Windows non è di Microsoft

Questa la tesi di Lindows, la piccola start-up che sfida il colosso Microsoft con una nuova mozione in tribunale, nella quale si chiede di infliggere a MS un colpo durissimo affermando la genericità del marchio Windows
Questa la tesi di Lindows, la piccola start-up che sfida il colosso Microsoft con una nuova mozione in tribunale, nella quale si chiede di infliggere a MS un colpo durissimo affermando la genericità del marchio Windows


San Diego (USA) – Lindows è desiderosa di mettere la parola fine alla causa legale con Microsoft , un contenzioso di cui, come si ricorderà, la piccola start-up californiana ha già vinto i primi due round, riuscendo ad annullare tutte le richieste di ingiunzione preliminare con cui Microsoft aveva chiesto la chiusura del sito Lindows.com e il blocco del sistema operativo LindowsOS.

Lindows ha ora annunciato di aver presentato alla corte del tribunale una mozione che possa stabilire una volta per tutte che “windows” è un termine generico anche nel campo dei sistemi operativi, e dunque non è rivendicabile come trademark da parte di Microsoft.

In particolare, Lindows sostiene che è dal 1970 che la parola “windows” viene utilizzata per identificare una funzionalità inerente le interfacce grafiche. “Questo dimostra – si legge nella mozione presentata da Lindows – che il termine “windows” è stato usato come termine generico (…) per oltre 20 anni”.

Lindows si è detta convinta della possibilità di ottenere una facile vittoria, soprattutto a causa del fatto che nelle precedenti sentenze, entrambe a favore di Lindows, il giudice John Coughenour aveva già basato buona parte delle sue considerazioni proprio sulla genericità del termine “windows” e si spingeva persino ad affermare che la validità del famoso marchio di Windows era “assai precaria”. A sostegno del proprio giudizio, Coughenour ricordò come l’ufficio brevetti americano respinse più volte il marchio prima di approvarlo, nel 1995.

Pochi mesi fa, in occasione della seconda vittoria sul gigante di Redmond, Micheal Robertson, il CEO di Lindows, non esitò a sfruttare la situazione favorevole per dichiarare al mondo che “il trademark Windows è ora a rischio e imputabile”. Una crepa, quella nella difesa di Microsoft, che gli avvocati di Robertson tenteranno ora di utilizzare per sbriciolare tutte le fondamenta su cui poggiano la linea d’accusa e i reclami del colosso di Redmond.

La sentenza potrebbe avere un epilogo clamoroso per Microsoft, visto che in gioco non c’è soltanto il contenzioso con Lindows, ma il diritto stesso di poter continuare ad utilizzare in modo esclusivo uno dei marchi più conosciuti al mondo.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

08 10 2002
Link copiato negli appunti