chiariamo una cosa, è vero che non possiamo mettere la mano sul fuoco, sulla certezza della notizia e vero che forse Baidu è superiore a Google.cn(dopo tutto cerca pagine in cinese meglio di google almeno penso).Ma ciò che in questo articolo vuole risaltare è la ostinazione della cina, a voler far vincere i propri prodotti dandogli non una mano, ma direttamente pestando a viso coperto i restanti competitor.E ti prego non confondere il fatto dello stato canaglia o poverina la cina paese del terzo mondo (il cacchio che è cosi), la differenza tra l'occidente e la cina stà nel fatto che da noi queste cose succedono, ma appena vengono a galla si attivano dei meccanismi che cercano di attenuare il problema, se non a risolverlo.Es: in europa la microsoft è stata condannata per posizione dominante su una società america la (REAL).Potrei dire "che cavolo gli frega alla UE, è un problema tra due società americane", ma grazie Dio la Ue non la pensa cosi.In cina questo non AVVIENE, ma neanche per sogno, loro come in ogni dittatura pensano ad uno stato autarchico, dove il guadagno deve essere solo loro e basta.Poi possiamo discutere sul fatto che a tutto l'occidente stia anche bene questa cosa, visto che in cambio del silenzio la cina offre in sacrifico milioni di persone come forza lavoro.Insomma pensandoci bene è un cane che si morde la coda. Se non si danno una mossa (l'occidente) qui ci scappa una bella guerra. Voi che ne pensate?
      • freeeak scrive:
        Re: come no
        che hai scoperto l'acqua calda, lo fanno tutti gli stati da quando esistono, attaccare la cina è come un milanista che parla male degli interisti.che si voglia risolvere il problema sono un'altro paio di maniche.
  • HAL scrive:
    Mercato cinese
    Ma come, e tutti quelli che dicevano di andare in Cina, di entrare nel grande mercato cinese, chissà quante opportunità...la verità è che la Cina vuol solo prendersi i capitali stranieri aprendo il mercato solo il minimo indispensabile. Il resto se lo tiene per se
    • anonimo scrive:
      Re: Mercato cinese
      - Scritto da: HAL
      Ma come, e tutti quelli che dicevano di andare in
      Cina, di entrare nel grande mercato cinese,
      chissà quante opportunità...la verità è che la
      Cina vuol solo prendersi i capitali stranieri
      aprendo il mercato solo il minimo indispensabile.
      Il resto se lo tiene per
      segli stati non sono entità etiche, nonostante si dichiarino talila cina se ne frega di offrirci un mercato in se e per se e lo fa solo per aumentare la ricchezza prodottanoi ce ne freghiamo dei diritti dei loro lavoratori di cui ci importa solo per alzare il prezzo dei loro prodotti e ridurre la concorrenza e non far fuggire il lavoro, solo che con i nostri stipendi va già di lusso se riusciamo a permetterci i prodotti cinesi (che poi sono gli stessi dei marchi italiani ma a diverse centinaia di euro meno)i nostri industriali se ne fregano di noi e dei cinesi e chiudono le ditte e riducono i nostri stipendi non adeguandoli e precarizzandoli usando la cina e anzi promuovendo le loro pessime condizioni di lavoro, salvo poi strillare quando la concorrenza preme alle porte, e lo fanno solo per accrescere gli utili senza dividerli con le maestranze, non ditemi che sono costretti dato che su un paio di scarpe con brand vendute a diverse centinaia di euro il costo del lavoro incide pochissimoquesti e gli altri fattori che determinano i prezzi e le politiche commerciali nel loro dinamico e correlato svolgersi producono certe opportunità in certe misure e per certe categorie, ma non in misura illimitata, certa, di lunga durata, generalizzata ed insensibile ad altri eventuali effettieticamente devi considerare che gli altri non esistono solo in funziona di te, e gli altri stati non esistono solo in funzionae del tuo e hanno diritto anche loro ad un certo sviluppo anche se questo va a detrimento del tuo, dal punto di vista del mercato devi considerare che questo modo di ragionare è una semplificazione eccessiva e che babbo natale non esiste
    • Anima.lamu scrive:
      Re: Mercato cinese
      - Scritto da: HAL
      Ma come, e tutti quelli che dicevano di andare in
      Cina, di entrare nel grande mercato cinese,
      chissà quante opportunità...la verità è che la
      Cina vuol solo prendersi i capitali stranieri
      aprendo il mercato solo il minimo indispensabile.
      Il resto se lo tiene per
      seOrmai non si tratta più si sola economia ma di geopolitica, quello è uno stato che sa di poter essere il vero protagonista del secolo che stiamo vivendo, come gli USA lo furono dello scorso.Tutto questo è a mio avviso perfettamente chiaro sia allinterno di una strategia di indipendenza dagli USA totale: energetica, economica e, come IMHO si capisce dalla news, sociale e chissà come e quando militareOrmai è lì che sta nascendo il futuro, tra Ho Chi Minh City, Seoul, Pechino e Singapore
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