30 anni fa, 12 marzo 1989, nacque il World Wide Web. Edificio 31, presso il CERN di Ginevra, su un mazzetto di fogli di carta tenuti in mano da Tim Berners-Lee, c’era scritto qualcosa che era destinato a deflagrare nel giro di breve tempo. Su quei fogli c’erano solo appunti tecnici, una descrizione di qualcosa che avrebbe potuto funzionare ed avrebbe potuto consegnare all’uomo (e in primis ai ricercatori) un metodo più veloce per raggiungere e trovare le informazioni desiderate. Nessuno immaginava quanto potessero essere fondamentali quelle scarne indicazioni, quale portata avrebbero avuto, quale impatto avrebbero determinato nella storia dei tre decenni successivi. Nessuno immaginava cosa “Web” avrebbe significato da quel giorno in poi.

Oggi, 30 anni dopo, pur leggendo queste parole comodamente di fronte ai nostri display sul palmo di una mano o su di una scrivania, ancora fatichiamo ad averne piena consapevolezza.

12 marzo 1989: 30 anni di Web

Verrà un giorno in cui guarderemo a quel 12 marzo 1989 con la stessa importanza con cui ricordiamo altre date che hanno rappresentato una svolta nella storia dell’uomo: 12 ottobre, 14 luglio, 12 marzo. Oggi ancora non possiamo ricordare con l’enfasi che il momento meriterebbe poiché manca ancora tutta quell’aura leggendaria che solo il passaggio delle generazioni è in grado di stratificare sugli eventi. La rivoluzione iniziata 30 anni or sono, infatti, è ancora in pieno svolgimento ed ognuno di noi ne è oggi parte attiva. Impossibile guardare in prospettiva a quel che è accaduto: siamo nel cuore di una rivoluzione storica, semplicemente. Ci siamo dentro, ne siamo travolti, ne siamo parte.

Ai tempi della rivoluzione industriale, tanto per intendersi, nessuno aveva piena consapevolezza di vivere ai tempi della rivoluzione industriale. Oggi grazie alla prospettiva che gli studi ci offrono è più facile sapere di vivere nel pieno di una rivoluzione, ma pochi hanno davvero coscienza di quanto ampia, profonda e capillare sia. Mai, infatti, una rivoluzione aveva coinvolto l’intero globo in questo modo, fino a trasformarlo in un mondo molto più piccolo e veloce, fino a rivoluzionarne gli aspetti sociali ed economici con tanta rapidità. Coinvolgendo tutto e tutti, per forza di cose, in un’accelerazione digitale che nessuno avrebbe potuto immaginare come possibile.

In soli 30 anni è cambiato il nostro modo di pensare il pianeta, l’economia, il modo di comunicare, i modelli di business. Nessuna persona al mondo può dire di esserne all’oscuro, poiché ovunque arrivi connettività è oggi disponibile una dimensione immateriale del pianeta alla quale potervi accedere con un click.

Click.
Link.
http.
Browser.

Parole magiche, neolingua di un mondo nuovo che si è imposto sul vecchio accelerando ulteriormente un ritmo che in troppi vedevano già insostenibile alle porte del nuovo millennio. Guardandoci indietro, il tempo appare scandito da brand che, uno dopo l’altro, hanno impresso il proprio marchio in questa evoluzione reinterpretando volta per volta quell’incipit iniziale scritto sui fogli di Tim Berners Lee – Altavista, Yahoo e Google tanto per suggerire un excursus esponenziale sole in tre parole.

Oggi con un click si può raggiungere chiunque; con un link si possono aprire varchi spazio-temporali inimmaginabili sono fino a 3 decenni fa; con un http si può creare una community, una vetrina, un’emozione, un partito, un lavoro; con un browser ci si trova al piano di chiunque altro, con accesso a miliardi di risorse e con la possibilità di mettere a frutto le proprie idee.

30 anni di Web ci hanno cambiati profondamente, unendo le intelligenze di tutti ed evidenziando le debolezze di ognuno. O forse non ci hanno realmente cambiati, ma hanno stravolto la percezione che abbiamo gli uni degli altri, Nel bene e nel male, sempre più vicini, sempre più Umanità.

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