Accusano Google di spargere immondizia digitale

Non bastassero i problemi nostrani con l'immondizia, ora i cattivoni sfruttano l'onnipresente Google per fare i loro porci comodi. Ogni strumento è lecito, ogni mezzo adatto: l'obiettivo sono i PC di tutto il mondo

Roma – Cercare qualcosa su Google e finire col PC impestato di malware. Oppure ritrovarsi con la casella di posta infestata da missive spazzatura perché il filtro antispam è diventato improvvisamente inefficace. La reputazione dei servizi di BigG rischia di essere infangata da cracker, spammer e altri malintenzionati che si aggirano in rete e che hanno deciso che Google è l’arma migliore per vincere la propria oscura battaglia.

Tra le tendenze più inquietanti c’era quella del search trasformato in arma impropria da ignoti. Un fronte aperto lo scorso novembre ma sul quale solo oggi si è fatta chiarezza : grazie ad una serie di astute manovre di ottimizzazione del posizionamento nelle ricerche ( SEO ), i cattivoni avevano piazzato in cima alle classifiche i propri empi sitarelli.

Cercando una stringa apparentemente inoffensiva, magari anche relativa ad un problema di sicurezza di un router, il primo risultato proposto era una pagina zeppa di malware in agguato. Un clic e il proprio computer si sarebbe trasformato in un groviglio di virus, trojan e quant’altro. I cracker si erano dati al caro vecchio Google Bombing : spammando a destra e sinistra avevano promosso le proprie pagine-schifezza, piazzandole in cima. In alcuni casi la faccenda era risultata davvero subdola, con codice nascosto in siti crackati che per il resto venivano lasciati praticamente inalterati. Anche il premio nobel Al Gore sarebbe finito suo malgrado in questa rete di malfattori.

Minacce sventate dai white hat di Google che, accortisi del problema, hanno smantellato lo stratagemma in poche ore. Ma non è bastato.

Altro giro, altra trovata. Se i filtri antispam del client di posta si affinano, come fare ad aggirarli? Ma è ovvio: piazzando il proprio codice in siti ritenuti affidabili, e poi dirottando il malcapitato altrove. E così Blogger (non nuovo a questo tipo di problemi), ma pure Google Page Creator , diventano una sorta di sito facciata su cui piazzare un paio di righe di codice scritte bene.

Il povero filtro antispam non può fare molto: il dominio sembra affidabile , c’è di mezzo persino Google, e dunque perché bloccarlo? Il malcapitato clicca sul link e finisce su una pagina che contiene solo pochi byte di codice che lo rimandano altrove: e anche qui malware di ogni tipo possono essere in agguato.

Insomma, Searchzilla è vittima del suo successo. Eppure, vista la situazione di invasione da spam in cui versano certi servizi come Groups , qualcuno si chiede: ma a Mountain View fanno davvero del loro meglio per metterci una pezza ?

Luca Annunziata

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  • Sky scrive:
    incongruenza
    Ritengo tutta la faccenda come minimo "incongruente": a parte il fatto di esser stata iniziata da Negroponte stesso (che, secondo me, s'è fatto un autogoal pauroso), che siano i cittadini del cosiddetto "primo mondo" a lamentarsi di problemi legati ad un prodotto studiato per aumentare lo sviluppo del "terzo mondo" fa come minimo sorridere.Di certo tutto questo non è indirizzato a gente che pretende tempi di consegna svizzeri, tracciatura del singolo prodotto, help-desk all'altezza della situazione (e bisogna vedere di che "situazione" stiamo parlando: non certo quella di Washington). Se vuoi una cosa del genere fai il piacere di comprarti un MacBook (ad esempio), e pagarlo dollaroni sonanti: avrai tutta la tracciatura ed il supporto che vuoi (e comunque il mio ha avuto lo stesso due giorni di ritardo, peraltro scusabilissimi, pur costando più di mille euro).Non a caso il progetto OLPC prevedeva l'acquisto da parte di Governi e non da parte del singolo (da qui l'autogoal di Nogroponte, anche se parzialmente comprensibile e scusabile).Non sono i Governi a lamentarsi, no, sono i singoli, pasciuti e ben abituati al lusso, dei paesi industrializzati... ci vuol fegato, secondo me, e mica poco.(sempre che la cosa non sia strumentale e volta a screditare il progetto stesso: conoscendo gli altri concorrenti la cosa non mi stupirebbe)
    • Anonimo scrive:
      Re: incongruenza
      ovvio ma se l'altro offre un servizio non ci sono storie
    • Alessandrox scrive:
      Re: incongruenza
      - Scritto da: Sky
      Non a caso il progetto OLPC prevedeva l'acquisto
      da parte di Governi e non da parte del singolo
      (da qui l'autogoal di Nogroponte, anche se
      parzialmente comprensibile e
      scusabile).
      Non sono i Governi a lamentarsi, no, sono i
      singoli, pasciuti e ben abituati al lusso, dei
      paesi industrializzati... ci vuol fegato, secondo
      me, e mica
      poco.
      (sempre che la cosa non sia strumentale e volta a
      screditare il progetto stesso: conoscendo gli
      altri concorrenti la cosa non mi
      stupirebbe)Infatti NON hanno aquistato i governi ma la gente che ha pagatto per un servizio; e' vero che siamo pasciuti ma ti fideresti, con un servizio cosi' inefficiente, che i soldi pagati in piu' siano effettivamente usati per lo scopo propagandato da quelle iniziative?Un Servizio per il III°... da III° mondo. A saperlo prima qualcuno avrebbe optato per l' adozione a distanza... almeno i soldi sarebbero andati direttamente al destinatario invece di pasare prima per le mani di un intermediario inaffidabile.
      • Sky scrive:
        Re: incongruenza
        E' per questo che ho parlato di "autogoal" da parte di Negroponte: capisco che, con un progetto così ai minimi termini, con margini così assurdamente risicati, sia preoccupato per la "scommessa" (di riuscirci) che potrebbe anche perdere (non tutte le scommesse si vincono, no?)... però andare ad "imbastardire" un progetto altrimenti così bello e lineare... mah... forse era meglio rischiare di perder la scommessa, IMHO: almeno avrebbe potuto tentare un miglior recupero "dopo". Chi poi s'è andato a comprare un OLPC (ed è una macchinina che, anche solo per curiosità, avrei voluto avere anch'io) non mi può dire che è lecito usare gli stessi criteri con cui và da IBM, Dell, HP e soci: o non ha capito di che genere di progetto si tratti... o sta bellamente banfando. Posso capire che dia fastidio (propendendo per la buona fede) "fare un'azione buona" e non vedersi arrivare la macchina... ma credo che questa evenienza fosse praticamente ovvia dato il tipo di progetto: non s'è messo in piedi un "mercato", quei soldi sarebbe meglio considerarli veramente (e seriamente) a fondo perduto. Il fatto che ci si lamenti della cosa è come lamentarsi che nel terzo mondo non producono abbastanza ortaggi, nei campi che hanno piantato grazie all'acqua fatta arrivare tramite donazioni... sinceramente io mi vergognerei anche solo di pensarle, certe cose.
  • Anonimo scrive:
    Va che tra un po'
    Troviamo che Negroponte si fa l'albergo in Canada braccato da Staffelli
    • picchiatello scrive:
      Re: Va che tra un po'
      - Scritto da: Anonimo
      Troviamo che Negroponte si fa l'albergo in Canada
      braccato da
      StaffelliIn questo caso Moreno Morello...
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