Windows 98 va in pensione

Fra un mese Microsoft cesserà del tutto il supporto a Windows 98, sistema operativo ancora discretamente diffuso soprattutto sui client aziendali. Gli esperti incoraggiano la rottamazione


Redmond (USA) A partire dal prossimo mese Microsoft cesserà di offrire i servizi di assistenza relativi a Windows 98. Il supporto gratuito era già terminato il primo luglio scorso, data oltre la quale il big di Redmond ha richiesto ai propri clienti il pagamento di 35 dollari ad intervento.

A partire dal 16 gennaio 2004 gli utenti di Windows 98 non potranno più rivolgersi all’assistenza telefonica e via e-mail di Microsoft, tuttavia potranno ancora accedere, fino al gennaio del 2006, a tutta la documentazione e le altre risorse tecniche disponibili sul sito del colosso di Redmond, inclusa la
Knowledge
Base
e la sezione Newsgroup .

La conseguenza più importante, specie per le aziende, determinata dalla fine del supporto a Windows 98, è che Microsoft non sarà più tenuta a sviluppare aggiornamenti di sicurezza per questo sistema operativo. È anche per questa ragione che gli esperti di sicurezza spingono, prima ancora di Microsoft, verso una rapida rottamazione dei vecchi sistemi con Windows 98 e l’aggiornamento dei PC client con piattaforme più recenti e sicure.

Windows 95, 98 e Me vengono da tempo considerati dagli esperti di sicurezza come punti vulnerabili per la rete Internet: i sistemi su cui questi software girano vengono infatti frequentemente utilizzati dai cracker come teste di ponte per attacchi di vario genere, fra cui quelli di tipo denial of service.

Secondo alcune stime, Windows 98 si trova ancora installato su circa il 20% dei computer basati su Windows contro il 7% di Windows XP. In un recedente sondaggio effettuato da AssetMetrix su di un campione di 670 aziende, è risultato che l’80% di queste possiedono almeno una macchina con Windows 98 o 95.

Pochi giorni fa Microsoft ha comunicato che
cesserà la distribuzione di un certo numero di prodotti che contengono la propria macchina virtuale Java, fra cui anche Windows 98.

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  • Anonimo scrive:
    rettifica: il fondo solidarieta digitale
    ciao, volevo segnalare che la vicenda del Fondo per la solidarieta' digitale e' andata diversamente da come scrivete. Il Fondo e' stato effettivamente proposto dal Senegal e ha scatenato grandi divisioni nel corso delle riunioni preparatorie al WSIS. per estrema sintesi, trattasi di fondo per finanziare infrastrutture. la proposta del Senegal voleva che fosse costituito, oltre che dai finanziamenti di ONU etc, anche da prelievi alla fonte sulla vendita di tecnologie informatiche nel nord del mondo. l'hanno sostenuto molti paesi del sud del pianeta, mentre sia Unione Europea, che Stati Uniti si sono dichiarati contrari. infine, a Ginevra il WSIS ha deciso di istituire un Comitato internazionale di studi, che deve passare in rassegna i fondi gia' esistenti e capire la fattibilita' del Fondo proposto dal Senegal. deve portare un risultato all'ONU al secondo round di WSIS, Tunisi 2005. c'e' stata delusione per questo risultato. pero' poi', alla vigilia della conclusione del WSIS a Ginevra, il fondo e' effettivamente stato istituito e presentato dal Comune di Ginevra e dal presidente del Senegal, che ne sono anche i primi due contribuenti. Il sindaco di Ginevra ha spiegato pure che il Fondo era stato approvato all'unanimita' del recente vertice internazionale degli enti locali e che pure la citta' di Lione e Torino si sono impegnate a sostenerlo. La mossa di Ginevra e' stata un po' uno schiaffo morale all'ONU. il giorno stesso il ministro italiano Stanca e il commissario europeo hanno fatto una conferenza stampa per dire che il Fondo non ha senso, se prima i paesi in via di sviluppo non si dotano di legislazioni apposite e che tutelino in particolare dall'eventualita' di Monopoli. Detto da Stanca, ministro del governo monopolico di berlusconi, la cosa aveva del comico.fonte: serena tinari per "il manifesto" articoli sul WSIS pubblicati qua: http://italy.indymedia.org/news/2003/12/443409.phphttp://italy.indymedia.org/news/2003/12/443043.phphttp://italy.indymedia.org/news/2003/12/440725.php
    • warrior666 scrive:
      Re: rettifica: il fondo solidarieta digitale

