Microsoft ha deciso di aggiornare Windows Server. Con la versione 2025 arriva il supporto NVMe nativo, che finalmente tratta gli SSD per quello che sono invece di gestirli come vecchi hard disk. Il risultato? Prestazioni IOPS aumentate dell’80% e un risparmio del 45% nei cicli CPU. Meglio tardi che mai.
Ad aprile dell’anno scorso Microsoft aveva promesso un aumento del 70% delle prestazioni IOPS con Windows Server 2025. Ora, conferma che la funzionalità è disponibile e ha fatto anche meglio: 80% di miglioramento. Dieci punti percentuali in più rispetto alle promesse iniziali, grazie a ulteriori ottimizzazioni che hanno spremuto ancora più performance dal sistema.
Il supporto NVMe nativo è arrivato con l’aggiornamento Patch Tuesday di ottobre 2025 (KB5066835), ma con un dettaglio importante, è una funzionalità opzionale. Gli amministratori devono attivarla manualmente, perché per qualche oscuro motivo Microsoft ha deciso di non renderla attiva per impostazione predefinita.
Addio SCSI, finalmente
Windows Server non tratta più tutti i dispositivi di archiviazione come SCSI (Small Computer System Interface), uno standard progettato originariamente per i dischi rigidi magnetici tradizionali. Con il supporto NVMe nativo, Windows Server finalmente riconosce gli SSD per quello che sono, ovvero dispositivi veloci che meritano un trattamento di favore. Curiosità: le specifiche NVMe 2.0 supportano ora anche gli HDD.
I vantaggi concreti
Microsoft ha elencato i miglioramenti offerti dal nuovo supporto NVMe nativo, e la lista fa venire voglia di aggiornare immediatamente:
- Guadagno in termini di IOPS: l’accesso diretto e multi-coda ai dispositivi NVMe permette finalmente di raggiungere i limiti reali dell’hardware.
- Latenza inferiore: gli stack tradizionali basati su SCSI si affidano a blocchi condivisi e meccanismi di sincronizzazione che rallentano tutto. Il supporto NVMe nativo usa percorsi I/O semplificati e senza blocchi, riducendo drasticamente i tempi di andata e ritorno per ogni operazione.
- Efficienza della CPU: uno stack più snello libera risorse di calcolo per i carichi di lavoro veri, invece di sprecarle per gestire lo storage in modo inefficiente. Il risparmio del 45% nei cicli CPU su carichi di lavoro di lettura casuale 4K su volumi NTFS non è roba da poco.
- Funzionalità pronte per il futuro: il supporto nativo per funzionalità NVMe avanzate come multi-coda e invio diretto garantisce che il sistema sia preparato per l’innovazione dello storage di nuova generazione. Qualunque cosa arrivi dopo, Windows Server sarà pronto.
Come attivarlo
Per abilitare il supporto NVMe nativo, gli amministratori devono sporcarsi le mani con il Registro di sistema o i Criteri di gruppo. Microsoft fornisce il comando PowerShell da eseguire:
reg add HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Policies\Microsoft\FeatureManagement\Overrides /v 1176759950 /t REG_DWORD /d 1 /f
In alternativa, è possibile usare un MSI di Criteri di gruppo per aggiungere il criterio, poi aprire l’Editor criteri di gruppo locale e abilitarlo manualmente. Si trova in Criteri computer locale > Configurazione computer > Modelli amministrativi > Anteprima funzionalità KB5066835 251014_21251 > Windows 11, versione 24H2, 25H2.
Se il supporto NVMe nativo arrivasse anche su Windows 11 con le stesse ottimizzazioni, gli utenti consumer potrebbero vedere miglioramenti significativi nelle prestazioni di giochi e applicazioni. Ma per ora rimane un’ipotesi. Microsoft, come sempre, procede con i suoi tempi.