Con un breve comunicato, Yandex ha fatto sapere che nella notte tra il 7 e l’8 ottobre il suo data center di Sasovo è stato colpito e seriamente danneggiato da un attacco con droni, portando necessariamente al suo spegnimento completo. La mattina successiva è toccata la stessa sorte a un’altra struttura di Kaluga, risultata poi solo parzialmente operativa. Entrambe le città si trovano nella Russia occidentale.
Yandex, data center colpiti da attacchi con droni
Ricordiamo che la società è spesso descritta come il Google russo. Fornisce numerosi servizi online (e non solo) che spaziano dalle ricerche online alla navigazione, dal cloud allo streaming, arrivando fino ai trasporti pubblici.
Nessuno è rimasto ferito, ma ancora oggi si registrano pesanti disservizi. La responsabilità delle azioni è attribuita all’Ucraina, nell’ambito di una guerra tra i due Paesi che prosegue ormai da diversi anni.
I nostri team stanno lavorando giorno e notte per fare tutto il possibile al fine di mantenere operativi i servizi e aiutare le persone colpite dall’incidente. Al momento questa è la nostra priorità assoluta, ma purtroppo non è un compito facile.
Non è la prima volta che si registra un’offensiva con droni a un’infrastruttura cloud. È accaduto già nei primi mesi dell’anno in Medio Oriente, quando i data center di AWS (Amazon) negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein sono stati colpiti con le stesse modalità. Dopo mesi di lavoro per tentare il ripristino, l’azienda ha comunicato la perdita irreversibile di una parte dei dati ospitati.
La guerra russo-ucraina va avanti da ormai oltre quattro anni e mezzo e, fin dalle sue prime battute, è stata accompagnata dalla cosiddetta cyberwar. Già nei primi mesi del conflitto si sono registrati attacchi informatici organizzati da gruppi ritenuti vicini a Mosca, anche nei confronti degli alleati di Kiev, Italia compresa. L’escalation ha portato alla situazione attuale.