      Stanca e il commissario europeo hanno fatto
      una conferenza stampa per dire che il Fondo
      non ha senso, se prima i paesi in via di
      sviluppo non si dotano di legislazioni
      apposite e che tutelino in particolare
      dall'eventualita' di Monopoli. Detto da
      Stanca, ministro del governo monopolico di
      berlusconi, la cosa aveva del comico. Probabilmente hai travisato le parole del ministro che avrà voluto dire : "che il Fondo non ha senso, se prima i paesi in via di sviluppo non si dotano di legislazioniapposite e che tutelino in particolare dall'eventualita' di Monopoli (..locali che non siano delle nostre aziende). ;)
  • Anonimo scrive:
    WSIS e informazione
    Credo che voler "tirare le somme" su un vertice di questo genere e in particolare sulla prima fase di un vertice come il WSIS sia un lecito diritto giornalistico ma che rischia di essere un presupposto per travisare i risultati ottenuti. Questo mi ricorda le redazioni viste in molti film americani degli anni '50 dove il caporedattore sbraitava ... "ok, ma dov'è la notizia?". L'aver posto un dialogo internazionale sui temi della Società dell'informazione coinvolgendo nazioni da sempre contrarie alla libera diffusione delle informazioni, a prescindere dai risultati tangibili che sono potuti ottenere, è certamente una premessa buona per un lavoro che andrà sostenuto e sviluppato in futuro in previsione del vertice di Tunisi. Se poi a questo accostiamo il ruolo attivo dato alla "società civile" nel vertice otteniamo anche qualcosa di nuovo che precedentemente era stato sottovalutato ... se non del tutto ignorato. Purtroppo l'incapacità di molta stampa (non PI naturalmente), impreparata su argomenti tecnici per lo meno quanto la maggiorparte dei delegati "politici" ai convegni internazionali, rischia di agire da freno a qualsiasi tentativo di riforma veicolando agli stessi politici un messaggio riduttivo e incompleto. Questo quando non capita di peggio, ovvero quando la stessa stampa si approcci a giudice delle conclusioni, ponendo dei macigni di inconcludenza e fumosità rispetto a ciò che non comprende, come se l'unico risultato credibile dovesse per forza passare attraverso lo stabilire delle norme, porre dei limiti o cambiare l'aspetto del mondo. Queste sarebbero sì notizie ... ma non necessariamente lo scopo dei summit. Quando il filtro alla pubblicabilità di una notizia passa per le mani di persone che per ignoranza o malafede (e spesso per entrambe) non sanno trovare una notizia da un fatto importante non solo si danneggia solo l'informazione ma anche il fatto stesso. FB
    • Adriano Meis scrive:
      Re: WSIS e informazione
      Sono d'accordo sulle tue osservazioni. Si, pur restando una goccia nel mare è pur sempre un inizio, un poco triste a dire il vero, c'è così tanto da fare e vi sono probabilmente anche tutti i mezzi per farlo, eppure ci si muove ancora così lentamente, inciampando anche su apparenti malevoli intenzioni, come l'esclusione ufficiale dal summit dell'associazione "Reporters sans frontières"ricordo due link per chi desideri approfondire,http://www.radionongrata.info/http://italy.indymedia.org/features/media/#1157- Scritto da: Anonimo
      Credo che voler "tirare le somme" su un
      vertice di questo genere e in particolare
      sulla prima fase di un vertice come il WSIS
      sia un lecito diritto giornalistico ma che
      rischia di essere un presupposto per
      travisare i risultati ottenuti. Questo mi
      ricorda le redazioni viste in molti film
      americani degli anni '50 dove il
      caporedattore sbraitava ... "ok, ma dov'è la
      notizia?". L'aver posto un dialogo
