Windows Whistler, piccola grande rivoluzione

Microsoft sembra indecisa se pubblicizzare Whistler, il suo prossimo OS, come un semplice upgrade a Windows 2000 o un rivoluzionario mix fra 98 ed NT. Le novità sono comunque numerose


Roma – Ma insomma, questo Whistler sarà solo un “aggiornamento minore a Windows 2000”, come lo ha definito Carl Stork, general manager di Microsoft, oppure sarà la grossa rivoluzione dipinta da Bill Gates?

La ragione sembra stare da entrambe le parti, dipende solo da quale lato ci si ponga. Per gli utenti consumer, Whistler rappresenterà senza dubbio la più grossa rivoluzione da Windows 3.1 in avanti. Per gli utenti business, invece, Whistler per il momento dovrebbe essere visto come un semplice upgrade a Windows 2000, ed in effetti in termini di produttività e novità nell’interfaccia questo dovrebbe corrispondere a verità: del resto far suonare troppo la campana “della rivoluzione” nelle orecchie di chi sta pianificando un passaggio a Windows 2000 proprio adesso, per Microsoft non sarebbe granché conveniente, anche considerando che il rilascio di Whistler non è lontanissimo (18 mesi al massimo).

Sia comunque chiaro che Whistler, almeno sul piano commerciale, sarà davvero un grande evento visto che, secondo i piani di Microsoft, dovrà fare piazza pulita di tutte le attuali versioni di Windows (tranne naturalmente WinCE) e far incontrare, finalmente, le esigenze degli utenti consumer con quelle degli utenti business. In parole povere, Windows Me sarà l’ultimo successore della famiglia di sistemi operativi Windows 9x e a partire da Whistler l’architettura NT, migliorata attraverso una più alta modularità, potrà dare sostegno sia alle applicazioni mission critical che all’ultimo videogioco tridimensionale.

E ‘ nelle case, dunque, che Whistler farà sentire più forte il suo fischio: finalmente la stabilità di NT potrà portare giovamento anche a chi, fino ad oggi, si è dovuto accontentare dei compromessi di Windows 9x, compromessi che se all’epoca del DOS e delle applicazioni a 16 bit potevano ancora avere un senso, oggi risultano davvero anacronistiche. (continua)


Come si è capito Whistler non apporterà grossi cambiamenti alla base di codice di Windows 2000 concentrandosi sull’aggiornamento tecnologico e sull’aggiunta di diverse funzionalità più o meno importanti, alcune delle quali faranno il loro debutto già a partire da Windows Me.

Le versioni di Whistler inizialmente dovrebbero essere in totale quattro: una consumer, una per l’ufficio (workstation), una per server ed una per
datacenter (le ultime due usciranno sia a 32 che a 64 bit). Non è difficile vedere le affinità con le attuali e le imminenti release di Windows 2000.

Microsoft promette che il boot del sistema sarà molto più veloce di quello degli attuali Windows: l’obiettivo è di quello di arrivare ad un massimo di 10 secondi. Il riconoscimento delle periferiche sarà affidato all’Universal Plug and Play (UPP), un nuovo standard cross-platform che dovrebbe venire adottato anche da Linux. Whistler sarà maggiormente portato per il multimedia, avrà un più vasto supporto per l’audio ed il video digitali, prevederà la nuova tecnologia di trasmissione wireless Bluetooth ed offrirà il supporto sia per lo standard di connessione IEEE 1394 che per il nuovo USB 2.0.

Per quanto riguarda le funzionalità di sistema, Whistler metterà nelle mani dell’amministratore più strumenti per la gestione e la configurazione centralizzata degli utenti e dei loro ambienti di lavoro, inoltre integrerà le funzionalità dell’attuale Windows Terminal Server per l’acceso remoto al sistema da un altro PC.

Whistler si saprà curare da solo e goderà di strumenti per la salvaguardia delle funzionalità basilari del sistema e per il ripristino della configurazione più recente in caso di disastri o cattivi funzionamenti di alcuni applicativi appena installati. Anche Windows Update sarà migliorato e consentirà il download automatico degli aggiornamenti critici.

Whistler sarà anche più veloce, specie nella gestione delle transazioni su database, e ulteriormente affidabile: del resto questo Windows avrà l’ingrato compito, fra un anno, di tenere a bada quel forsennato di nome Linux.

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