YouTube permette di disattivare completamente gli Short

YouTube permette di disattivare completamente gli Short

YouTube permette di impostare il limite di tempo giornaliero per gli Short a zero minuti, rimuovendoli di fatto dall'app. La funzione è in roll out.
YouTube permette di disattivare completamente gli Short
YouTube permette di impostare il limite di tempo giornaliero per gli Short a zero minuti, rimuovendoli di fatto dall'app. La funzione è in roll out.

Scorrere gli Short su YouTube è una di quelle attività che inizia con “guardo un paio di video e poi basta” e poi va a finire che si rivede la stessa clip per la terza volta. Finalmente ora si può impostare il limite di tempo giornaliero per gli Short a zero minuti. Cioè, è possibile disattivarli completamente. Il feed Short smette di funzionare, il tab non mostra video, e persino dalla schermata principale gli Short scompaiono.

Come disattivare gli Shorts di YouTube

Basta aprire l’app YouTube, andare in Impostazioni, selezionare “Gestione del tempo,” attivare il limite del feed Short  e impostarlo a zero. Quando si apre il tab Shorts, si vedrà solo una notifica: “Hai raggiunto il limite del tuo feed Short.”

La funzione era già presente per genitori che vogliono controllare il tempo che i figli passano sugli Short, annunciata a gennaio. Adesso YouTube sta estendendo l’opzione zero a tutti gli utenti, non solo ai profili familiari. La portavoce Makenzie Spiller conferma che è disponibile per tutti i genitori e attualmente in fase di roll out per tutti, inclusi gli account adulti standard.

Cosa bolle in pentola

Gli Short sono il formato più aggressivo di YouTube, progettati apposta per tenerci incollati allo schermo all’infinito, come TikTok, come i Reel di Instagram. Per chi trova questo scorrere compulsivo un problema, l’unica soluzione era usare app di blocco esterne o, a mali estremi, disinstallare YouTube. Adesso c’è un interruttore nativo.

È raro che una piattaforma basata sull’attenzione offra strumenti del genere, e infatti, YouTube non sta agendo per bontà… Risponde a pressioni normative crescenti, a critiche sulla salute mentale dei giovani utenti e alla necessità di apparire responsabile.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il
16 apr 2026
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