      internazionale sui temi della Società
      dell'informazione coinvolgendo nazioni da
      sempre contrarie alla libera diffusione
      delle informazioni, a prescindere dai
      risultati tangibili che sono potuti
      ottenere, è certamente una premessa buona
      per un lavoro che andrà sostenuto e
      sviluppato in futuro in previsione del
      vertice di Tunisi. Se poi a questo
      accostiamo il ruolo attivo dato alla
      "società civile" nel vertice otteniamo anche
      qualcosa di nuovo che precedentemente era
      stato sottovalutato ... se non del tutto
      ignorato. Purtroppo l'incapacità di molta
      stampa (non PI naturalmente), impreparata su
      argomenti tecnici per lo meno quanto la
      maggiorparte dei delegati "politici" ai
      convegni internazionali, rischia di agire da
      freno a qualsiasi tentativo di riforma
      veicolando agli stessi politici un messaggio
      riduttivo e incompleto. Questo quando non
      capita di peggio, ovvero quando la stessa
      stampa si approcci a giudice delle
      conclusioni, ponendo dei macigni di
      inconcludenza e fumosità rispetto a ciò che
      non comprende, come se l'unico risultato
      credibile dovesse per forza passare
      attraverso lo stabilire delle norme, porre
      dei limiti o cambiare l'aspetto del mondo.
      Queste sarebbero sì notizie ... ma non
      necessariamente lo scopo dei summit.
      Quando il filtro alla pubblicabilità di una
      notizia passa per le mani di persone che per
      ignoranza o malafede (e spesso per entrambe)
      non sanno trovare una notizia da un fatto
      importante non solo si danneggia solo
      l'informazione ma anche il fatto stesso. FB
  • Anonimo scrive:
    ONU = fallimeno assicurato
    Era ovvio che uan cosa organizzata dall'ONU dovesse fallire. Questa organizzazione ha dimostrato coi fatti di essere un elefante burocratico, che poco ha a che vedere con lo svilppo.Semplicemente, vogliono sostituire la classe dirigente mondiale, con la loro classe dirigente, ma la loro inefficicenza è imbarazzante.Basta vedere gli sperperi assurdi che hanno agenzie come la FAO o il patronato per i profughi.
  • Anonimo scrive:
    OBBLIGATORIO aiutare????
    MA come adesso aiutare i paesi rretrati è diventato un obbligo????Io SE voglio aiuto, ma NESSUNO può impormi di aiutare qualcuno contro la mia volontà.
    • warrior666 scrive:
      Re: OBBLIGATORIO aiutare????
      Beh dipende dalla politica del paese, mica da te..Se sei italiano e paghi le tasse, con queste "dovresti" anche provvedere ad aiutare le persone più bisognose (senza il tuo consenso). Quindi non vedo cosa ci sia di strano..Quello che dici tu va bene per te a livello di singolo cittadino, che può dare o meno qualcosa di tasca sua in più.Ad esempio se sei americano e paghi le tasse ma non hai un'asicurazione sanitaria, non dovrebbero curarti negli states.Però per me è una politica sbagliata... anche se fino a poco tempo fa pensavo l'ooposto (ovvero tutto privatizzato e nessun assistenzialismo). Mi sono reso conto che nella vita puoi sempre finire nella mer@@ anche senza andartela a cercare.. e per di più che se fossimo in uno stato "sano" e con bassa corruzzione ne trarrebbero vantaggi tutti i cittadini, sia in termini di servizi che proprio di fiducia nel futuro e nelle istituzioni che lo garantiscono = + pace sociale..Senza estremizzare sempre al massimo, è la via da seguire, anche se ritengo difficile applicarla oggi in un paese come l'italia...
  • Anonimo scrive:
    Ma c'era Bush a Summit?
    Come siamo messi bene! :|
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