Wordpress: chi abusa del copyright deve pagare

Le richieste di rimozione sollecitate agli intermediari sulla base di presunte violazioni del diritto d'autore sono spesso utilizzate come arma di censura. Automattic chiede che chi ne abusa venga punito
Le richieste di rimozione sollecitate agli intermediari sulla base di presunte violazioni del diritto d'autore sono spesso utilizzate come arma di censura. Automattic chiede che chi ne abusa venga punito

Il diritto d’autore non è uno strumento di censura e di soppressione delle idee: Automattic, l’azienda che ha sviluppato la nota piattaforma WordPress , non ha rinunciato a combattere contro gli abusi delle richieste di rimozione che riceve in sempre maggiore quantità. Chi fa leva sugli strumenti messi a disposizione nel rispetto del Digital Millennium Copyright Act per ottenere il rispetto dei propri diritti sarà accontentato, ma chi inoltra richieste di takedown sulla base di motivazioni inconsistenti deve prepararsi a pagare.

Era il mese di novembre del 2013 quando Automattic aveva preso posizione , intervenendo a supporto dei suoi utenti colpiti da richieste di rimozione che invocavano il diritto d’autore ma nascondevano intenti evidentemente differenti. Uno di questi casi aveva per protagonista uno studente britannico, Oliver Hotham, che sul suo blog aveva ripubblicato degli estratti di un comunicato stampa emesso dall’associazione Straight Pride UK , contenente delle dichiarazioni a sfondo omofobo. La ripubblicazione di queste dichiarazioni aveva mobilitato la stessa persona che le aveva pronunciate, il portavoce dell’associazione, tale Nick Steiner: aveva evidentemente compreso di aver rilasciato delle battute controproducenti, capaci di suscitare una critica troppo puntuta, e con lo scopo di rimediare al passo falso aveva chiesto a WordPress la rimozione degli estratti, chiamando in causa il diritto d’autore.

La richiesta di takedown, sulla base del DMCA statunitense, fa entrare in gioco la responsabilità dell’intermediario, tenuto a valutare la segnalazione e a procedere eventualmente alla rimozione del contenuto che violi il copyright. Automattic ha intuito che la richiesta inoltrata da Straight Pride UK configurasse un abuso: per questo motivo aveva sporto denuncia sulla base della sezione 512(f) del DMCA, che punisce coloro che avanzano delle rivendicazioni senza averne il diritto.
Il comunicato stampa, avevano spiegato i legali di Automattic ad una corte californiana, per sua stessa natura non può godere delle protezioni offerte dal DMCA: è redatto perché venga reso pubblico e circoli il più possibile. Il rappresentante di Straight Pride Uk, Nick Steiner, avrebbe dunque fatto illecitamente leva sullo strumento del notice and takedown per “censurare la manifestazione del pensiero di Hotham, critica nei confronti di Straight Pride UK “.

Automattic, poiché la difesa ha disertato il proprio appuntamento con la giustizia, ha invitato la corte a pronunciarsi a favore di un risarcimento, come prevede la stessa sezione 512(f) del DMCA: si chiedono 10mila dollari di compensazione, in quanto la rimozione avrebbe pregiudicato la reputazione di WordPress, che non intende figurare in ruolo di censore ai danni dei propri utenti, uniti a 14.520 dollari di spese legali. Si tratta di cifre affatto ingenti: Automattic si è però esposta nel nome di un principio che, visti gli abusi sempre più sistematici dell’istituto del notice and takedown , va riaffermato: il diritto d’autore non deve rappresentare un’arma impropria per soffocare la libertà di espressione.

Gaia Bottà

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20 06 2014
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