Windows 10, anticipazione involontaria di versioni inedite

Microsoft ha erroneamente rilasciato un aggiornamento ad uso interno che ha di fatto anticipato interessanti informazioni circa nuove versioni del SO per Workstation e Server
Microsoft ha erroneamente rilasciato un aggiornamento ad uso interno che ha di fatto anticipato interessanti informazioni circa nuove versioni del SO per Workstation e Server

Microsoft si è dovuta scusare con i suoi utenti per aver diffuso erroneamente l’installazione di una versione di Windows 10 non destinata all’esterno, indirizzandola ai dispositivi dei membri della community di tester (Windows Insider Program) e in alcuni casi anche verso normali utilizzatori finali. La versione non ufficiale dell’aggiornamento non sarebbe dovuta uscire dalle “mura” di Microsoft, in quanto riservata. Si tratterebbe infatti di un’ anticipazione di una nuova edizione per Workstation Windows 10, di cui non si sapeva ancora nulla . Sarebbe stata una falla non meglio precisata nel sistema che controlla le distribuzioni la causa della leak indesiderato.

L’involontarietà dell’accaduto è stata confermata da Microsoft che ha precisato che il problema potrebbe aver colpito tanto utenti mobile quanto desktop , sia tra i tester (in questo caso con un aggiornamento push) che tra gli utenti “retail” (in questo caso con la proposta di un aggiornamento facoltativo). L’installazione di questa build si traduce in un crash dei dispositivi. L’ingegnere Dona Sarkar, responsabile dei test di Windows ha confermato che sono state prese immediatamente azioni volte a bloccare la diffusione della versione non funzionante per arginare i danni. Gli utenti coinvolti dovrebbero comunque essere molto pochi.

Sono gli utenti Twitter @AndItsTito e @GrandMofongo ad aver fatto la prima scoperta e ad averla spifferata in rete. Tra le novità anticipate spiccano una modalità Workstation per ottimizzare il sistema operativo in base ai picchi di lavoro registrati migliorando le performance; un nuovo successore del file system NTFS chiamato ReFS (Resilient File System) caratterizzato da una miglior tolleranza all’errore, ottimizzato per grandi volumi di dati e in grado di autocorreggersi; l’inclusione del protocollo di scambio file SMBDirect in grado di abbassare la latenza e l’utilizzo della CPU; probabile compatibilità con macchine fino a 4 CPU (l’attuale Windows 10 Pro ne supporta 2) e una memoria fino a 6 TB.

Naturalmente non viene menzionata da Microsoft l’effettiva correlazione con una nuova versione di Windows 10 Pro, che nel frattempo si scopre dovrebbe prevedere addirittura tre declinazioni differenti: una per Workstation , na per Advanced PC specifica per Paesi Europei (caratterizzata dalla lettera “N” che permetterebbe agli utenti di scegliere il loro riproduttore multimediale e di gestione dei media preferito) e un’altra specifica per macchine usate come server per Remote Desktop Session Host (Windows Server 2016 ServerRdsh ).

Mentre si attendono delucidazioni da parte di Microsoft, il suggerimento è in ogni caso di evitare l’installazione di aggiornamenti ricevuti l’1 giugno provenienti da RS_EDGE_CASE nel caso di versione desktop e da RS_IoT per quanto riguarda dispositivi mobile . Nel primo caso, qualora l’installazione sia malauguratamente portata a termine, si può tornare indietro agendo sui menu Impostazioni, Aggiornamenti e sicurezza e infine Ripristino. Nel caso del mobile invece, l’installazione dell’errato aggiornamento provoca continue accensioni e spegnimenti dell’apparecchio che lo rendono inutilizzabile. L’unico modo per tornare a utilizzarlo è effettuare un re-flash attraverso Windows Device Recovery Tool.

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05 06 2017
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