Windows Holographic si apre al mondo

Microsoft, dal Computex, invita i produttori e i designer a partecipare alla propria piattaforma dedicata a realtà virtuale e aumentata. Uno scenario di sviluppo per hardware e applicazioni che Redmond vuol far convergere su Windows 10

Microsoft, sotto i riflettori del Computex di Taipei, ha invitato il mondo tecnologico a partecipare alla propria piattaforma dedicata alla realtà aumentata e alla realtà virtuale, Windows Holographic : non li limiterà ad animare i dispositivi HoloLens ma sarà aperta a tutti i produttori che vogliano partecipare allo scenario che Redmond definisce “mixed reality”.

La realtà virtuale esiste già da tempo, le sue prime teorizzazioni, infatti, risalgono addirittura agli anni cinquanta del secolo scorso. Nel tempo si è progressivamente concretizzata, anche fondendosi con la realtà fisica. Ciò ha generato quanto viene comunemente definito realtà aumentata, ovvero una percezione della realtà virtuale proiettata nel contesto materiale del soggetto, arricchendo e “aumentando” le percezioni, in particolare visive, dell’osservatore. Le frontiere di AR e VR si spingono ogni giorno un passo avanti con il sempre più concreto interesse da parte degli attori sul mercato: per il 2020 , riferisce Microsoft, nel comparto della realtà virtuale, sono attese vendite annue pari a 80 milioni di device .

Esiste ancora, però, una forte limitazione: differenti dispositivi e differenti tecnologie che fra loro non dialogano. Occorre uno standard per concertare le interfacce utente, le interazioni, i metodi di input, per creare un cocktail efficace di persone e oggetti reali nel contesto digitale. Microsoft ha scelto di cavalcare questa opportunità e di dar vita al paradigma della mixed reality , che affiancherà e fonderà AR e VR e le applicazioni di queste tecnologie nella prospettiva di far convergere l’evoluzione del settore su Windows 10 e le sue app universali, facendo perno su Windows Holographic, i suoi modelli di interazione, le sue API, la sua interfaccia utente e i servizi a cui si appoggia.

AMD, Qualcomm, HTC, Acer, ASUS, CyberPowerPC, Dell, HP, Lenovo, MSI e altri partner, ha spiegato Redmond, stanno già lavorando “per costruire un ecosistema hardware per supportare entusiasmanti esperienze di realtà virtuale su Windows 10”. Ma tutti coloro che fossero interessati, aziende che producono e progettano dispositivi, sono invitate a partecipare .

