Windows 11: Microsoft Store amico degli sviluppatori

Windows 11: Microsoft Store amico degli sviluppatori

Il nuovo Microsoft Store di Windows 11 permette di pubblicare qualsiasi app e di utilizzare sistemi di pagamento di terze parti con guadagno del 100%.
Il nuovo Microsoft Store di Windows 11 permette di pubblicare qualsiasi app e di utilizzare sistemi di pagamento di terze parti con guadagno del 100%.

Durante la presentazione di Windows 11 è stata riservato ampio spazio al nuovo Microsoft Store. Oltre al completo restyling dell'interfaccia ci sono altre tre importanti novità per gli sviluppatori: supporto per app win32, app Android e soprattutto per sistemi di pagamento di terze parti. L'azienda di Redmond ha voluto quindi evidenziare la principale differenza rispetto agli store di Apple e Google.

Microsoft Store: 100% nelle tasche degli sviluppatori

Nel nuovo Microsoft Store di Windows 11 ci sono tre sezioni principali, accessibili dalla barra laterale sinistra: App, Giochi, Film e serie TV. Gli sviluppatori possono pubblicare app di qualsiasi tipo (win32, UWP e PWA) e per qualsiasi architettura (x64 e ARM). Gli utenti troveranno anche le app Android, grazie all'integrazione dello store di Amazon.

Windows 11 supporta infatti la tecnologia Intel Bridge (compatibile anche con i processori AMD). Si tratta di un “runtime post compiler” che effettua la traduzione in tempo reale delle istruzioni non-x86 in istruzioni x86. In pratica esegue l'operazione inversa dell'emulatore Rosetta 2 di Apple. Quasi certamente questo passaggio non sarà necessario per i dispositivi con processori ARM, visto che le app Android sono già scritte per l'architettura ARM. Ovviamente sul nuovo store non ci saranno le app che richiedono i Google Play Services, come quelle di Google.

Infine, la novità più attesa dagli sviluppatori: il nuovo Microsoft Store consentirà di utilizzare “commerce engine” di terze parti. A partire dal 28 luglio sarà possibile inserire nelle app un sistema di pagamento alternativo a quello di Microsoft. In questo caso, tutto il guadagno (100%) derivante dagli acquisti in-app rimarrà nelle tasche degli sviluppatori.

Sono invece esclusi i giochi, per i quali continuerà a valere l'attuale “revenue share”: 85% agli sviluppatori e 15% a Microsoft (88/12 dal 1 agosto). Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha pubblicato un tweet di festeggiamenti, ma probabilmente non ha compreso la differenza tra app e giochi.

Fonte: Microsoft
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

25 06 2021
Link copiato negli appunti