Freedom of The Press Foundation e The Intercept hanno denunciato Donald Trump perché l’accesso prioritario alle informazioni pubblicate su Truth Social tramite abbonamento è incostituzionale. Il Presidente degli Stati Uniti usa spesso il social network personale per annunci che hanno conseguenze per i cittadini e influenzano i mercati finanziari. Tra i primi utenti ci sono ovviamente le società di Wall Street.
Violazione del Primo e Quinto Emendamento
A metà luglio, Trump Media & Technology Group (proprietaria di Truth Social) ha annunciato le Truth API che consentono di ricevere in anticipo le notifiche per i post pubblicati dai 10 account più influenti del social network, incluso ovviamente quello del Presidente USA. Permette in pratica un accesso prioritario alle informazioni che possono interessare i cittadini e soprattutto banche e società di investimento.
Per l’accesso privilegiato è necessario sottoscrivere un abbonamento di 100.000 dollari al mese o 60.000 dollari al mese con vincolo di tre anni a partire dal 1 agosto. Il CEO del Trump Media & Technology Group ha inoltre comunicato che verranno implementate protezioni per impedire lo scraping dei contenuti (in pratica l’accesso ai post senza pagare).
Freedom of the Press Foundation e The Intercept evidenziano nella denuncia (PDF) che l’accesso preferenziale ai post di Trump viola il Primo Emendamento della Costituzione, ovvero il diritto per tutti i cittadini statunitensi di avere un pari accesso alle informazioni pubbliche. Viola anche il Quinto Emendamento perché il governo non può imporre condizioni estorsive o irragionevoli per l’accesso alle informazioni.
Freedom of the Press Foundation e The Intercept chiedono quindi al giudice di dichiarare incostituzionale l’accesso a pagamento e vietare la pubblicazione di informazioni pubbliche governative esclusivamente su Truth Social.