effepì

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  • ZLoneW scrive:
    Quanti?
    Dall'articolo: Quanti cittadini sanno, ad esempio, cos'è una firma elettronica, la possiedono, e sono in grado di usarla correttamente? Quanti sono in grado di cifrare un documento, o un intero archivio, e di trasferirlo in modo sicuro? Quanti hanno sottoscritto lo SPID e sanno gestire la OTP, ammesso sappiano cosa sono - e si sono attrezzati per un acXXXXX di terzo livello, sempre che ne abbiano capito il senso? Manca una domanda, niente affatto retorica: quanti finora ne hanno sentita la necessità?
    • Sky scrive:
      Re: Quanti?
      Che fa il paio col fatto che, se una persona, analfabeta, non conosce il proprio nome, probabilmente, non ne ha nemmeno la necessità.
  • mementomori scrive:
    un pensiero
    io credo che il problema sia molto più profondo.Nella mia esperienza ho visto che (almeno in Italia) informatizzare significa prendere un qualunque proXXXXX burocratico cartaceo e tradurlo pari pari nel corrispettivo digitale.Spesso consentendo la possibilità di lavorare in entrami i modi (cartaceo o digitale) o addirittura obbligando la doppia modalità (cartaceo _e_ digitale).Io non credo di avere la risposta giusta a qualunque domanda ma a me pare evidentissimo che questo non è il modo giusto.Qual'è la differenza tra la burocrazia e la burocrazia digitale?Abbiamo gli strumenti tecnici per eliminare la burocrazia e semplificare i processi. Io li vedo usati solo per creare un enorme digital divide.Poi è ovvio che informatizzando correttamente i processi si perdano posti di lavoro ma, secondo voi, tra avere un reddito di cittadinanza (mantenuto fino a nuovo ricollocamento del personale) e tenere un passacarte stipendiato che serve solo a ostacolare un cammino di innovazione cosa è preferibile?Io non ho dubbi ma non sempre ho incontrato persone dello stesso avviso.
    • Sky scrive:
      Re: un pensiero
      Molto ben detto.Sorrido spesso quando leggo di dover "riempire il modulo", in un'applicazione (in genere statale).
  • Be&O scrive:
    SPID.....Terzo Livello......
    SPID farà la fine di tutti gli altri servizi, Tre gestori attualmente attivi con TRE chipset diversi sulle Schede con CHIP per il Livello TRE, personalmente, son stato uno dei primi a fare la PEC di Brunetta....Morta sul nascere, Sono tra i primi che ha attivato la Carta Nazionale dei servizi, Ben TRE gestori di CHIP pure li e sono tra i Fortunatissimi che in un unica regione in famiglia si ritrova con TRE SOFTWARE installati per gestire TRE carte con TRE CHIP.....MA FACCIAMO SUL SERIO !???NON E IGNORANZA DIGITALE, E IGNORANZA GESTIONALE STATALE, SONO LI CHE STANNO QUELLI CHE DI DIGITALE NON CI CAPISCONO UNA FAVA...italia.it
    • Dipendente pubblico scrive:
      Re: SPID.....Terzo Livello......
      - Scritto da: Be&O
      personalmente, son stato uno dei primi a fare la
      PEC di
      Brunetta....
      Morta sul nascereMeno male! ti è pure andata bene: quella PEC aveva un "problema", a suo tempo ne fu un po' discusso: diventava "per forza l'unica PEC", violando un principio della PA per cui quando depositi un'istanza sei libero di indicare dove mettere il recapito. Vabbè, non era drammatico, bastava saperlo
  • claudio scrive:
    spid
    Il problema dello SPID è sostanzialmente lo stesso del continuo legiferare che si aggira intorno al cadavere di mail (PEC): Tutti legiferano ma nessuno sa di cosa stanno parlando.Perché è ovvio, come dice che l'articolo che sto commentando, che problema più grosso non è tanto la possibilità tecnica o l'voler raggiungere determinati obiettivi ma un'ignoranza diffusa coatta delle basi di quello di cui si vorrebbe parlare o utilizzare o legiferare.L'utente che si ritrova ad avere problemi a montare un banale mobile IKEA e semplice motivo che non ha voluto aprire neanche il manuale istruzioni non può certo pensare di poter capire qualcosa di una cosa ben più complessa e magari porta nella tasca dei pantaloni.Anche l'attesa delle nuove generazioni e' un problema: più sono giovani meno capiscono che cos'è un computer.il banale fatto che compiono quelle operazioni su personal computer blindati come può essere un tablet utilizzando programmi preconfigurati senza possibilità di interazione.l'idrovora per dati, con funzioni collaterali di messaggistica istantanea, creata per i vecchi ma adorata dai giovanissimi come whatsapp.http://allarovescia.blogspot.com/2016/06/spid-lo-meritiamo.html
    • Darwin non loggato scrive:
      Re: spid
      - Scritto da: claudio
      Il problema dello SPID è sostanzialmente lo
      stesso del continuo legiferare che si aggira
      intorno al cadavere di mail (PEC): Tutti
      legiferano ma nessuno sa di cosa stanno
      parlando.
      Perché è ovvio, come dice che l'articolo che sto
      commentando, che problema più grosso non è tanto
      la possibilità tecnica o l'voler raggiungere
      determinati obiettivi ma un'ignoranza diffusa
      coatta delle basi di quello di cui si vorrebbe
      parlare o utilizzare o
      legiferare.Esattamente.Ci si riempe la bocca di digitalizzazione, ma poi siamo ancora a livelli di analfabetismo informatico da terzo mondo a tutti i livelli, dall'impiegata negli uffici al parlamentare che fa le leggi.Persino i tanto derisi paesi dell'ex blocco sovietico ormai ci danno lezioni, mentre i politici nostrani pensano a fare i selfie e a perdere tempo con il "Matteo risponde".
      L'utente che si ritrova ad avere problemi a
      montare un banale mobile IKEA e semplice motivo
      che non ha voluto aprire neanche il manuale
      istruzioni non può certo pensare di poter capire
      qualcosa di una cosa ben più complessa e magari
      porta nella tasca dei
      pantaloni.

