Nel 2021 lo smart working alla prova della #zonabianca

#zonabianca e smart working alla prova del 2021

Le riaperture e la progressiva ripresa delle attività diranno ciò che è destinato a rimanere dello smart working: non sia un'occasione persa.
Le riaperture e la progressiva ripresa delle attività diranno ciò che è destinato a rimanere dello smart working: non sia un'occasione persa.

Il 2021 si apre con l’hashtag #zonabianca in cima ai trend sui social network, ma di cosa si tratta? È il colore che potrebbe essere associato ad alcune aree del Paese con la firma del prossimo DPCM, in vigore indicativamente dalla metà del mese, consentendo riaperture e un ritorno alla normalità laddove l’indice di contagio risulta più contenuto. Interessate scuole e attività commerciali, di ristorazione e del settore alberghiero, ma anche gli spostamenti e i centri della cultura rimasti chiusi negli ultimi lunghi mesi bui. Il passaggio alla zona bianca dirà molto anche su ciò che resterà dello smart working dopo la fine dell’emergenza.

Lo smart working alla prova della #zonabianca

Molti hanno preso confidenza con gli strumenti per la collaborazione da remoto, quanti di loro si troveranno a dover affrontare il ritorno in ufficio, tornando a condividere la scrivania con i colleghi e abbandonando le comodità delle mura domestiche?

Le previsioni fin qui formulate hanno fatto tutte grossomodo riferimento a una Nuova Normalità: indietro non si torna. Le aziende più lungimiranti hanno saputo far di necessità virtù innescando meccanismi e dinamiche capaci di pagare non solo nel breve, ma anche nel lungo periodo, rendendo strumenti come Meet, Teams, Zoom o le piattaforme del cloud parti integranti del proprio modello operativo e non esclusivamente un rimedio temporaneo. Andranno ad ogni modo definiti nuovi equilibri nel rapporto tra datore di lavoro e collaboratore, in primis per quanto concerne la gestione delle spese, garantendo che gli oneri e i benefici della transizione possano ricadere su entrambe le parti in modo equo.

Rimandiamo a voci più autorevoli in tema di sanità e salute per valutare se sia troppo presto o meno per riaprire tutto. Su queste pagine ci limitiamo a prendere in esame come alcuni dei cambiamenti nel modo di lavorare adottati su larga scala nell’ultimo anno siano destinati a diventare strutturali. Dovrà accadere, accadrà, altrimenti “smart working” non si rivelerà nient’altro se non un’etichetta elegante appiccicata al concetto ormai obsoleto del telelavoro.

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