      Anche l'attesa delle nuove generazioni e' un
      problema: più sono giovani meno capiscono che
      cos'è un
      computer.
      il banale fatto che compiono quelle operazioni su
      personal computer blindati come può essere un
      tablet utilizzando programmi preconfigurati senza
      possibilità di
      interazione.
      l'idrovora per dati, con funzioni collaterali di
      messaggistica istantanea, creata per i vecchi ma
      adorata dai giovanissimi come
      whatsapp.Questa è una cosa che io, Panda Rossa e altri abbiamo sempre ribadito: uno dei problemi dell'informatica attuale è che è fatta di utonti che pensano che la tecnologia debba essere al pari dei giocattoli clementoni che si danno ai bambini: un pulsante con il disegno dell'animale che fa il relativo verso quando lo si preme. Ed i risultati catastrofici sono sotto gli occhi di tutti.E la colpa di questo ce l'hanno avuta aziende come Microsoft e Apple che per più di vent'anni hanno propinato l'idea che il PC potesse essere usato senza bisogno di imparare.Il risultato è che adesso ci si aspetta che la macchina pensi al posto dell'uomo. Questo è RIDICOLO.Un computer è la cosa più stupida di questo mondo: è come un rimbambito che sta sempre zitto e risponde solo alle domande che gli si pongono. Ovvero: per ogni input c'è un output.Qui invece si pensa che il computer debba conoscere anticipatamente l'input e dare l'output, senza lasciare che sia l'utente a stabilire come, quando e perché dare quell'input.E la scusa della gente che non è interessata non regge. Non è interessata perché è stato fatto credere loro che avrebbero potuto disinteressarsi della cosa.Ed oggi ti ritrovi gente che non sa manco cosa sia un HTTPS, che mette i dati della carta di credito sul primo sito che passa, che chatta con gente a caso che si rivelano essere dei malintenzionati...Ed i perbenisti che fanno? Al posto di sbattere la testa contro il muro facendosi un'analisi di coscienza sulle reali colpe di questa situazione, danno la colpa ad Internet.Io lo dico sempre: Internet non è più pericoloso del mondo reale. Semplicemente ci si è scordati del vecchio insegnamento delle mamme: "non accettare caramelle dagli sconosciuti".Ma ormai siamo diventati troppo pigri per cambiare tutto. Le cose sono arrivate ad un punto di non ritorno e la situazione non può solo che peggiorare.Ho smesso di scrivere qui da un pezzo (credo più di un anno fa), ma questi discorsi li ricordo benissimo. Venivano fatti già cinque anni fa, in tempi non sospetti, in cui da queste parti bazzicava ancora ruppolo che veniva a difendere gli utonti incapaci che bazzicavano nella rete, usando persino toni presuntuosi. Come se essere un incapace fosse quasi motivo di orgoglio, mentre essere una persona con un briciolo di cultura, "il cantinaro", dovesse essere motivo di derisione.
      • claudio scrive:
        Re: spid

        uno dei problemi
        dell'informatica attuale è che è fatta di utonti
        che pensano che la tecnologia debba essere al
        pari dei giocattoli clementoni che si danno ai
        bambini: un pulsante con il disegno dell'animale
        che fa il relativo verso quando lo si preme. ti avviso che rubero' codesta citazione spacciandola per mia :-)e' esattamente cio che dico da anni.
  • bubba scrive:
    "workstation apollo"
    ma quelle hp/ux o domain/os? :) una delle 2' l'ho avuta per le mani di passaggio... ma "di proprieta'" ho solo un 'banale' hp 715 (che e' pa-risc). quelle m68k sarebbero da recuperare :)
  • panda rossa scrive:
    Il problema dell'identificazione
    Ma cambiamo un po' il punto di vista.Che problema e' il problema dell'identificazione?Quante volte, nel corso delle attivita' quotidiane, dobbiamo identificare o identificarci?Quali sono le funzioni o i documenti che richiedono necessariamente una identificazione?E anche quelle volte che ci viene richiesta una firma, quante volte quella firma viene verificata? L'inpressione e' che sia solo un pro-forma e che verra' utilizzata solo a posteriori in alcuni casi sporadici.Quindi che problema e' l'identificazione?
    • nessuuno di passaggio scrive:
      Re: Il problema dell'identificazione
      Se mantieni la calma mentre tutti intorno a te hanno perso la testa, probabilmente non hai capito qual è il problema!Woody Allen
      • unnown scrive:
        Re: Il problema dell'identificazione
        ...o forse hai una marcia in più rispetto tutti quelli intorno a te.Floody Vallen
      • panda rossa scrive:
        Re: Il problema dell'identificazione
        - Scritto da: nessuuno di passaggio
        Se mantieni la calma mentre tutti intorno a te
        hanno perso la testa, probabilmente non hai
        capito qual è il
        problema!O forse l'ho capito, e quindi non mi preoccupo.Perdere la testa non e' mai una soluzione al problema.
    • Albedo 0,9 scrive:
      Re: Il problema dell'identificazione
      - Scritto da: panda rossa
      Ma cambiamo un po' il punto di vista.
      Che problema e' il problema dell'identificazione?Un analista ti risponderebbe: inizia a riflettere a fondo sulla natura del termine "identificare".Te la faccio corta:se dovessimo traslare l'idea di anonimato web alla realtà quotidiana, probabilmente ci ritroveremmo a vivere in una società in cui tutti c'hanno l'alzheimer.
      Quante volte, nel corso delle attivita'
      quotidiane, dobbiamo identificare o
      identificarci?Ogni volta che una persona "ti riconosce" per mezzo di una complessa analisi inconscia, che si tratti di riconoscimento facciale, timbro vocale, espressione comportamentale...In pratica nella maggior parte dei rapporti sociali.
      • panda rossa scrive:
        Re: Il problema dell'identificazione
        - Scritto da: Albedo 0,9
        - Scritto da: panda rossa

        Ma cambiamo un po' il punto di vista.

        Che problema e' il problema
        dell'identificazione?

        Un analista ti risponderebbe: inizia a riflettere
        a fondo sulla natura del termine
        "identificare".Ok, allora distinguiamo tra riconoscere e identificare.Qui si parla di identificare nel senso piu' propriamente legale.
        Te la faccio corta:
        se dovessimo traslare l'idea di anonimato web
        alla realtà quotidiana, probabilmente ci
        ritroveremmo a vivere in una società in cui tutti
        c'hanno
        l'alzheimer.Ma no.A mw basta sapere che tu, chiunque tu sia, vuoi essere identificato come Albedo su questo forum. e tanto mi basta.Chi sei, che cosa fai, dove vivi, non me ne puo' e non me ne deve fregar di meno.Sei tu che se ci tieni racconti qualcosa di te, non devo essere io a pretendere di saperlo.

        Quante volte, nel corso delle attivita'

        quotidiane, dobbiamo identificare o

        identificarci?

        Ogni volta che una persona "ti riconosce" per
        mezzo di una complessa analisi inconscia, che si
        tratti di riconoscimento facciale, timbro vocale,
        espressione
        comportamentale...Ok, e io qui ti riconosco per nick e avatar.E allora?
        In pratica nella maggior parte dei rapporti
        sociali.E nella fattispecie io di te non so nulla.Eppure siamo qua, dialoghiamo, confrontiamo idee e opinioni e passiamo del piacevole tempo assieme, che arricchisce la giornata di entrambi.
        • Albedo 0,9 scrive:
          Re: Il problema dell'identificazione
          - Scritto da: panda rossa

          Te la faccio corta:

          se dovessimo traslare l'idea di anonimato web

          alla realtà quotidiana, probabilmente ci

          ritroveremmo a vivere in una società in cui
          tutti

          c'hanno

          l'alzheimer.

          Ma no.
          A mw basta sapere che tu, chiunque tu sia, vuoi
          essere identificato come Albedo su questo forum.
          e tanto mi
          basta.Non ricondurrei l'intera quotidianità ad un modello come quello di un forum pubblico, che è alla stregua di appendere dei post-it su un muro.Comunque, visto che ormai siamo in tema, ti posso garantire che l'identificazione avviene anche nei forum pubblici. Solo che non lo fa una macchina, lo facciamo noi utenti, riconoscendoci a vicenda in base ai contenuti che scriviamo.L'identificare, il riconoscere, garantisce un grado di coerenza in un sistema.Allo stesso modo il riconoscerti, per mezzo di come e ciò che scrivi (non ti riconosco mica solo per mezzo del nick e dell'avatar), mi garantisce che possiamo discutere con continuità.Cosa che invece non potrebbe accadere se il tuo nick viene utilizzato da N persone, ognuna con un differente carattere e punto di vista.
          Chi sei, che cosa fai, dove vivi, non me ne puo'
          e non me ne deve fregar di
          meno.
          Sei tu che se ci tieni racconti qualcosa di te,
          non devo essere io a pretendere di
          saperlo.Secondo me tendi a sovrapporre un po' troppo i concetti di riconoscimento e privacy.Se ad esempio devo mantenere un'anagrafica parziale dell'utenza, non mi è fondamentale sapere dove abiti e qual'è il tuo codice fiscale. Mi basta un UID, al fine di distinguerti con un certo grado di affidabilità dagli altri utenti.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il problema dell'identificazione
            - Scritto da: Albedo 0,9
            - Scritto da: panda rossa


            Te la faccio corta:


            se dovessimo traslare l'idea di
            anonimato
            web


            alla realtà quotidiana, probabilmente ci


            ritroveremmo a vivere in una società in
            cui

            tutti


            c'hanno


            l'alzheimer.



            Ma no.

            A mw basta sapere che tu, chiunque tu sia,
            vuoi

            essere identificato come Albedo su questo
            forum.

            e tanto mi

            basta.

            Non ricondurrei l'intera quotidianità ad un
            modello come quello di un forum pubblico, che è
            alla stregua di appendere dei post-it su un
            muro.E invece si.Quando e' stata l'ultima volta che hai dovuto esibire un documento?
            Comunque, visto che ormai siamo in tema, ti posso
            garantire che l'identificazione avviene anche nei
            forum pubblici. Solo che non lo fa una macchina,
            lo facciamo noi utenti, riconoscendoci a vicenda
            in base ai contenuti che
            scriviamo.
            L'identificare, il riconoscere, garantisce un
            grado di coerenza in un
            sistema.
            Allo stesso modo il riconoscerti, per mezzo di
            come e ciò che scrivi (non ti riconosco mica solo
            per mezzo del nick e dell'avatar), mi garantisce
            che possiamo discutere con
            continuità.Benissimo. Ma questa e' una conoscenza per divesita'.Mi identifichi come un particolare soggetto diverso da altri soggetti che frequentano questo stesso posto, e basta.Non sai chi sono, come sono fatto, dove vivo...E fuori da questo forum, magari dialoghiamo in un altro forum di altro argomento, con nick e avatar diversi e non ci frega di sapere che siamo gli stessi di PI.
            Cosa che invece non potrebbe accadere se il tuo
            nick viene utilizzato da N persone, ognuna con un
            differente carattere e punto di
            vista.Per questo io mi sono registrato e altri invece non lo hanno fatto.

            Chi sei, che cosa fai, dove vivi, non me ne
            puo'

            e non me ne deve fregar di

            meno.

            Sei tu che se ci tieni racconti qualcosa di
            te,

            non devo essere io a pretendere di

            saperlo.

            Secondo me tendi a sovrapporre un po' troppo i
            concetti di riconoscimento e
            privacy.

            Se ad esempio devo mantenere un'anagrafica
            parziale dell'utenza, non mi è fondamentale
            sapere dove abiti e qual'è il tuo codice fiscale.

            Mi basta un UID, al fine di distinguerti con un
            certo grado di affidabilità dagli altri
            utenti.Esatto.E quindi a che serve lo SPID?
          • Albedo 0,9 scrive:
            Re: Il problema dell'identificazione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Albedo 0,9

            - Scritto da: panda rossa



            Te la faccio corta:



            se dovessimo traslare l'idea di

            anonimato

            web



            alla realtà quotidiana,
            probabilmente
            ci



            ritroveremmo a vivere in una
            società
            in

            cui


            tutti



            c'hanno



            l'alzheimer.





            Ma no.


            A mw basta sapere che tu, chiunque tu
            sia,

            vuoi


            essere identificato come Albedo su
            questo

            forum.


            e tanto mi


            basta.



            Non ricondurrei l'intera quotidianità ad un

            modello come quello di un forum pubblico,
            che
            è

            alla stregua di appendere dei post-it su un

            muro.

            E invece si.
            Quando e' stata l'ultima volta che hai dovuto
            esibire un
            documento?Nella realtà vado in giro a volto scoperto, non camuffo il timbro di voce e tendo ad esprimere una certa personalità ben definita, cioé sono riconoscibile di default.Non sono esempi equivalenti.

            Comunque, visto che ormai siamo in tema, ti
            posso

            garantire che l'identificazione avviene
            anche
            nei

            forum pubblici. Solo che non lo fa una
            macchina,

            lo facciamo noi utenti, riconoscendoci a
            vicenda

            in base ai contenuti che

            scriviamo.

            L'identificare, il riconoscere, garantisce un

            grado di coerenza in un

            sistema.

            Allo stesso modo il riconoscerti, per mezzo
            di

            come e ciò che scrivi (non ti riconosco mica
            solo

            per mezzo del nick e dell'avatar), mi
            garantisce

            che possiamo discutere con

            continuità.

            Benissimo. Ma questa e' una conoscenza per
            divesita'.
            Mi identifichi come un particolare soggetto
            diverso da altri soggetti che frequentano questo
            stesso posto, e
            basta.E basta un corno.Se in un altro forum trovo qualcuno, sotto altro nick, che tende ad esprimere ciò in cui credi e usa il tuo modo di scrivere, beh, l'individuazione tende a scattare anche lì.Di te ho memorizzato un pattern.Ovvero un metodo di riconoscimento molto più raffinato dello spid, direi quasi alla stregua dei siti XXXXX E questo nella realtà accade ogni giorno, che tu lo voglia o meno. ;)

            Se ad esempio devo mantenere un'anagrafica

            parziale dell'utenza, non mi è fondamentale

            sapere dove abiti e qual'è il tuo codice
            fiscale.



            Mi basta un UID, al fine di distinguerti con
            un

            certo grado di affidabilità dagli altri

            utenti.

            Esatto.
            E quindi a che serve lo SPID?Per evitare (per quanto possibile) che entri con due UID differenti. Sono necessità che possono o non possono esserci in relazione al sistema in uso.Al tabaccaio frega poco se un giorno sei uomo e il giorno dopo sei donna e non vuoi farlo sapere. Al medico invece sì, perché deve ricondurre lo stato clinico sempre alla medesima persona. Non all'account di turno.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 giugno 2016 14.17-----------------------------------------------------------
          • panda rossa scrive:
            Re: Il problema dell'identificazione
            - Scritto da: Albedo 0,9

            Nella realtà vado in giro a volto scoperto, non
            camuffo il timbro di voce e tendo ad esprimere
            una certa personalità ben definita, cioé sono
            riconoscibile di
            default.Da chi? Da chi gia' ti conosce.Chi invece non ti conosce continua a non conoscerti.E comunque all'autorita' non gliene frega niente del tuo timbro di voce e personalita' ben definita: vuole che tu esibisca patente e libretto.

            Mi identifichi come un particolare soggetto

            diverso da altri soggetti che frequentano
            questo

            stesso posto, e

            basta.

            E basta un corno.
            Se in un altro forum trovo qualcuno, sotto altro
            nick, che tende ad esprimere ciò in cui credi e
            usa il tuo modo di scrivere, beh,
            l'individuazione tende a scattare anche
            lì.Sara' mio cugino. Oppure siamo in tanti a pensarla cosi'.
            Di te ho memorizzato un pattern.
            Ovvero un metodo di riconoscimento molto più
            raffinato dello spid, direi quasi alla stregua
            dei siti XXXXXHai memorizzato il pattern che utilizzo su questo forum.
            E questo nella realtà accade ogni giorno, che tu
            lo voglia o meno.
            ;)Laddove la mia presenza e' maggiormente evidente.Altrimenti si nasconde nel rumore di fondo.


            Se ad esempio devo mantenere
            un'anagrafica


            parziale dell'utenza, non mi è
            fondamentale


            sapere dove abiti e qual'è il tuo codice

            fiscale.





            Mi basta un UID, al fine di
            distinguerti
            con

            un


            certo grado di affidabilità dagli altri


            utenti.



            Esatto.

            E quindi a che serve lo SPID?

            Per evitare (per quanto possibile) che entri con
            due UID differenti.Ma e' proprio quello che voglio!Avere un profilo diverso per ogni contesto in modo da evitare collegamenti tra i vari profili!
            Sono necessità che possono o non possono esserci
            in relazione al sistema in
            uso.

            Al tabaccaio frega poco se un giorno sei uomo e
            il giorno dopo sei donna e non vuoi farlo sapere.

            Al medico invece sì, perché deve ricondurre lo
            stato clinico sempre alla medesima persona. Non
            all'account di
            turno.No. E' a me che interessa che il medico lo sappia, per il mio bene.Se io voglio nascondere al medico il mio cambio di sesso, e ci riesco, al medico non interessa.Tanto che il medico mi fa domande sul mio passato e si fida delle mie risposte: non va a verificare se e' vero che da piccolo ho avuto determinate malattie ne' fa un esame dei miei anticorpi. Invece quegli strozzini della banca, non mi chiedono mica se in passato ho avuto protesti: lo vanno a verificare a mia insaputa.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il problema dell'identificazione
            - Scritto da: Albedo 0,9
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Albedo 0,9







            Ogni sito?


            Ma dove...



            Coockies, fingerprints, registrazione...

            Ci provano!

            Se ho due siti e ho bisogno di sapere,
            statisticamente, quali sono le azioni che compi
            nell'uno e nell'altro, è ovvio che cercherò di
            tracciarti.

            Lo posso fare per buoni fini o meno, è comunque
            una necessità che può essere più che legittima ai
            fini dei servizi
            erogati.Se io ho un interesse o un tornaconto a far si che tu mi possa identificare, te lo concedo.Altrimenti nisba.

            Se non intendo avvalermene, posso farmi
            curare
            in

            modo del tutto

            anonimo.

            E infatti lo puoi fare, chi te lo vieta.Nessuno per adesso.Ma la direzione che la PA sta prendendo e' bruttina e puzza assai.

            Ma tu devi potermeli fornire anche senza UID,

            magari a costo

            maggiorato.

            DEVO?Certo. Non sei una autorita', e quindi non puoi obbligarmi ad identificarmi.O meglio, se io ti do' informazioni false non commetto reato.

            Non puoi obbligarmi ad identificarmi, visto
            che

            tu non sei una

            autorita'.

            Infatti, non serve arrivare a tanto.
            Mi basta riconoscerti come persona fisica,
            secondo le possibilità che la legge consente.
            Spid, Codice fiscale, numero di cellulare o
            quello che è.Se il dato non e' necessario all'erogazione del servizio, io te lo do' falso e ogni volta diverso.E risolvo il mio problema.
            Fortunatamente non viviamo nel regno del Re Panda
            Rossa.Altri direbbero "purtroppo" invece che "fortunatamente".Ma siccome io sono illuminato, ti concedo di esprimere il dissenso, e neanche pretendo di sapere chi sei per perseguirti.
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